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ACQUA, UN AFFARE CHE SCOTTA


Come gruppi economici e consorterie territoriali stanno appropriandosi delle risorse idriche della Sicilia

Il business del secolo in Sicilia
ACQUA, UN AFFARE CHE SCOTTA
di Carlo Ruta ("Narcomafie", Gennaio 2009)

In Sicilia i processi di privatizzazione dell'acqua che vanno dipanandosi negli ultimi anni si raccordano con una tradizione composita. Se si dà uno sguardo alla storia post-unitaria, si constata infatti che l'accaparramento delle fonti, delle favare per usare il termine di derivazione araba, ha scandito con regolarità l'evoluzione legale e illegale dei ceti che hanno esercitato dominio sull'isola. Il controllo delle acque ha consentito di lucrare rendite economiche e posizionali importanti, di capitalizzare, di chiamare a patti le autorità pubbliche, di condizionare quindi gli atti dei municipi, degli enti di bonifica, di altre istituzioni. E il canovaccio di tale affare, di rilievo appunto strategico, ancora oggi rimane tale, benché si faccia uso di strumenti e progettazioni non più a misura di un mondo agrario più o meno statico, ma di una realtà in profonda evoluzione, sullo sfondo delle economie globali. Si tratta di comprendere allora i modi in cui si coniugano oggi i due elementi, innovazione e tradizione, a partire comunque dal dato che anche in Sicilia si vive al riguardo un passaggio epocale, dopo il lungo tragitto delle aziende municipalizzate, che sempre e comunque hanno dovuto fare i conti con i signori delle fonti.

Nel quadro dei processi generali che hanno reso l'acqua una risorsa economica, una merce, che chiama in causa multinazionali potenti come Suez, Vivendi, Impresilo, RWE, la legge Galli del 5 gennaio1994 sugli ambiti territoriali ottimali, ATO, ha segnato una svolta rispetto al passato, puntando a eliminare la frammentazione che fino a quel momento aveva caratterizzato la gestione idrica nel territorio nazionale. Pur sottolineando sin dall'incipit il rilievo dell'acqua quale bene pubblico, ha posto nondimeno le basi per l'irruzione dell'interesse privato nella gestione dei servizi idrici degli ATO, con il ricalcolo di tale risorsa sotto il profilo economico. E tutto questo, se, come si diceva, non poteva non sommuovere, in senso lato, l'interesse della grande finanza, come testimonia negli ultimi anni il coinvolgimento di banche come l'Antonveneta, la Fideruram e altre ancora, ha finito con il sollecitare una pluralità di interessi, con l'esaltare anomalie esistenti e generarne di nuove, specie nel sud della penisola e in Sicilia, dove l'economia più di altrove è inficiata da mali strutturali, dove vigono appunto tradizioni tipiche, che rendono ineludibile l'ipoteca delle consorterie.
La posta in gioco in Italia è ovviamente altissima, potendo comprendere, fra l'altro, gli ingenti finanziamenti a fondo perduto che l'Unione Europea ha destinato a tali ambiti, perché vengano eliminati i gap che interessano il paese. Tanto più lo è comunque in regioni in cui le strutture e gli impianti esistenti scontano deficit strutturali, consolidatisi lungo i decenni. E' il caso della Sicilia, dove l'EAS e le municipalizzate hanno gestito regolarmente impianti obsoleti, dove quasi tutti gli invasi recano vistosi segni d'incuria, le infrastrutture restano esigue, le condutture fatiscenti e in una certa misura da rifare. Il progetto di privatizzazione nell'isola ha potuto quindi fregiarsi di un obiettivo seducente, quello della modernizzazione dei servizi idrici che, dopo anni di attesa interlocutoria, è stato agitato come una sorta di rivoluzione dal governo regionale di Salvatore Cuffaro. E dal decisionismo, sufficientemente mirato, del ceto politico di cui l'ex presidente conserva in una certa misura la rappresentatività, corroborato comunque dai trasversalismi che insistono a connotare la vicenda pubblica nella regione, ha preso le mosse, negli ultimi anni, una sorta di caccia all'oro.

