Distesa sul fianco della valle del fiume Salso, alle pendici del Monte San Giuliano, Caltanissetta lega il suo passato all'attività delle solfatare. Quest'ultima ha reso la città il fulcro minerario in Sicilia sino ai primi decenni del secolo scorso, quando i minatori, scrive Vuillier, "maledicevano la vita e invidiavano i maiali che a fine anno erano certi di morire"
ed ecco ricordare la denuncia spietata di Zola che dà, a chi legge Germinale, "un brivido di terrore". Secondo quanto testimoniato dal geografo arabo Idrisi, il vasto agglomerato urbano di questa città si è originato a partire da Nissa (da cui nisseno, abitante di Caltanissetta), antico villaggio sicano; riferendosi alle donne di Nissa, Idrisi chiamò Caltanissetta "Qalat-an-Nisa", cioè "Il castello delle donne". Oggi questo centro mantiene il primato nel commercio dello zolfo ed è anche importante mercato agricolo, ma la sua economia si poggia soprattutto sull'industria enologica e sulla raffinazione del petrolio. |