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Attualità


Il lento ritorno alla normalità



In Sicilia la situazione torna gradualmente normale, mentre nel resto dell'Italia esplode lo sciopero dei Tir
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In Sicilia torna gradualmente normale la situazione, dopo la settimana di blocco messo in atto dagli autotrasportatori e dai comitati "Forza d'Urto" e "Movimento dei Forconi". Sebbene la protesta prosegua in forma "pacifica", i tir carichi di carburante sono riusciti a rifornire le pompe di benzina lasciate a secco nei giorni scorsi e prese letteralmente d'assalto da migliaia di automobilisti che hanno atteso ore prima di poter fare rifornimento. Ancora sabato qualche presidio si registrava nelle province di Caltanissetta e Catania, ma ormai il fronte dei manifestanti appare spaccato, con la frangia più agguerrita che si è spostata verso Roma.



"Continuano i presidi del Movimento dei Forconi e degli autotrasportatori in tutta l'isola siciliana, e la protesta continuerà fino al 26 gennaio e sarà in forma pacifica ma sarà tenuta alta la tensione per far conoscere al mondo intero lo stato di crisi socio economico in cui versa la Sicilia per scelte sbagliate della sua classe politica". Queste le parole di Martino Morsello, leader del Movimento dei Forconi in Sicilia, all'indomani della rimozione dei blocchi. L'attenzione dei Forconi, che insieme agli autotrasportatori dell'Aias e ai manifestanti del movimento Forza d'urto ha dato vita alla protesta, è rivolta adesso all'esito del vertice tra il premier Monti e il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, in programma mercoledì a Roma. "I siciliani sono pronti dopo il 25 gennaio qualora Lombardo non darà risposte precise alla richiesta del Movimento dei Forconi - ha annunciato Morsello - a scendere ancora più massicciamente nelle piazze. Intanto innumerevoli donne siciliane plaudono ai manifestanti e chiedono l'assalto all'assemblea siciliana perché la ritengono responsabile del disastro in Sicilia".



Intanto le manifestazioni, partite dalla Sicilia, si sono allargate a tutto il Paese e andranno avanti per 5 giorni. Disagi su molti tratti della rete autostradale. Sono oltre 60 i presidi in tutta Italia per lo sciopero dei tir iniziato questa notte. "Da questa notte - ha spiegato il segretario generale del Trasporto unito Fiap, Maurizio Longo - c'è un'azione per rappresentare il nostro disagio sul territorio. La circolazione delle vetture è garantita, ma a creare disagio sono i molti conducenti dei veicoli industriali che accostano. C'è stata una risposta superiore a quella che ci aspettavamo, siamo il settore economico più indebitato del nostro paese".
Il programma è quello di terminare la protesta "venerdì, noi lavoriamo per risolvere i problemi dei nostri imprenditori, auspichiamo interesse da parte del governo e non avremmo neanche voluto farla questa protesta, ma dovevamo dare un segnale forte, chiudere in silenzio sarebbe stata delusione".
La Confederazione nazionale dell'auto trasporto (Cna-Fita) si dissocia invece dal fermo dei Tir, definendolo "strumentalizzato" perché "mette a rischio l'incolumità di chi si trova per strada a lavorare". Con una nota l'associazione chiede anzi una "presa di distanza chiara da parte di tutte le altre associazioni" di fronte "ad azioni violente che mettono a rischio l'incolumità di chi si trova per strada a lavorare. Ci risulta la presenza di frange estreme che stanno dando vita a tafferugli e scontri".
Il ministero dell'Interno, Annamaria Cancellieri, intervenendo in primissima mattina alla trasmissione di Radio Uno "Prima di Tutto", ha assicurato che il governo segue "con molta attenzione" le proteste degli autotrasportatori, "perchè nulla esclude che questi malesseri possano sfociare in manifestazioni di tipo diverso". Martedì riferirà al Senato in relazione alle conseguenze del blocco degli autotrasportatori in Sicilia.



Conseguenze che, secondo un bilancio provvisorio della Coldiretti, hanno provocato danni all'agroalimentare per almeno 50 milioni di euro. L'associazione sottolinea "l'importanza della ripresa del trasporto merci nell'Isola" ma evidenzia che "al danno economico immediato va aggiunta la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna e Israele, diretti concorrenti della produzione siciliana nell'ortofrutta".
I blocchi e i presidi di autotrasportatori, contadini e pescatori hanno messo in ginocchio il polo avicolo di Modica (Rg). Mezzo milione di galline ovaiole rischiano di essere macellate e due milioni di uova fresche di consumo sono invendute.
E la "rivolta" ha bloccato anche le figurine Panini. A Catania, in piazzale Asia, avrebbe dovuto essere inaugurato il grande stand del Panini Tour 2012, l'iniziativa promozionale dell'Azienda modenese per il lancio della nuova collezione di figurine Calciatori 2011-2012. I materiali per la costruzione dello stand, così come gli album, le figurine e i gadget da distribuire ai collezionisti catanesi sono rimasti bloccati rispettivamente a Palermo e a Reggio Calabria.
Intanto il Codacons ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica dei capoluoghi siciliani per verificare se siano stati commessi reati durante lo sciopero. Secondo l'associazione di consumatori si potrebbe ipotizzare l'interruzione di pubblico servizio e un aumento dei prezzi dei prodotti e lo sviluppo di un mercato nero della benzina. "E' stato enorme il danno per i consumatori siciliani - sostiene l'associazione - costretti a subire le conseguenze dei blocchi che hanno impedito il normale approvvigionamento di merce nei mercati e di carburante presso i distributori. Oggi sono costretti a file chilometriche per benzina e gasolio. Per il Codacons la magistratura deve accertare i comportamenti meritevoli di sanzioni penali".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Lasiciliaweb.it, Repubblica.it]

- A Gela, dov'è nata la rivolta... di Salvatore Parlagreco (SiciliaInformazioni.com)

 

 

23/01/12


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