L'affare dell'acqua reca in Sicilia dimensioni inedite. Sono in gioco infatti 5,8 miliardi di euro, da amministrare in trenta anni, con interventi a fondo perduto dell'Unione Europea per più di un miliardo di euro. Dopo un primo indugio, dettato presumibilmente da ragioni di cautela, che ha visto comunque diverse gare andare a vuoto, la scena si è quindi movimentata, con l'irruzione di importanti realtà economiche, interne all'isola ed esterne. Una fetta cospicua dell'affare è stata avocata dalla multinazionale francese Vivendi, socia di maggioranza della Sicilacque spa, che, dopo la liquidazione dell'Ente Acquedotti Siciliani, ha ereditato la gestione di 11 acquedotti, 3 invasi artificiali, 175 impianti di pompaggio, 210 serbatoi idrici, circa 1.160 km di condotte e circa 40 km di gallerie. In diverse ATO si è già provveduto, altresì, alle assegnazioni. Nell'area di Caltanissetta si è imposta Caltaqua, guidata dalla spagnola Aqualia. A Palermo e provincia ha vinto il cartello Acque potabili siciliane, di cui è capofila Acque potabili spa, controllata dal gruppo Smat di Torino. Nell'area etnea la guida del Consorzio Ato Acque è stata assunta dalla catanese Acoset. Ad Enna ha vinto Acqua Enna spa, comprendente Enìa, GGR, Sicilia Ambiente e Smeco. A Siracusa vige la gestione mista della Sogeas, che vede presenti, con l'ente municipale, la Crea-Sigesa di Milano e la Saceccav di Desio. Ad Agrigento è risultata aggiudicataria la compagine Agrigento Acque che fa capo ancora ad Acoset. Negli altri ATO le gare rimangono sospese.

E' la prima fase ovviamente, quella dei grandi appalti, che è preoccupante non solo per la virulenza con cui i poteri economici incalzano e mettono in discussione le istanze della democrazia, degradando un bene comune qual è l'acqua a merce, ma, di già, per i modi in cui evolvono le cose, in ossequio appunto a una data tradizione. In relazione più o meno diretta con grandi società estere e italiane interessate all'affare Sicilia, vanno muovendosi infatti ambienti economici discussi, a partire dai Pisante, le cui imprese risultano inquisite dalle procure di Milano, Monza, Savona e Catania per una varietà di reati: dal pagamento di tangenti all'associazione mafiosa. Già coinvolta nell'isola in vicende legate agli inceneritori, tale famiglia si è mossa con intenti strategici. Si è inserita, tramite la controllata Galva spa, nel raggruppamento guidato da Aqualia, per la gestione idrica nel Nisseno. Partecipa con un buon 8,4 per cento alla società aggiudicataria nel Palermitano, Acque potabili siciliane spa. Tramite le società Acqua, Emit e Siba detiene una discreta quota azionaria di Sicilacque che, come detto, ha rilevato dall'EAS il controllo delle grandi risorse idriche regionali. Ancora per mezzo della Galva partecipa altresì alla compagine vincente nell'Agrigentino, Girgenti Acque, di cui è capofila Acoset, che con Aqualia ha concorso in varie province. Ha invece perso nel Catanese, perché, l'AMGA spa, capofila della compagine entro cui correva, in competizione con Acoset, per l'aggiudicazione dell'ATO 2, è stata esclusa dalla gara.
Nelle mappe dell'acqua assumono altresì rilievo due noti imprenditori siciliani: l'ingegnere Pietro Di Vincenzo di Caltanissetta e l'ennese Franco Gulino, che vanno facendo non di rado gioco comune, pure di concerto con i Pisante. Il primo, cui sono stati confiscati beni per circa 300 milioni di euro, ha assunto la gestione dei dissalatori di Trapani, Gela, Porto Empedocle, Lipari e Ustica, indubbiamente strategica. E' stato l'unico offerente nella gara per la gestione idrica di Trapani, poi sospesa. In competizione con le imprese di Caltaque, ha corso altresì per l'appalto ATO di Caltanissetta, dentro la compagine NissAmbiente, che comprendeva pure l'Altecoen di Franco Gulino. Quest'ultimo poi, proprietario di un gruppo di quaranta società operanti in diverse regioni italiane, con interessi pure in Sud America, è stato rinviato a giudizio a Messina per concorso esterno in associazione mafiosa, per l'affare dei rifiuti di MessinAmbiente, che tramite l'Emit ha coinvolto pure i Pisante. Con l'Altecoen, che la stessa Corte dei Conti siciliana ha definito nell'aprile 2007 un'azienda "infiltrata dalla criminalità mafiosa", si è introdotto nell'affare dei termovalorizzatori, per uscirne con ingenti guadagni. Ancora tramite l'Altecoen, è stato presente nella Sicil Power di Adrano, insieme con la DB Group, presente nei raggruppamenti guidati dalla catanese Acoset.

