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Attualità


La pericolosità sismica in Italia



Pronta la nuova mappa di pericolosità sismica dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia
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Sabato prossimo (20 marzo) sarà pronta e consegnata la nuova mappa di pericolosità sismica per il territorio italiano, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
Secondo quanto emerso dai nuovi studi, per quanto riguarda il diverso grado di pericolo sismico nelle varie regioni d’Italia non ci sono sostanziali novità, le regioni più pericolose si confermano quelle delle aree appenniniche, la Sicilia orientale e il Friuli-Venezia Giulia. Tra le regioni più sicure, invece, la Lombardia, buona parte del Piemonte e parte della Puglia.

La nuova mappa, ha spiegato Massimo Cocco, direttore della sezione di sismologia dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), indica ''le zone esposte a maggiori rischi, in modo da rendere applicabili le indicazioni operative per la costruzione di edifici contenute nell'ordinanza del 2003 della Presidenza del Consiglio dei ministri''.
Ordinanza che ha portato tre novità fondamentali:
- istituisce una nuova zonazione di tutto il territorio italiano, eliminando quindi le aree non classificate.
- introduce nuovi criteri e modalità ingegneristiche, in linea con i paesi più avanzati, per l'edilizia nelle zone sismiche.
- stabilisce una procedura che segue un approccio verificabile, vale a dire il criterio dell'accelerazione del suolo.
L'obiettivo è, insomma, quello di arrivare alla classificazione di tutto il territorio, in modo da prevedere ovunque norme di sicurezza nella costruzione degli edifici, l’unica maniera per contrastare il pericolo terremoti.

A sottolineare l'importanza della classificazione in atto è stato anche il presidente dell'Ingv Enzo Boschi: ''Tutto il territorio italiano risulta ora classificato come sismico ed è suddiviso in quattro zone sismiche che richiedono livelli di protezione crescenti. La mappa in corso di elaborazione, e la cui consegna è prevista il 20 marzo, raccoglie le nuove conoscenze in relazione ai terremoti che hanno prodotto danni e le elabora con un metodo consolidato a livello internazionale''. L'ordinanza inoltre, ha ricordato Boschi, ''prevede che la mappa sismica sia periodicamente rivista; presenteremo dunque i nostri risultati alla Protezione civile, che li valuterà''.

Su quale criterio è stato classificato il territorio nazionale
La classificazione delle diverse aree, ha spiegato Boschi, ''si è basata su vari parametri, a partire da quello legato all'accelerazione del moto del suolo, che riusulta fondamentale per stabilire norme di sicurezza per la costruzione degli edifici''. Con la nuova mappa, ha detto il presidente Ingv, ''si avranno cioè valutazioni più precise e puntuali riguardo la sollecitazione sismica in una determinata zona sul territorio italiano dove, ad esempio, si vanno a costruire degli edifici''.
L'aggiornamento della mappa sismica è fondamentale anche ai fini di un maggiore controllo dei costi ed implica un coinvolgimento diretto delle regioni, che possono decidere di aumentare o diminuire il grado di rischio all'interno del proprio territorio proprio sulla base degli indicatori contenuti nella mappa sismica.


Per ulteriori informazioni: clicca qui
15/03/04


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