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Perle di Sicilia: Parco delle Madonie


  Informazioni utili


Ente Parco delle Madonie
Corso Paolo Agliata, 16 - 90027 Petralia Sottana (PA)
tel 0921 680201 - 0921 662795.
Sito ufficiale: www.parcodellemadonie.it

Dall'autostrada Palermo - Catania (A19), conviene uscire a Buonfornello e procedere lungo la S.S. 113 fino a Campofelice di Roccella. Da qui prendere la S.S. 286 per Collegano, Isnello, Castelbuono e Gangi.
Provenendo da Catania o da Agrigento attraverso la veloce per Caltanissetta si può raggiungere la riserva dagli svincoli di Tremonzelli, proseguendo quindi sulla S.S. 120 delle Petralie.
Dalla Palermo - Messina (A20) uscire agli svincoli di Cefalù o Castelbuono e da qui procedere in direzione di Gangi o di Collesano.
Le strade statali, provinciali e comunali sono dotate di una buona segnaletica.


Per maggiori informazioni sull'accoglienza nell'area del par
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  L'oasi naturale

Secondo parco istituito in Sicilia, nel 1989, la riserva naturale delle Madonie racchiude, nei suoi 39.972 ettari, quindici comuni, centri agricoli di notevole importanza. Il paesaggio, infatti, è un insieme eterogeneo di ambienti diversi e peculiari. Un alternarsi di profonde vallate, al cui fondo scorrono corsi d'acqua a regime torrentizio, di aspre montagne che si affacciano sul mare, di "pizzi", alture calcaree svettanti e ripide, di "cozzi" di origine argillosa tra i quali s'interpongono numerose pianure. A bassa quota troviamo la tipica macchia mediterranea con il pino domestico, l'erica, la ginestra, l'euforbia e il corbezzolo.

La vegetazione delle Madonie varia a seconda dell'altitudine: al di sopra degli 800 metri, sul versante settentrionale, si alternano fitti boschi di faggio, di quercia da sughero e di castagno. Nella zona montuosa tra il manto del bosco di leccio e faggio s'incontrano le vegetazioni endemiche, come L'Abies Nebrodensis, il ginepro, il vischio, il biancospino.

Man mano che si scende s'incontrano uliveti secolari e, tra Pollina e Castelbuono, frassini e agrifogli. Nel versante meridionale, prossimo al mare, le montagne lasciano il posto alle miti e verdeggianti colline, calde e assolate d'estate, dove dominano i pascoli e le coltivazioni di frumento ed orzo.
Vero e proprio paradiso botanico il parco delle Madonie ospita la maggior parte delle 2.600 specie floreali presenti in Sicilia.
Numerosi sono i sentieri e le "trazzere" sterrate che si addentrano nella vegetazione, per scoprire gli angoli più nascosti e suggestivi, dove godere degli splendidi paesaggi della natura. Dopo il parco dell'Etna, la riserva delle Madonie è il gruppo montuoso più alto della Sicilia.

Le vette più alte e spettacolari sono Pizzo Carbonara (1979 m.), Monte San Salvatore (1912 m.), Monte Ferro (1906 m.) Monte Ouacella (1869 m.), Monte dei Cervi (1656 m.). Pur facendo parte dello stesso complesso, le cime appaiono molto diverse le une dalle altre: tondeggianti o aguzze, coperte di vegetazione o spoglie; disegnano valli, pianori, altipiani, dirupi e dorsi dolcemente ondulati. Dall'alto di queste vette l'occhio spazia su un ampio orizzonte, abbracciando suggestivi paesaggi: l'Etna, i Nebrodi e le isole Eolie.

In questo paradiso naturale anche la fauna è ricca e varia di numerose specie animali: il parco, infatti, ospita volpi, donnole, istrici e lepri, quercini, gufi reali, capinere, picchi rossi, ghiri, corvi imperiali e la straordinaria aquila reale.

Ambiente naturale a parte, i quindici comuni della riserva delle Madonie vantano origini antiche e i centri urbani conservano un impianto prevalentemente medievale, con un ricco patrimonio artistico, custodito tra chiese e palazzi nobiliari. In questi piccoli centri è possibile gustare i prodotti genuini dell'agricoltura e dell'allevamento, come la "tuma", la ricotta fresca ed i vari caci, prodotti artigianalmente dai pastori della parte superiore delle Madonie.

Tra le località più suggestive vi consigliamo Castelbuono, Polizzi Generosa, Piano Battaglia, Petralia Soprana, e scendendo verso il mare, Cefalù.
Il periodo dell'anno più bello per visitare il parco è la primavera, tra marzo e i primi di giugno, quando avviene la fioritura delle piante, o in autunno, quando i boschi e le valli si tingono di colori struggenti.