"...e intanto Messina si avvicinava, non era più un'ammucchiata macerie sull'orlo del mare, ma case e moli e tranvai bianchi e file di vagoni nerastri su larghi spiazzi di ferrovia..." Questa l'immagine della città che dal traghetto si presentava agli occhi dello scrittore Elio Vittorini alla metà del XX secolo. Messina era risorta dopo il terremoto d'inizio secolo. Pensare Messina equivale a pensare a quello stretto di mare che divide l'isola dal continente, ma nello stesso tempo ad esso la lega. Quel tratto di mare è stato varcato innumerevoli volte da gente spinta al viaggio da desideri e necessità diverse: turisti, emigranti, mercanti,... Molti hanno guardato la città soltanto dai traghetti, che lentamente si allontanano dal porto o vi approdano: nell'immaginario collettivo Messina è principalmente un porto e tutto ciò che questa parola evoca. Si parla sempre più spesso di costruire un ponte che la unisca al continente: nel caso in cui la modernità avesse la meglio, auguriamoci che qualcuno rimpianga la magia di una nave lenta e carica di vita. |