In giro per l'isola |
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L'isola di Pantelleria, al centro del Canale di Sicilia, è, dopo Malta, la più grande delle isole che circondano la Sicilia. Posta nel cuore del Mediterraneo, a 110 km dalla Sicilia e a 70 dalla Tunisia, l'isola fu sin dall'antichità terra di conquista per molti popoli.
L'antica Cossyra accolse i Fenici, i Cartaginesi, per i quali costituì un importante scalo fino al 217 a.C., i Romani, gli Arabi, dai quali fu liberata nel 1123; seguì poi le sorti della Sicilia.
Durante l'ultima guerra fu anche bombardata dagli anglo-americani che vi sbarcarono l'11 giugno del 1943. A circa 3 km dal paese, sulle cuddie rosse (crateri vulcanici spenti) si trovano inoltre le vestigia dell'antico centro preistorico di Mursia e i sesi, strutture funerarie di un popolo ignoto dell'età neolitica.
La "perla nera" del mediterraneo (così chiamata perché di origine vulcanica) si estende per circa 83 km e si presenta con una singolare conformazione a crateri, culminante nell'antica cavità vulcanica della Montagna Grande (836 m).
L'ultimo sisma, di natura sottomarina, risale al 1891; tuttavia si verificano ancora diversi fenomeni vulcanici: le buvire, o pozzi di acqua salmastra con temperature fino a 70 °C; le favare, getti di vapore acqueo a circa 100 °C; le grotte naturali con emanazioni di vapori dette bagni asciutti o stufe.
Stagliata sull'intenso blu del mare, la montagna è interamente ricoperta di
boschi sempre verdi composti in gran parte da pino marittimo (in dialetto zappinu) e da pino d'Aleppo (in dialetto pantesco deda). Scendendo a valle si trova la tipica macchia mediterranea ricca di arbusti: tipici del luogo sono l'erica, detta scappucino, il cisto e il fico d'india.
In primavera la macchia pantesca si arricchisce del giallo delle ginestre, del rosso del "corallo di terra" e dei colori delle bouganvillee.
Attorniata da altri 24 coni craterici, detti cuddi, la Montagna Grande domina tutta l'isola. Caratteristico di questo paesaggio, a circa 6 km dal centro, è il Bagno dell'Acqua, un laghetto costiero all'interno di un cratere spento, alimentato da calde correnti sotterranee.
Paesaggio naturale e paesaggio urbano si fondono in perfetta armonia tra l'azzurro intenso del mare e il verde dei profumatissimi e coloratissimi arbusti.
I dammusi, abitazioni tipiche di Pantelleria, sono cubi dalle spesse pareti in pietra lavica e ricoperti da cupole sinuose ed orientaleggianti che servono a raccogliere l'acqua piovana e a mantenere una temperatura gradevole all'interno.
Il periplo dell'isola, in barca o via terra, offre spettacolari vedute.
Dalla cima della Montagna Grande, nelle giornate di perfetta visibilità, si possono scorgere le coste africane e quelle della Sicilia. Lungo i 50 km di costa si aprono, invece, deliziose e pacifiche calette dalle acque cristalline ricche di pesci e grotte accessibili solo dal mare.
Gran parte del territorio è poi ricoperto da vigneti, da cui si ricava il rinomato Passito di Pantelleria. E ancora uliveti e cappereti. Pantelleria è famosa, infatti, per la sua produzione di capperi dall'aroma intenso e penetrante.
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Vademecum di viaggio |
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Pantelleria è isola di sogno, come hanno ormai scoperto star internazionali della moda e dello spettacolo, che in questa terra passano regolarmente parte delle loro vacanze o hanno addirittura messo su casa (parliamo di Giorgio Armani e Fabrizio Ferri, ma anche di Sting, Madonna e tanti altri).
E' anche isola dove si va per vedere e farsi vedere, essendo diventato una specie di must del glamour internazionale trascorrere almeno qualche giorno nell'isola, magari ospiti di qualche personaggio di successo.
Così nelle ville sulla costa e nelle splendide barche ancorate in rada si organizzano ogni sera feste da favola, che riempiono l'indomani i rotocalchi specializzati in gossip.
Ma per fortuna l'isola non è soltanto questo: anzi, la sua natura aspra e montuosa, il numero consistente di dammusi dispersi nelle pieghe del suo territorio e la miriade di calette e di approdi consentono anche, a chi vuole, di condurre una vacanza in completo relax e isolamento, salvo poi a scendere in piazzetta per il rito dell'aperitivo.
Pantelleria è isola selvaggia e primitiva, scura, sempre sferzata dal vento e anche inospitale con chi non la ama, con chi cerca ad esempio la comodità di un mare facilmente raggiungibile e di una costa dolce ed accogliente.
Ma sa dare il meglio di sé a chi le vuole bene, emozioni che mozzano il fiato, panorami incantati, le immagini di una natura che lotta costantemente con sé stessa e ancora, il dolce languore dei pomeriggi assolati passati davanti ad un bicchiere fresco di passito.
Il passito di Pantelleria: nettare dolce che scalda le vene.
Assaggiatelo, per capire in un attimo quali sublimi traguardi possono raggiungere l'uomo e la natura se imparano a collaborare anziché combattersi strenuamente. Noi vi consigliamo il Bukkuram '94 imbottigliato da Marco De Bartoli o il Khamma '96 e il Martingana di varie annate prodotto da Salvatore Murana.
A proposito di questo personaggio bisogna spendere qualche parola: è il pompiere vignaiolo più conosciuto nel mondo, ha il merito di aver salvato e fatto conoscere i sapori (e i "saperi", come ama aggiungere lui) di Pantelleria.
E' l'unico coltivatore di lenticchie pantesche, piccole e saporitissime, i suoi pomodori secchi sono un pezzo di storia da difendere, l'olio extravergine di produzione propria (biancolilla) ha in sé tutti i sapori del Mediterraneo: Murana è insomma un vero divulgatore della cultura del territorio. Un territorio ricchissimo e che fornisce materia pregiata per la cucina locale, anch'essa di altissima qualità.
Provate la pasta fatta in casa in un qualsiasi ristorante dell'isola: i ravioli di ricotta e menta, gli spaghetti al pesto pantesco, i cavatoni con il pesce spada, la menta e il basilico, gli spaghetti con pomodori secchi, paté di capperi e pan grattato. Continuate poi con il migliore pesce del mondo: i gamberoni che qui cuociono con l'uva zibibbo, lo spada impanato, la ricciola alla pantesca, con capperi e pomodoro
Finite con un dolce di ricotta e un bicchierino di dolce passito
e non vorrete più andare via dall'isola.
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