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Hosni Mubarak rischia la pena di morte



L'ex rais egiziano accusato d'aver incitato all'omicidio dei manifestanti di Piazza Tahrir
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Hosni Mubarak adesso rischia la pena di morte. La condanna non è stata ancora chiesta formalmente, ma la procura generale non lascia molto spazio a dubbi: ieri al Cairo, in un'altra udienza del processo che vede imputato il rais deposto lo scorso 11 febbraio, ha accusato l'ex presidente egiziano di aver incitato all'omicidio di manifestanti durante la protesta a piazza Tahrir. Un'accusa che implica la pena capitale. Dello stesso reato è accusato anche l'ex ministro dell'interno Habib El Adli e sei ex alti responsabili della polizia.
"L'accusa ha confermato che Mubarak, Adli e sei alti responsabili della sicurezza hanno aiutato e incitato a sparare" contro la folla che manifestava chiedendo la caduta dell'ex dittatore, secondo quanto ha detto il procuratore generale, Mustafa Suleimane, citato dall'agenzia Mena. Lo stesso procuratore ha inoltre accusato le nuove autorità egiziane di aver "deliberatamente rifiutato di cooperare con l'accusa" per determinare la responsabilità dell'ex presidente.
Suleimane, che ha cominciato l'altro ieri la sua arringa davanti alla corte d'assise del Cairo, potrebbe presentare oggi la requisitoria e quindi, secondo alcuni media egiziani, chiedere la massima pena prevista: la pena di morte. Martedì, alla ripresa del processo contro l'ex presidente egiziano accusato per la morte di circa 850 manifestanti durante le repressioni del'inizio del 2011, lo stesso procuratore in aula lo aveva definito "un dirigente tirannico, che ha falsificato la volontà del popolo egiziano nelle elezioni e che ha cercato di passare il potere al figlio Gamal". Mubarak ha "diffuso la corruzione - ha detto ancora il procuratore - aperto la porta del potere ai suoi amici e sodali, ed ha ridotto il paese in rovina senza renderne conto a nessuno".



Quella di ieri è stata la seconda delle tre udienze che il presidente della corte, Ahmed Refaat, ha fissato per la pubblica accusa, fino a oggi. E anche ieri Mubarak è stato presente in aula, in barella a causa di crisi cardiache che lo hanno colpito da dopo l'arresto in aprile. Come ha fatto da subito, da quando le udienze erano cominciate il 3 agosto scorso, quando l'ex rais era nello stesso processo con i due figli, Alaa e Gamal, accusati tutti insieme anche di corruzione e sperpero del danaro pubblico. Il suo processo però è stato poi stralciato e così con lui rispondono delle accuse anche l'ex ministro dell'interno, Habib El Adly, e sei suoi collaboratori. Mubarak è il primo capo di stato vittima della 'primavera araba' a comparire di persona davanti alla giustizia. [Fonte: ANSAmed]

- Un anno di "rivoluzioni" (Guidasicilia.it, 02/01/12)

 

 

05/01/12


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