Nel cuore della Sicilia, arroccata sui monti Erei a 931 metri, Enna mostra già da lontano il suo aspetto di ciclopica fortezza. L'antica arte difensiva ha lasciato nel tempo i suoi segni: il Castello di Lombardia, di epoca sveva, che conserva sei delle venti torri di una volta, di cui una, la Torre Pisana, coronata da una struttura merlata, è quella più alta; la ottagonale Torre di Federico, posta al centro dei giardini pubblici, ecc. A questa città, cantata da Callimaco come "l'ombelico della Sicilia", si legano miti, secoli di storia, echi di scrittori quali Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Francesco Lanza; e poi bellezze panoramiche, come il vulcano dell'Etna e la catena montuosa dei Nebrodi, che circondano la rocca da oriente a nord; bellezze naturali, come lo splendido lago di Pergusa,
Quando però quassù sale la nebbia e tutto intorno si tinge di bianco, l'immagine della Sicilia assolata in mezzo al mare si macchia dei grigi della nordica Europa. Castrogiovanni, questo il nome romano della città (dal latino Castrum Hennae), conserva importanti siti archeologici come la "rocca di Cerere", dove sorgeva il tempio dedicato alla dea fecondatrice della terra: qui, tra mito e storia, rivivono le vicende della bella e sfortunata Proserpina, figlia di Cerere, a testimonianza delle antiche tradizioni legate all'agricoltura. Tra laghi e aspre rupi si è sviluppata, oltre alla coltivazione agricola, anche l'attività mineraria legata all'estrazione di zolfo, pietre quarzose, salgemma, ecc.. |