Tutto questo definisce evidentemente un ambiente, che fa da sfondo peraltro a fatti e atteggiamenti ancor più preoccupanti. Si tratta del lato più oscuro del processo di privatizzazione, di cui emergono un po' le coordinate nelle dichiarazioni di un reo confesso, Francesco Campanella, ex presidente del consiglio municipale di Villabate, sulla costituzione del consorzio Metropoli Est, finalizzato al controllo delle acque in alcuni centri del Palermitano. Fatti sintomatici si rilevano comunque in quasi tutte le aree dell'isola: dall'Agrigentino, dove i sindaci di Bivona e Caltavuturo hanno denunciato le logiche dubbie invalse negli appalti di manutenzione, a Ragusa, dove sin dagli inizi della vicenda ATO è stato un crescendo di atti intimidatori. E si è ancora agli esordi.
In linea con le consuetudini, vanno delineandosi in sostanza due livelli: quello della gestione idrica in senso stretto, conteso da multinazionali e grandi società del settore, non prive appunto di oscurità, e quello dell'impiantistica, lasciato in palio alle consorterie territoriali, che recano ragioni aggiuntive, oggi, per porsi all'ombra di poteri estesi e ineffabili. Un quadro definito degli interessi potrà aversi comunque con l'entrata nel vivo degli ammodernamenti, nella danza di bisogni e pretese che sempre più verrà a stabilirsi fra appalti e subappalti. Solo allora l'obolo alla tradizione verrà richiesto con ampiezza: quando in profondo si tratterà di fare i conti con il privato che cova già nei territori, quando si tratterà altresì di saldare i conti con la parte pubblica, in sede municipale, provinciale, regionale.
In questa fase, in cui alcuni raggruppamenti recano caratteri di veri e propri cartelli, la logica prevalente rimane quella delle concertazioni a tutto campo, che traspare, fra l'altro, in certi movimenti mirati, prima e dopo le aggiudicazioni: tali da pregiudicare talora la linearità delle gare. Un caso esemplare, che ha avuto pure risvolti parlamentari, con una interpellanza del deputato Filippo Misuraca, è quello di Caltanissetta, dove la IBI di Pozzuoli, capofila della compagine esclusa dalla gara ATO, ha presentato ricorso contro Caltaqua, per ritirarlo appena avuta l'opportunità di inserirsi, con l'Acoset di Catania che l'affiancava, nel gruppo assegnatario, attraverso l'acquisizione di una quota cospicua dalla Galva del gruppo Pisante. Tutto questo, a dispetto delle leggi e delle direttive comunitarie, che vietano qualsiasi modificazione all'interno delle compagini vincenti.

Il processo di privatizzazione in Sicilia non sta recando comunque un decorso facile. Ha suscitato tensioni politiche, tali da rendere difficoltose le aggiudicazioni, mentre ha agitato la protesta delle popolazioni, allarmate dai rincari dell'acqua che ovunque ne sono derivati. Per tali ragioni a Trapani e Messina le gare rimangono sospese, con rischi di commissariamento dei rispettivi ATO, mentre a Ragusa si è arrivati addirittura a un ripensamento, per certi versi un dietro-front, che ha coinvolto gran parte dei sindaci dell'area.
E proprio la vicenda di quest'ultima provincia segna nel processo una vistosa anomalia. Sotto il profilo economico, il sudest, da Catania alla provincia iblea, reca tratti distinti. E' la sede principale delle colture in serra, lungo i percorsi della fascia trasformata. E' area d'insediamento di grandi centri commerciali, con poli importanti a Misterbianco, Siracusa, Modica e Ragusa. E' territorio di una banca influente, la BAPR, che riesce a collocarsi oggi, per capitalizzazione, fra le prime venticinque banche in Italia. In virtù dell'integrazione cui può godere, sempre più va facendosi altresì un'area di forte interlocuzione economica, a tutti i livelli, con risvolti operativi non da poco. Se ne hanno riscontri nella politica concertata dei poli commerciali, quelli indicati appunto, e tanto più negli accordi strategici che vanno maturando nel mercato immobiliare, nella grande distribuzione alimentare, nel mercato ittico, nella costruzione di opere pubbliche, infine, dopo la svolta della legge Galli e le sollecitazioni dal governo regionale, nello sfruttamento privato delle acque. In quest'ultimo ambito infatti la catanese Acoset, ponendosi a capo di un raggruppamento coeso, ha deciso di guadagnare terreno oltre il territorio etneo, mentre la Sogeas di Siracusa, pur avendo introdotto soci privati, cerca di mantenere, al momento, un contegno più prudente.

