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Gioiosa Marea, la perla del Tirreno





Sul litorale tirrenico della Sicilia, a circa 60 Km da Messina, proprio di fronte alle isole Eolie, sorge Gioiosa Marea, una splendida cittadina dalla naturale vocazione turistica.
'Giujusa', come la chiamano i suoi abitanti, si trova in una magnifica posizione naturale con la sagoma delle isole Eolie che si stagliano all'orizzonte, con i boschi verdi dei monti Nebrodi alle spalle e davanti l'azzurro itenso del mare cristallino. La 'perla del Tirreno', come è stata definita, è adagiata sulla Costa Saracena, il tratto di costa e dell'entroterra compreso tra le spiagge di Capo d'Orlando e il promontorio di Capo Calavà e che prosegue fino a Tindari nella Baia di San Giorgio. Gioiosa Marea, dunque, è il punto di partenza ideale dal quale organizzare escursioni sulle isole Eolie e nel parco dei Nebrodi.
La cittadina ha uno splendido litorale con sette chilometri di spiagge dalla sabbia finissima che si alternano a spettacolari strapiombi o a romantiche e solitarie calette, che in estate, si riempono di turisti venuti qui per fare il bagno, prendere la tintarella o trascorrere qualche giorno in pieno relax.



Le spiagge di roccia si trovano soprattutto all'estremità est del centro storico di Gioiosa, in località Skino, nei pressi e oltre il costone roccioso di Capo Calavà, presso Cala Boi. Quelle di ghiaia abbondano soprattutto nella zona dell'Uliveto, presso la stazione ferroviaria e la Marina, ma anche sulla spiaggia di Capo Calavà. Se invece avete l'intenzione di fare i castelli di sabbia meglio recarsi a San Giorgio e a Saliceto, ma anche nelle spiaggette di Cala Boi e di Capo Calavà.
Il mare di Gioiosa è un autentico paradiso per i sub che qui possono effettuare immersioni o praticare snorkeling. I fondali sono prevalentemente sabbiosi e popolati da molluschi, sogliole, triglie, tracine e razze. Tra le rocce invece, si trovano polipi, ricci di mare, stelle marine e ovunque domina la Posidonia Oceanica. L'estate, inoltre, è la stagione del ritorno, il periodo in cui gli emigranti di prima, seconda e terza generazione, che non hanno perso i legami con la terra d'origine, tornano a casa per godersi le spiagge, il mare, la frescura delle campagne, i piaceri della tavola e le svariate manifestazioni culturali e folkloriche che qui si organizzano, ma non solo. Gli amanti della speleologia ad esempio possono visitare la Grotta del Tono, ubicata di fronte alla stazione ferroviaria. La grotta ha un'imboccatura di circa 180 centimetri ed è alta 160 ed è caratterizzata da un groviglio di cunicoli che si intersecano in diversi punti e da varie formazioni stalattitiche e stalagmitiche.



Per chi ha voglia di una passeggiata all'aria aperta, c'è la possibilità di praticare trekking o percorrere a cavallo o in montain bike antiche e panoramiche trazzere dalle quali si può raggiungere la sommità della rocca di Capo Calavà oppure inerpicarsi per i sentieri che conducono alla città vecchia. Tutte queste attività hanno contribuito a far decollare il turismo che è diventato, dal dopoguerra, l'attività preminente dell'economia locale, accompagnato dalla piccola imprenditoria, dal commercio, dall'agricoltura e dall'artigianato locale. Anche la pesca è un settore importante, anche se in passato contava di più e, negli anni '70 un reportage definì Gioiosa paradiso delle cernie, a testimonianza della pescosità del suo mare. Ancora oggi i ruderi di una tonnara del 1060 possono ancora essere ammirati nella vicina frazione di San Giorgio.



Pillole di storia - Gli antichi colonizzatori romani la chiamarono soltanto 'Joiusa' mentre Marea fu aggiunto molti secoli più tardi dalla sua fondazione. L'antica 'Joiusa', abitata da gente umile e dedita al lavoro dei campi, nacque nel 1366 sul Monte Meliuso, per volontà di Vinciguerra d'Aragona, capitano di Patti, eletto giustiziere del Regno da Federico III di Aragona che decise di costruire una torre di avvistamento in zona. La cittadella sorgeva a circa 800 metri sul livello del mare e consentiva di controllare a 360° la costa e di godere un panorama che si apre sulle Eolie, a sinistra sin oltre Capo d'Orlando e a destra sino a Capo Milazzo, mentre alle spalle i monti Nebrodi e l'Etna. Il luogo inizialmente doveva svolgere la funzione di 'oppidum' cioè un posto d'osservazione, che insieme coi castelli di Patti e Tindari, teneva sotto controllo le coste per evitare i continui saccheggi dei pirati. E' molto probabile che il nome 'Joiusa Guardia' fu attribuito proprio in relazione a questa funzione. Col tempo qui nacquero i primi insediamenti umani che crebbero sino a diventare una vera e propria cittadella. Si arriva all'area archeologica mediante una stradella impervia ma ricca di panorami mozzafiato. Sono ancora visibili i ruderi della vecchia città a cominciare dalla Torre di Guardia o castello Aragonese, dalle cisterne, dal perimetro delle case, dagli scavi del sito archeologio greco. Gioiosa Guardia fu abbandonata nel 1786 in seguito ad un disastroso terremoto che la rase al suolo. Gli abitanti migrarono a valle dove fondarono Gioiosa Marea, con la stessa struttura urbanistica della città vecchia divisa in quattro quartieri che prendevano il nome dalle rispettive Chiese: San Giovanni Battista, San Nicolò, Santa Maria della Catena e Santa Maria delle Grazie. Da non perdere quest'ultima consacrata alla Madonna delle Grazie e costruita nel XVIII secoli dai frati Minori Osservanti. Ha una struttura molto semplice e custodisce buona parte degli arredi originali e alcune opere provenienti da chiese vicine, distrutte dal terremoto del 1783. Di notevole interesse artistico è una pregevole statua marmorea raffigurante la Madonna delle Grazie con il Bambino in braccio di scuola gaginiana. Lungo le navate degni di particolare attenzione risultano i pregiati dipinti ad opera di Olivio Sozzi (1690-1765) raffiguranti diverse immagini riconducibili alla vita dei Santi.



[Foto tratte dal sito del Comune di Gioiosa Marea]

28/05/2010
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