|

"Nessun taglio, solo una riduzione degli sprechi". Nel giorno della protesta in musica organizzata dai lavoratori del Teatro Massimo Bellini per contestare i tagli alla Cultura arrivano le parole rasserenanti del presidente della Regione, Rosario Crocetta, che rispedisce ai mittenti gli allarmi lanciati nei giorni scorsi.
"Ci rendiamo conto - ha tagliato corto Crocetta in una nota a sua firma - che a Catania ci sono le elezioni e qualcuno invece di informarsi preferisce fare campagna elettorale, ma i catanesi devono stare tranquilli perchè il Bellini come tutti gli altri teatri siciliani, attraverso la nuova programmazione regionale, avranno a disposizione molti più fondi che nel passato. Le proteste che stanno attualmente coinvolgendo il teatro Bellini sono immotivate poichè non subirà alcun taglio". "Così come gli altri teatri siciliani, che sono chiamati invece ad una sfida nuova, quella di ridurre gli sprechi, i costi dei consigli di amministrazione e le consulenze, per puntare ad innalzare la loro offerta culturale. Il finanziamento ai teatri infatti, a partire da quest’anno non proviene solo da fondi regionali, ma si attingerà, per le iniziative, al fondo sociale europeo".

"L’anno scorso l’assessorato al Turismo ha fatto una scelta completamente diversa, ha inserito all’interno della programmazione europea, attività non adeguate, il che è assurdo. Se qualcuno non l’ha capito, i fondi europei sono esattamente come quelli regionali. Durante l’incontro avuto con tutti i sovrintendenti dei teatri regionali, tutto ciò è stato ampiamente chiarito".
La protesta al Bellini, ieri sera, è comunque andata in scena, preceduta da una dichiarazione del violoncellista, Giuseppe Calanna, rappresentante dei lavoratori (nel Cda del Teatro mai insediatosi) con il concerto gratuito diretto da Antonino Manuli. Tra gli spettatori anche i candidati sindaco Enzo Bianco, Maurizio Caserta, Matteo Iannitti e Raffaele Stancanelli.
"La nostra città è viva e vitale - ha dichiarato Bianco - e pronta a lottare strenuamente per le istituzioni culturali". La dimostrazione è stata la partecipazione dei catanesi che hanno riempito la sala per un concerto di brani famosissimi (dalla Casta diva di Bellini, al Va’ Pensiero di Verdi, all’overture della Cavalleria Rusticana di Mascagni). "Adesso, chi vorrà salvare il salvabile - ha sostenuto Caserta - dovrà cercare accordi personali con questo o quel politico, per cercare di avere qualche euro in più. Altro che rivoluzione". Iannitti - in una nota- ha sottolineato come la prima fila del teatro fosse "occupata dalle forze politiche complici dei tagli al Teatro e alla cultura". [Fonte Lasiciliaweb.it]
|