Negli ultimi anni la società catanese è stata al centro di numerose contestazioni, da parte di enti e comitati di cittadini che ne hanno denunciato, oltre che i canoni esosi, le carenze di controllo. Il caso più clamoroso è emerso nel 2006 quando nell'acqua da essa erogata in diversi centri sono state rilevate concentrazioni di vanadio nocive alla salute. La Confesercenti di Catania è intervenuta con esposti ad autorità competenti e al Ministero della Salute. Il comune di Mascalucia ha aperto in quei frangenti un contenzioso, negando la potabilità dell'acqua. Per la mancata erogazione in alcuni centri, l'azienda è stata inoltre censurata dal Codacons e, in un caso almeno, è stata indagata dalla magistratura etnea. A dispetto comunque di simili "incidenti", che definiscono il piglio dell'azienda mentre incrinano, in senso lato, le sicurezze sulle qualità del servizio privato, l'Acoset, potendo contare su alleati idonei, ha assunto i toni e le pretese di un potere forte.
Nata nel 1999 come azienda speciale, che ai fini della gestione idrica consorziava venti comuni pedemontani, l'impresa presieduta dal geometra Giuseppe Giuffrida si è trasformata nel 2003 in società per azioni, con capitale pubblico e privato. Nello slanciarsi lungo la Sicilia, ha stabilito rapporti con ambienti economici mossi. Nella compagine di Girgenti Acque, di cui è capofila, ha associato la Galva del gruppo Pisante e una società che fa capo alla famiglia Campione, discussa per vicende che ne hanno riguardato un componente. Nel medesimo tempo, con le movenze tenui che accomunano tante imprese dell'est siciliano, l'Acoset è riuscita ad aver voce negli ambiti decisionali che più contano nell'isola. Un test viene ancora dall'Agrigentino, dove, malgrado l'opposizione di ventuno sindaci, che avevano chiesto l'annullamento dell'aggiudicazione, la società catanese è riuscita a mettere le mani comunque sull'affare idrico, con la condivisione forte del presidente provinciale degli industriali, Giuseppe Catanzaro, del direttore generale in Sicilia dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, Felice Crosta, del presidente della regione Cuffaro.
Pure i numeri sono quindi divenuti quelli di un potere in evoluzione. Quale socio privato dell'ATO 2 di Catania, l'impresa eroga l'acqua a 20 comuni etnei, per circa 400 mila abitanti. Da capofila della società Girgenti Acque ha sbaragliato potenti società italiane ed estere, come Aqualia appunto, aggiudicandosi un affare che le farà affluire in trenta anni 600 milioni di euro, di cui circa 100 milioni dall'Unione Europea. Con una quota minima, ceduta dalla Galva dei Pisante, risulta presente nel gruppo Caltaqua, aggiudicatario della gestione idrica del Nisseno. Sin da quando si è profilato il business della privatizzazione, con un raggruppamento d’imprese che comprende pure la BAPR, ha deciso di puntare altresì a sud, gareggiando ancora con la multinazionale iberica, per assicurarsi la gestione dei servizi idrici di Ragusa, che recano una posta di oltre mezzo miliardo di euro, di cui circa 100 mila della UE. Se avesse centrato tale obiettivo oggi avrebbe in pugno un quinto circa dell'intero affare siciliano.
I giochi apparivano fatti. Delle tre società concorrenti, Saceccav, Aqualia e Acoset, la prima, che concorreva già per insediarsi all'ATO di Siracusa, è stata esclusa dalla gara per motivi che sono apparsi sospetti, tali da indurre uno dei commissari, il prof. Francesco Patania, a dimettersi e presentare un esposto alla procura di Ragusa. La seconda, che di lì a poco avrebbe avocato a sé la gestione idrica del Nisseno, per certi versi si è ritirata perché non ha risposto all'invito della commissione di dichiarare se persisteva il suo interesse alla gara. La compagine di Acoset, che al medesimo invito ha risposto affermativamente, aveva quindi ragione di sentirsi vincitrice. Le cose sono andate tuttavia in modo imprevisto. La maggioranza dei sindaci, che nel giugno 2006 si erano espressi a favore della gestione mista, pubblico-privata, nella seduta del 26 febbraio 2007 hanno deciso di avviare infatti la procedura di annullamento della gara perché difforme alle direttive dell'Unione Europea. E il 2 ottobre del medesimo anno la gara è stata annullata. Ma perché è avvenuto tale ripensamento e, soprattutto, quali giochi reggevano, e reggono tutt'ora, l'affare acqua del sud-est?
