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Cronaca


''Fu Provenzano a scrivere a Berlusconi''



Le rivelazioni di Massimo Ciancimino arrivano al processo del senatore Marcello Dell'Utri
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provenzano piu correcto che berlusconi
non la verita
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Sarebbe stato inviato dal boss Bernardo Provenzano il messaggio che aveva come destinatario finale Silvio Berlusconi. E' quanto emerge dall'interrogatorio di Massimo Ciancimino, depositato questa mattina nel processo in Corte d'Appello in cui è imputato il senatore Marcello Dell'Utri (Pdl), accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato in primo grado a 9 anni di reclusione.
Il messaggio cui fa riferimento Ciancimino, figlio di Vito, ex sindaco Dc di Palermo condannato per mafia, è quello trovato scritto in una lettera sequestrata nel 2005 tra le carte del padre, e scoperta solo adesso dai pm della procura di Palermo. Nella missiva si fa riferimento "all'onorevole Berlusconi" e ad una minaccia che gli sarebbe stata rivolta nel caso in cui non avesse messo a disposizione una delle sue reti televisive (LEGGI). Nel messaggio, scritto a mano, si fa anche riferimento a un "contributo" politico che l'autore della missiva avrebbe dato.

Secondo quanto sostiene Massimo Ciancimino, la lettera gli sarebbe stata consegnata da Pino Lipari, uomo di fiducia di Provenzano. Il messaggio, secondo quanto racconta il figlio dell'ex sindaco di Palermo condannato per mafia e poi morto, lo avrebbe ricevuto nella villa a San Vito Lo Capo di proprietà di Lipari, e in quella occasione sarebbe stato presente anche Provenzano. Massimo Ciancimino non ricorda con precisione la data in cui avvenne la consegna (il periodo della consegna del "pizzino" sarebbe però successivo all'arresto di Vito Ciancimino, cioè al 23 dicembre 1992). Ma sottolinea invece che il messaggio era completo, cioè non era tagliato nella prima parte così com'è stato trovato dai carabinieri durante una perquisizione. Il foglio di carta, infatti, è strappato a metà e in questo modo i pm lo hanno mostrato a Ciancimino. Questo particolare ha fatto preoccupare il dichiarante, il quale ha detto ai pm che questo fatto lo ha colto alla sprovvista e sostiene che si tratta di "una vicenda più grande di me".
"Mio padre - ha poi detto Ciancimino jr - era per la non attuazione delle minacce, e forse per questo alla fine è stato messo da parte in questa trattativa. Mio padre diceva che bisognava toccargli il polso alle persone, nel senso scuoterle - ha spiegato il dichiarante - ma non di più. Non bisognava usare il braccio forte. Dicevano di riconoscenza, che il soggetto era irriconoscente, si stava scordando di certe situazioni, di certi vantaggi avuti, di certe robe varie...". Il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e il sostituto Nino Di Matteo hanno chiesto a Ciancimino chi fosse "il soggetto". La risposta: "Il dottor Berlusconi".

Infine, secondo Ciancimino, vi sarebbero altre due lettere che Provenzano avrebbe inviato a Berlusconi attraverso Ciancimino e poi Dell'Utri, di cui però ancora non vi è traccia.
La prima missiva, secondo Ciancimino, sarebbe partita prima della consegna del cosidetto"papello": un elenco di favori, richiesti da Cosa Nostra, presentato da Riina a una parte delle istituzioni, a cavallo delle stragi mafiose del '92. Due di queste lettere Massimo Ciancimino sostiene di averle ricevute direttamente dalle mani di Pino Lipari.
Il secondo messaggio il figlio di don Vito dice di averlo ricevuto in una busta chiusa dal giovane autista di Provenzano. Un ragazzo che nei primi anni novanta avrebbe accompagnato il boss. Il ruolo dell'ex sindaco mafioso in tutto ciò sarebbe stato quello di "consulente" di Provenzano, e solo in una occasione avrebbe fatto da mediatore consegnando la copia della lettera a un tale "Franco" che doveva poi darla a Dell'Utri. 
Il foglio sequestrato dai carabinieri fra le carte di Vito Ciancimino, che adesso è depositato nel processo a Dell'Utri, secondo Ciancimino jr., sarebbe stata la terza in ordine di tempo.

I giudici della corte d'appello che stanno processando Dell'Utri, si sono riservati di accogliere la documentazione prodotta dalla procura generale. Si tratta, oltre alla lettera, di due verbali di interrogatorio di Massimo Ciancimino datati 30 giugno e 1 luglio. I giudici scioglieranno la riserva il 17 settembre.

[Informazioni tratte da Ansa.it, Repubblica.it, Corriere.it, La Siciliaweb.it]

11/07/09


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