in Sicilia Turismo e svago Lavoro Pagine Spot Casa Auto e moto Sposi Myhome Annunci OkMail Feed RSS

www.guidasicilia.it

 
Questa testata aderisce all'ANSO

Agrigento  Caltanissetta  Catania  Enna  Messina  Palermo  Ragusa  Siracusa   Trapani  
ricerca
 
  guidasicilia web  
Aziende|Prodotti|Servizi
Rubriche A tavola & in cantina  -  Ambiente & città  -  Arte & cultura  -  Auto & moto  -  Business & job  -  Costume & società  -  In Europa & nel mondo  -  Itinerari & weekend  -  Libri & guide  -  Musica & spettacolo  -  Politica & governo  -  Salute & benessere  -  Scienza & tecnologia  -  Soldi & risparmi

Il Castello di Sperlinga



Sperlinga, piccolo comune in provincia di Enna, sorge lungo il fianco di uno sperone roccioso utilizzato sin dai tempi dei Sicani come insediamento rupestre.
Il borgo consta infatti, di una cinquantina di grotte scavate a partire dai bizantini fino all'800 che disposte su più piani costituiscono un interessante nucleo abitativo.
Alcune, oggi, sono utilizzate come depositi  mentre altre sono state acquistate dal Comune e adibite a  museo. E' il caso delle due grotte che si trovano a sinistra dell'ingresso del castello medioevale.
Una delle due, ampia più di 165 mq, conserva numerosi oggetti della cultura materiale in particolare della civiltà contadina e costituisce il Museo Etnoantropologico. Qui trovavano posto le stalle, le prigioni, le fucine che servivano probabilmente a forgiare le armi.

La storia di Sperlinga è strettamente legata a quella del suo Castello tanto più che gli ultimi proprietari del baluardo decisero di vendere per la simbolica cifra di mille lire, i ruderi al Comune. Da allora i ruderi lentamente sono tornati a somigliare sempre più ad una fortezza. Edificato intorno il 1082, il castello è costituito dalle spesse mura in pietra viva, dai gradini intagliati nella roccia, da stanze ricavate dalla massa rocciosa ed è protetto dalle barriere naturali del sito in cui si trova.
I visitatori che giungono in Piazza Castello accedono al maniero dall'ingresso principale dove appena entrati, possono leggere il famoso esametro inciso sull'arco a sesto acuto del vestibolo il quale recita: Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit (Ciò che piacque ai siciliani, venne negato dalla sola Sperlinga). La frase ricorda un evento avvenuto nel lontano 1282  quando a Palermo cominciò la rivolta contro gli angioini che, in un lampo, divampò in tutta la Sicilia. Una guarnigione di francesi, presente a Sperlinga, dovendo scegliere tra la fuga, la resa e la difesa, si asserragliò dentro il castello. Per circa un anno i francesi rimasero all'interno delle mura assediati dai soldati aragonesi e aiutati da alcuni signori locali che facevano arrivare loro viveri e armi per resistere. Quell'assedio sin  dall' inizio entrò nella storia e nelle leggende siciliane, come l'appoggio che fu dato agli assediati ribadito dal detto "quel ch'a Sicilia piacque, sol a Sperlinga spiacque".

Il castello sorge su diversi livelli che meravigliano per la loro maestosità e grandiosità. Non appena oltrepassato il ponte levatoio, una prima porta introduce ad un'altra e poi a un corridoio che porta fin dentro il maniero. Qui la creatività umana si fonde con la bellezza della natura plasmando e trasformando la roccia che diviene via via una scuderia capace di contenere decine di cavalli, un officina per  i metalli, un carcere e poi ancora un canale e un serbatoio per l'acqua oppure un magazzino per le derrate. 
Nella zona ovest, si può scendere negli ipogei che si trovano ad una quota più bassa rispetto al piano di calpestio, dove un tempo erano sistemate le abitazioni dei dipendenti del feudatario. Da ricordare pure la ripida scalinata, quasi incisa nella roccia, che conduce alla torre  di avvistamento che permette la visione a 360° sull'altopiano di Gangi con il massiccio delle Madonie alle spalle, i Nebrodi (a nord) e l'Etna.
Sulla destra domina invece,  la lunga cresta gibbosa del Monte Grafagna-S. Martino, facente parte della catena montuosa dei Nebrodi.

Testimonianza dell'antica gloria del castello è pure ciò che resta  delle antiche mura e la bifora oggi considerata monumento nazionale. All'interno è sistemata anche una chiesetta che sino al 1610 era aperta al pubblico mentre in seguito divenne cappella privata. Chi giunge a Sperlinga non deve farsi sfuggire inoltre, la visita al bosco comunale, oltre 150 ettari di querceta naturale, residuo delle antiche foreste siciliane, dove è possibile osservare grossi rapaci, e abbondante selvaggina e dove  l'aria è salubre e ricca di ossigeno.

27/09/2004
Seguici su Twitter Invia la pagina ad un amico Contatta la redazione Salva la pagina tra i preferiti Stampa questa pagina

Le ultime di Itinerari & weekend
Linosa, nera e selvaggia
Isola di origine vulcanica, nelle sue spiagge nidifica la tartaruga Caretta Caretta
Ustica, la Perla nera del Mediterraneo
Un vero e proprio paradiso naturale tra rocce vulcaniche e meravigliosi fondali variopinti
Panarea, l'isola dei vip
Meta preferita del jet set internazionale dove potrete trascorrere una vacanza da sogno
Favignana, la grande farfalla
Il mare limpido, le deliziose calette, i colori e i profumi della macchia mediterranea
Filicudi, paradiso naturale dell'Umanità
Un mare limpidissimo, suggestive grotte e fondali di incomparabile bellezza
Lampedusa: una scheggia d'Africa in territorio italiano
Gioiello del Mediterraneo, paradiso selvaggio e incontaminato
La Grotta della Molara: cattedrale di pietra
Uno scenario naturale di grande suggestione con autentiche cascate pietrificate
La Riserva Naturale Orientata Rossomanno Grottascura Bellia
Altipiani sabbiosi ricoperti di conifere in uno dei più grandi polmoni verdi della Sicilia
 
powered by S4U
prenota il tuo soggiorno in Sicilia Guida Sicilia associato ANSO segnalato da Virgilio
Invia ad un amico
Inizio pagina
Home

© 2002- - S4U sas - P.IVA 04999810825 - Tutti i diritti riservati. All rights reserved
Chi siamo | Lavora con noi | Aspetti legali | Soluzioni Web | Publisicily | Pubblicità

info: info@guidasicilia.it  marketing: marketing@guidasicilia.it  redazione: redazione@guidasicilia.it  pubblicità: pubblicita@guidasicilia.it

Segui Guidasicilia su Twitter Segui Guidasicilia su Twitter