Lo schieramento di Acoset per l'ATO di Ragusa reca conferme di rilievo e qualche accesso. Rimane forte la presenza catanese, con Acque di Carcaci, Acque di Casalotto e la COESI Costruzioni Generali. Con opportuni scambi posizionali vengono altresì confermate, perché strategiche, due presenze: la IBI di Pozzuoli, con cui nel Nisseno la società catanese ha condotto l'operazione di trasbordo in Caltaqua, che ha suscitato allarme nella Sicilia tutta e prese di posizione parlamentari; la DB Group che, tramite la Sicil Power, costituisce un punto di contatto fra l'Acoset e il gruppo di imprese che fa capo alla famiglia Pisante. Inedita è invece, ma pure sintomatica, la partecipazione della BAPR, che meglio di ogni altra realtà compendia il potere finanziario del sudest. La banca iblea ha fatto una scelta anomala, per certi versi controcorrente, dal momento che nessun altro istituto di credito dell'isola ha deciso di porsi in campo. Ma l'ha fatta a ragion veduta.
Nel quadro degli scambi che vigono nell'est siciliano, la BAPR costituisce una presenza di peso, in grado di interloquire con tutte le economie, a partire comunque da quelle legate all'edilizia e all'innovazione agricola. Reca una dirigenza solida, attenta alla tradizione, non priva tuttavia di impeti modernistici, che tanto più si avvertono nell'attivismo di Santo Cutrone, consigliere di amministrazione, costruttore, componente della giunta CCIIA di Ragusa, vice presidente siciliano dell'ANCE. Forte dei ruoli rivestiti, Cutrone ha potuto stabilire relazioni da vicino con l'imprendtoria catanese, inclusa quella legata all'acqua. Con la CG Costruzioni, di cui è proprietario, ha fatto affari comuni con l'ingegnere Di Vincenzo, con la costituzione di una ATI, associazione temporanea d'impresa, che ha concorso in numerose gare, dal comune Misterbianco al porto di Pozzallo. Quale presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Costruttori si è esposto in favore della privatizzazione dell'acqua a Ragusa, mentre, a chiusura del circolo, ha sostenuto nell'intimo della BAPR le ragioni, infine vincenti, della scesa in campo con Acoset.
In considerazione di tutto questo, i conti dell'acqua, nella declinazione del sudest, tornano con pienezza. La società guidata da Giuseppe Giuffrida, che ha accettato la sfida dei giganti europei, ha avuto buone ragioni per imbarcare la banca siciliana, ravvisando nel prestigio e nell'influenza della medesima una carta spendibile ai fini dell’aggiudicazione del mezzo miliardo di euro in palio. Dal canto suo la BAPR, sospinta dal protagonismo di Cutrone, si è risolta a rivendicare una propria ipoteca, la prima, sull'affare del secolo, sulla scia peraltro di taluni gruppi finanziari, per consolidare sotto la propria egida l'asse economico Ragusa-Siracusa-Catania. Come si evince dalle movenze, tutti i protagonisti della compagine, da Acoset a IBI, da DB Group all'istituto ibleo, hanno comunque ben chiaro che la conquista del centro-partita nella cuspide iblea può costituire un incipit per ulteriori affari, tanto più dopo lo scoccare del 2010, quando, con l'apertura dell'area di libero scambio, il territorio del sudest, in virtù dell'esposizione che reca sul Mediterraneo, diverrà strategico.
In definitiva, nella Sicilia più a sud si è giocato per vincere, a tutti i costi. Il coinvolgimento della BAPR ne è una prova. E Acoset, con le sue alleate, avrebbe vinto se, dopo la decisione assunta dai sindaci dell'ATO in favore della privatizzazione, nel giugno 2006, non fossero accaduti degli incidenti, privi di riscontro in Sicilia, per certi versi quindi imprevedibili. Un pugno di ragazzi, fondatori di un giornale in fotocopia, "Il clandestino", hanno deciso di mettersi di traverso, suscitando una resistenza corale, che ha incrociato lungo il suo cammino Alex Zanotelli, l'Antimafia di Francesco Forgione, il Contratto Mondiale dell'acqua di Emilio Molinari, la CGIL di Carlo Podda. Dalle cronache, in Sicilia e nel paese tutto, la storia è stata registrata come una esperienza esemplare, cui si sono coinvolti dirigenti sindacali come Tommaso Fonte, Franco Notarnicola, Nicola Colombo e Aurelio Mezzasalma, esponenti politici come Marco Di Martino, esponenti dell'associazionismo come Barbara Grimaudo. La battaglia dell'acqua, nel sudest siciliano, rimane comunque aperta, con i poteri forti che insistono a lanciare i loro moniti, mentre vanno preparandosi all'ultimo decisivo assalto.


