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Re: La TAV con i soldi per il Ponte
di Messinese superincazzato, del 27/10/06 - 15:51

Mettiamo in carcere (dopo che il governo Prodi sara' finito) il castrista Bianchi ed il pederasta Pecoraro Ascanio!
Messinese superincazzato

>DEDICO LA LETTURA DI QUESTO ARTICOLO, USCITO OGGI SUL QUOTIDIANO "LA STAMPA" DI TORINO, A TUTTI QUELLI CHE SI SONO OPPOSTI AL PONTE DICENDO CHE I SOLDI SAREBBERO ANDATI AD OPERE "PIU" NECESSARIE" IN SICILIA:
>
>LA TAV CON I SOLDI PER IL PONTE DI MESSINA ANNULLATO DALLA CAMERA
>L’alta velocità con i soldi del Ponte di Messina. L'Europa: fondi per la megastruttura depennata non andranno persi
>13/10/2006
>di Maurizio Tropeano
>
>
>ROMA. I fondi europei destinati alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina saranno destinati alla realizzazione della Torino-Lione. Parola di Karel Van Miert, coordinatore per la Commissione Europea del corridoio 1, quello che da Berlino arriva fino a Palermo. L’Italia, dunque, non perderà i finanziamenti europei dopo la decisione del governo Prodi, ratificata dal Parlamento, di non costruire più l’infrastruttura tra la Sicilia e la Calabria. La Commissione di Bruxelles, infatti, non ha ancora deciso su quali progetti ripartire gli investimenti e in ogni caso spetta alle autorità italiane decidere quali opere realizzare», spiega Van Miert. Il budget comunitario, comunque è «limitato» e i fondi potranno essere destinati dall’Italia per altre opere come la Torino-Lione o il Brennero.
>
>Per i fautori della Tav una buona notizia visto che Italia e Francia hanno deciso di chiedere insieme lo stanziamento dei fondi europei e di esplorare la possibilità che la Banca Europea degli investimenti non solo finanzi una percentuale del progetto ma si attivi per ricercare e garantire investimenti privati. Il piano finanziario sarà presentato alla prossima conferenza intergovernativa di Parigi prevista poco prima di Natale.
>
>E il treno della Torino-Lione si muove anche dal punto di vista politico. Lentamente, ma si muove. Certo non viaggia sui binari dell’alta velocità politica e burocratica ma transita su un percorso più accidentato «causato da un’improvvisa sterzata che ha permesso di cambiare direzione e di accentuare uno scontro con la popolazione», spiega il commissario straordinario, Mario Virano. E come tutte le sterzate ci possono anche essere delle «sbandate» che «stiamo cercando di controllare per riportare tutta la vicenda della Tav all’interno di una procedura canonica». Il primo passo è il ritorno del treno sotto il controllo della politica. Entro la fine di ottobre i sindaci valsusini e i vertici di Regione, Provincia e Comune di Torino torneranno a Palazzo Chigi per sedersi, a quel tavolo politico aperto il 29 giugno dal premier Romano Prodi e a cui hanno partecipato il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro, quello dei Trasporti, Alessandro Bianchi e il titolare dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Data probabile del nuovo vertice il 27 ottobre. L’appuntamento, però, potrebbe subire qualche variazione vista l’emergenza Alitalia e la discussione della Finanziaria. Della questione si sta occupando lo staff del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta.
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>Si muove anche il treno tecnico della Tav. Ieri la Conferenza dei servizi ha superato il primo ostacolo. Il lavoro non è stato sospeso, così come richiesto dagli amministratori valsusini, ma il confronto è servito per recepire i documenti, le critiche e le bocciature del progetto definitivo presentato da Ltf, la Lyon Turin Ferroviaire società responsabile della progettazione della tratta internazionale. Regione e Provincia e Comune di Torino hanno chiesto pesanti modifiche al progetto. Anche l’azienda sanitaria locale 5, competente dal punto di vista territoriale, chiede di sottoporre il progetto a «ulteriori verifiche ed approfondimenti» per un progetto di grande rilevanza ma di «sicuro cospicuo impatto per l’intera Val di Susa e per un notevole numero di anni».
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>Bocciatura totale, invece, da parte dei sindaci della Val di Susa (anche se la posizione dell’Alta Valle è più defilata) e dei primi cittadini dei comuni dell’hinterland torinese. Quel progetto, comunque, resta una base della discussione anche se si prende atto che «lo stato avanzato della progettazione - conclude Virano - non costituisce una pre-indicazione della scelta definitiva del tracciato».
>
>DA SICILIANO "RINGRAZIO" I TANTI NO-PONTE PER LA LORO "INTELLIGENZA"......
>...E VORREI SAPERE SE I DEPUTATI SICILIANI ALLA CAMERA CHE HANNO VOTATO CONTRO IL PONTE CONOSCONO IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA "VERGOGNA" !
>
>Ingegnere Messinese
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