Informazioni utili |
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Ente Parco - Via Etnea, 107/A 95030 Nicolosi (CT) - Italia
095 821111
Informazioni turistiche: 095 7306211
Sito ufficiale: www.parcoetna.ct.it
Da Messina percorrere l'autostrada Messina - Catania (A 18), uscire a Giarre e proseguire in direzione di Zafferana Etnea dove si snoda la strada che porta alla sommità dell'Etna.
Da Palermo percorrere l'autostrada Palermo Catania (A 19) fino alla Tangenziale, direzione Messina. Quindi prendere l'A 18 Messina -Catania, uscire a Giarre in direzione di Zafferana Etnea dove si snoda la strada che porta alla sommità dell'Etna.
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L'oasi naturale |
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Identificato nell'antichità con la fucina di Vulcano e chiamato dagli Arabi semplicemente gebel (la montagna; dal nome arabo deriva il nome siciliano Mongibello, montagna-montagna), il vulcano è relativamente giovane: le prime eruzioni risalgono infatti a cinquecentomila anni fa e di queste se ne ricordano almeno 135. La più famosa e tragica fu quella che nel 1669 distrusse parzialmente Catania e giunse al mare, durando ininterrottamente per 122 giorni.
Istituito nel 1987, con un'estensione di 59.000 ettari, il Parco dell'Etna copre l'area che dalla vetta del vulcano scende al margine superiore dei paesi circostanti.
Un immenso parco naturale, con i suoi 4 crateri principali e 260 coni vulcanici, segnato da fiumi di lava pietrificata, da ruscelli alimentati dalle nevi perenni delle sue vette. Ricco di boschi millenari, di vallate desolate, di vegetazione spontanea e coltivazioni agricole.
Sulle sue pendici crescono odorosi agrumeti, frutteti, rigogliosi vigneti a terrazza (dai quali si produce il corposo vino dell'Etna), ulivi che
producono oli di grande qualità; oltre i 500 metri iniziano le fiorenti colture di mandorli, pistacchi e noccioli.
Più in alto ancora trovano il loro luogo ideale le querce, i maestosi castagneti e le vaste macchie del pino laricio, dei faggi e delle betulle: tra queste si inerpicano sentieri odorosi di ginestre forti e selvagge e di euforbie, che qui, grazie alla fecondità generosa del vulcano, assumono dimensioni arboree di suggestiva bellezza.
Infine, oltre i 2.000 metri, si aprono, al confine col cielo, i vasti campi lavici ricoperti dai muschi, dai licheni, dai piccoli cespugli spinosi dello spino santo, dai cuscini di Saponaria e di Anthemis, dai ciuffi di Viola Aetnensis e da altre specie endemiche di fiori, ultime tracce di vita vegetale.
La fauna è rappresentata dai piccoli mammiferi, tra cui volpi, istrici, gatti selvatici, martore, ghiri, topi quercini, ricci. Molti anche gli uccelli, fringuelli e picchi, e i rapaci: poiane, sparvieri, aquile reali, gheppi, falchi pellegrini.
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