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The Beauty of the Mediterranean Sea: The Kempinski Hotel is proud to offer its guests ''Lido Costanza''

La Piazza e il Palazzo
Note a margine delle ultime elezioni amministrative a Palermo
Il testo base della legge sul conflitto di interessi

L'impero, il Grande Medio Oriente, l'Iran e il nucleare
Il programma - Marranzano World Festival 2° edizione

Gli ospiti del Marranzano World Festival 2007
'A livella. Una poesia del principe Antonio De Curtis

La ricostruzione dei fatti sul caso Mastrogiacomo del ministro degli Esteri Massimo D'Alema
Progetto Archimede: il calore del Sole anche di notte

Dalla ''500 Sport'' alla ''500 R''
1991: ritorna la ''Cinquecento''

"Cene di San Giuseppe a Salemi". Scritti di Enza Gandolfo Bellomo
Scritti sulle ''Cene di San Giuseppe di Salemi'' di Enza Gandolfo Bellomo (1)

Scritti sulle ''Cene di San Giuseppe di Salemi'' di Enza Gandolfo Bellomo (2)
Scritti sulle ''Cene di San Giuseppe di Salemi'' di Enza Gandolfo Bellomo (3)

Scritti sulle ''Cene di San Giuseppe di Salemi'' di Enza Gandolfo Bellomo (4)
Scritti sulle ''Cene di San Giuseppe di Salemi'' di Enza Gandolfo Bellomo (5)

Il futuro della Fiat nelle mani anche della nuova 500
Priorità per il potenziamento delle Infrastrutture in Sicilia
Confindustria Sicilia - CGIL, CISL, UIL
Grafico di gradimento del presidio assorbente della ditta Maraplast ''Per lui''
Iran, la guerra comincia (www.megachip.info)

Le risposte alle dieci domande poste da Repubblica a Francesco Arena e Cosma Russo
La verità, vi prego, sull'amore...

L'osservatorio marino Nemo
Come ''Nemo'' ha trovato i cetacei

''Villa Torre di Renda'' Farmhouse: An Peaceful Oasis in a 16th Century Aristocratic Residence right in the heart of Sicily
''Paradisi, il portiere ostaggio degli ultrà''
Intervista di Malcom Pagani a Mario Paradisi da ''il manifesto''
Catania. Ultrà, guerriglieri e devoti (Repubblica.it)
I centri per gli immigrati presenti in Italia

''Alle vittime del nazismo'', un componimento poetico di Piero Montana
La biografia di Renato Guttuso (dal sito degli Archivi Guttuso)

''Bosco d'Amore. Guttuso e il circolo vizioso'', di Piero Montana (1985)
Più che una critica d'arte una recensione letteraria
La lettere di risposta di Renato Guttuso a Piero Montana riguardante la recensione di ''Bosco d'amore''

''Sono stato io a chiamare Sciascia un quaquaraquà''
Discorso di fine anno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Vacation in Sicily with Porta Terra Viaggi & Turismo
The best holiday offers for the most beautiful island in the Mediterranean
''Piero Guccione - Intorno all'orizzonte''. Testo di Cristina Alaimo

''Piero Guccione - Intorno all'orizzonte''. Testo di Davide Lacagnina
Centri convezionati con la Scuola Operatori Shiatsu ''Il Dojo''

Uno dei tanti ''menù di nozze'' di Ciminiere Catering
Alcune delle etichette presenti nella carte dei vini del Ristorante Alle Ciminiere

Tutte le sentenze nel processo a Saddam Hussein
Saddam Hussein: dalla cattura alla sentenza finale

Il testo della risoluzione 1718 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Attentati d'arte - ''La ronda di notte'' di Rembrandt

Attentati d'arte - ''L'adorazione del vitello d'oro'' di Nicolas Poussin
Attentati d'arte - ''Danae'' di Rembradt

Attentati all'arte - ''Zorah in piedi'' di Henri Matisse
L'Eurispes definisce il ceto medio: riflessioni intorno all'idea di ricchezza

Programma della XVII Sagra del Pistacchio di Bronte (CT)
Buda SRL in Caltagirone (CT) offers the finest in bathroom fixtures, furnishings as well as heating/cooling systems

''Girato a Palermo''. 10 videoracconti dedicati a Palermo - Gli artisti e i loro videoracconti
Il Piano in 7 punti libanese per la risoluzione del conflitto israelo-libanese

Vacanze coi fiocchi 2006 - Decalogo della guida attenta
Paolo Borsellino: il coraggio e la giustizia

''Una natura altra. Natura, materia, paesaggio nell'arte italiana 1950-1962'' - Elenco delle Opere in mostra
Le tappe fondamentali del riacceso conflitto mediorientale
Dal rapimento del soldato israeliano all'attacco del Libano: le tappe fondamentali del riacceso conflitto nei Territori
Itinerario Hotel Garzia - Cave di Cusa / Parco Archeologico di Selinunte / Foce del fiume Belice
Itinerario Hotel Garzia - Castelvetrano / Grotta di Santa Ninfa / Monte Cofano / Saline di Trapani - Mothia

''La diaspora dei canti erranti'' - Esotismi di ritorno / L'invenzione del Mito
''La diaspora dei canti erranti'' - Musica al potere / Identità e Zampogne / Radici Rom

L'elenco delle 71 opere esposte - ''Percorsi da Spitzweg a Baselitz''
Il boss, il medico e il costruttore. Tre uomini al comando della mafia dopo Bernardo Provenzano

''Check Turismo 2006'' - In un'indagine di Federalberghi tutti i dati delle ferie estive
Il sacro e il profano di una festa popolare. La Festa dell'Ascensione a Floridia (SR)

Il “Re Umberto” del PCI. Chi è Giorgio Napolitano
150 di Sigmund Freud - Le innovazioni di Freud

150 anni di Sigmund Freud - La psicoanalisi dopo Freud
150 di Sigmund Freud - La nascita della psicoanalisi

Greenpeace. Gli studi ufficiali sottostimano il numero delle vittime e dei nuovi malati di Chernobyl
L'Unicef: Il consumo di sale iodato avrebbe salvato molti bambini dal cancro alla tiroide

Il boss dei boss ordinava le stragi con i ''pizzini''
Articolo di Vincenzo Vasile
''Senza Provenzano la mafia cambierà così''. Parla l'ex-ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra Angelo Siino
Articolo di Giuseppe D'Avanzo
Scheda vino Calatrasi - D'Istinto Ljetas 2005
Scheda vino Calatrasi - Terre di Ginestra - Nero d'Avola

Il testamento di Giovanni Paolo II
Il testo integrale delle quindici pagine delle volontà di Karol Wojtyla
''Antonello il magnifico'' di Goffredo Silvestri

Le incredibili imprese dell'Uomo Aquila
La scomparsa di Angelo d'Arrigo. La Comunità piange un amico di Linguaglossa e dell'Etna

Sulle tracce dell'uomo-ombra
Intervista a Marco Amenta di Elisa Speretta (www.narcomafie.it)
NOMI DA NON DIMENTICARE

''Il 'Pane dei Santi' nella tradizione salemitana''
di Giovanni Calvitto
''Perché le Cene di San Giuseppe''
Tratto dal libro ''Una tradizione che si rinnova'' di Enza Gandolfo Bellomo
''Islàm da vicino'' di Vittoria Iacovella
Il primo libro che spiega l'Islam agli adolescanti
Le Ceramiche di Caltagirone

Dal commercio all'arte: le illuminazioni di Frank Zappa
Amy Denio & sicilian guest - ''Altro Giezz'' 2006

So(ze)Ma - ''Altro Giezz'' 2006
Jean-Marc Montera Trio - ''Altro Giezz'' 2006

Urlo - Live painting - ''Altro Giezz'' 2006
Switters - ''Altro Giezz'' 2006

L'Incittà - ''Altro Giezz'' 2006
''Se la bellezza fa paura'' di Francesco Merlo

Fermiamo la Nato! Fermiamo la guerra!
Mobilitazione per il 10 febbraio a Taormina
La rivolta del mondo musulmano contro le vignette: la cronologia

Archibugi String Trio - ''Altro Giezz'' 2006
Cave of the Tigers – ''Altro Giezz'' 2006

Il Mammut di Catania
''La Storia nella polvere'' di Daniele De Joannon

Programma della 61ma Sagra del Mandorlo in Fiore
''Lettere dall'Oltremare: Scrittori e Migrazioni''

Sezione Musica - Calendario Etnafest 2006
Absolute Ensemble - Etnafest 2006 (Musica)

Carla Bley Big Band - Etnafest 2006 (Musica)
Dino Saluzzi Trio - Etnafest 2006 (Musica)

John Zorn & Masada - Etnafest 2006 (Musica)
Phillip Glass Ensemble - Etnafest 2006 (Musica)

Alvin Curran & Domenico Sciajno - Etnafest 2006 (Musica)
Trapist - Etnafest 2006 (Musica)

Sezione Arte - Calendario Etnafest 2006
Mimmo Germanà - Etnafest 2006 (Arte)

Tullio Pericoli / Samule Beckett - Etnafest 2006 (Arte)
Ettore Majorana - Etnafest 2006 (Arte)

Bruno Caruso - Etnafest 2006 (Arte)
Sezione Cinema - Calendario Etnafest 2006

''L'innovazione digitale per le famiglie''
L'IDENTIKIT DEL CREDENTE E DEL CATTOLICO ITALIANO

I NUMERI DEL CIRCO DI MOIRA ORFEI
Ha il vizio del fumo? Licenziata!
L'azienda: ''Non vogliamo gente che puzza di sigarette. Siamo smoke-free''
Prezzi dei biglietti per i singoli concerti (The Entertainer 2006)
La vita misteriosa del lupo grigio
Militante di estrema destra, detenuto per omicidio, evade e poi compie l'attentato al Papa. La pista bulgara. I servizi segreti. Agca, tra carcere e ''rivelazioni''
Una molteplicità di intelligenze
Le otto intelligenze di Howard Gardner
La ricetta: Perla di Piero della Francesca

La ricetta: Fagiano ripieno
La ricetta: l'Anatra all'aretina e Giorgio Vasari

La ricetta: I carciofi alla romana di Caravaggio
La ricetta: Rombi d'ascesa - Futuristi

Fatevi i PACS vostri
Venticinque anni fa un giovane Rutelli correva a Giarre per difendere "l'orgoglio gay". Ma i tempi sono cambiati
L'Isola dei Mafiosi
Si attende la prossima nomination
Le Grotte di ''Acqua Fitusa''
Monte Cammarata

Il Santuario di Santa Rosalia a Santo Stefano di Quisquina
Se Cuffaro scopre l'antimafia
di Francesco Merlo (la Repubblica)
Natale a Regalpetra
di Leonardo Sciascia
''Donne e bambini uccisi con le bombe al fosforo''
Il marine Jymmy Massey: è come in Vietnam, stiamo utilizzando armi proibite contro la popolazione
WHO Influenza Programme
La Rete per l'Influenza e i Medici Sentinella
Breve storia della ''Spagnola''
La pandemia influenzale che nel 1918 fece quasi 50 milioni di vittime in tutto il mondo.
Andrea Camilleri parla della messa in scena dello spettacolo tratto dal suo romanzo ''La concessione del telefono''
Camilleri: ''Il teatro? È pericoloso non lo controlli come la tv'' - di Rodolfo Di Giammarco
Le ceneri di Gramsci
di Pier Paolo Pasolini - 1954 -
Marco Benanti licenziato da Sigonella perché giornalista!
Un caso tutto siciliano
Le parole di Piero Montana sui tragici fatti di Giarre del 1980
La caccia. Giarre 1980
Quello schifo di Tv. Lo dice anche Soros
Uno studio dell'Open Society Institute (Fondazione Soros)
Il Natale di Martin
di Lev Tolstoj
La festa di Natale
di Carlo Collodi
Sogno di Natale
di Luigi Pirandello
Racconto di Natale
di Dino Buzzati
Il tacchino di Natale
di Achille Campanile
Avventura di Natale
di Cesare Zavattini
I figli di Babbo Natale
di Italo Calvino
Domande senza risposta
Articolo di Cristiana Pulcinelli (l'Unità)
''Alla sbarra Saddam, ma non i paesi suoi complici''
Articolo di Paola Mirenda - Osservatorio Iraq, 18 ottobre 2005
IL PASSATO
Cala il sipario sui Co.co.co. (Il Sole24Ore)
IL FUTURO
Cala il sipario sui Co.co.co. (Il Sole24Ore)
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il ''Tunel de Occidente'' in Colombia (I)
Le difficoltà dell'autodifesa legale
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il ''Tunel de Occidente'' in Colombia (II)
Finalità reali del tunnel e ricadute sociali
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il ''Tunel de Occidente'' in Colombia (III)
Dopo il Tunnel le centrali
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Il progetto di Chixoy in Guatemala
La strage degli indigeni
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - La tragedia di Kainji in Nigeria (I)
Perché la diga ha ceduto
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - La tragedia di Kainji in Nigeria (II)
Il dramma della popolazione
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Kurdistan. La diga di Ilisu (I)
La mobilitazione contro la diga
''Se Italia vuol dire Impregilo'' - Kurdistan. La diga di Ilisu (II)
Una diga per l'egemonia
E con le vendite del pollame siamo alla frutta. Crollo delle vendite fino al 40%
Pollo Italiano: senza influenza ma positivo agli antibiotici

L'influenza dei polli come la ''Spagnola''
''SuperPippo, l'ultima frontiera ovvero la politica dopo Berlusconi''

Un racconto di Jeorge Luis Borges
"Pierre Menard, autore del Chisciotte"
Il candidato con il conflitto d'interessi sul Ponte

Contro il Ponte sullo Stretto - ''Ma 5000 intellettuali dicono «no» all'opera''
''The Last'' - Galleria Montevergini, Siracusa - GLI ARTISTI

''The Last''. Galleria Montevergini, Siracusa - La mostra visitata da Tania Giuga
Tre donne, tre vite: Filli Cusenza, Vinny Scorsone, Elsa Mezzano

Una genesi per lo spazio
''Scappa, Luna, esci dall'orbita e salvati!''

Programma della II Rassegna Malvasia Wine & Tour
L'Ora di Mauro De Mauro
di Vincenzo Vasile (l'Unità)
L'inatteso happy end che ci regala l'inconscio
di Michele Serra
L'ACQUA RUBATA. DALLA MAFIA ALLE MULTINAZIONALI
La sete di Palermo
L'ACQUA RUBATA. DALLA MAFIA ALLE MULTINAZIONALI
Le mani sulle opere pubbliche
 
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