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Il Presepe vivente di Monterosso Almo (RG)
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Nel dedalo di viuzze di un antico e suggestivo quartiere (Matrice) del centro storico di Monterosso Almo (RG) si rinnova anche quest'anno la magia del presepe vivente. Il quartiere Matrice ospita la rappresentazione, ambientata negli anni '50, tornando solo per qualche giorno a brulicare di vita, di luce e delle atmosfere di un tempo.
Ben 500 figuranti mettono in scena la venuta al mondo del Salvatore. Mestieri ormai scomparsi ritornano alla vita, a testimoniare un passato immune dall'odierno consumismo ed in simbiosi con i ritmi delle stagioni. Appena entrati nel percorso si è subito coinvolti dall'atmosfera natalizia iniziando il viaggio etno-antropologico nel passato. Qui è possibile vedere mestieri ormai scomparsi : i ''curdari'' che intrecciano le corde, ''u fìrraru'' che fa riscaldare il ferro per poi batterlo ripetutamente modellandolo a suo piacimento, ''u cirnituri'', ''a lavannara'', ''u scarparu'' con il proprio garzone mentre acconcia le scarpe rotte e tante altre figure, ritornano protagonisti riproponendosi alle nuove generazioni che le stanno dimenticando. Ancora è possibile ammirare ''i raccamatrici'' che ricamano vari tessuti in una stanza riscaldata dalla brace, ''a furnara'' mentre prepara il pane caldo che esce dal forno a legna in pietra, ''u ppuntapiatti'' che ricorda come anticamente i piatti rotti di terracotta venivano risistemati unendo nuovamente i pezzi, ''u panararu'' che intrecciando canne e verghe di ulivo costruisce sapientemente canestrelli (i panara) che venivano usati per metterci i frutti e poi ancora ''i cummari'' che spettegolano su tutti con detti e proverbi antichi, una delle scene che maggiormente attrae il pubblico.
Nella taverna riscaldati dal vino, al suono del mandolino e della fisarmonica, si canta allegramente mentre nella sua bottega lo scalpellino con sapienza artigiana plasma la dura pietra. Un ragazzo fa la serenata alla sua bella mentre i visitatori rimangono incantati davanti al quadretto della vita domestica rappresentato da una famiglia. Il tutto permeato dal suono delle ciaramedde che avverte che la grotta è vicina. Il capolavoro del presepe è proprio la grotta. Qui come d'incanto appaiono i Magi, l'asinello, il bue, Maria, Giuseppe e il Bambinello che ogni anno ci chiede di essere accolto nella nostra vita.
Monterosso Almo
Si trova su una collina, circondato da monti piú alti che gli impediscono di godere di enormi panorami ma che lo riparano dai venti freddi. E' il paese piú alto e più a nord della provincia di Ragusa ed il suo territorio è prevalentemente montuoso. Esso segue il profilo della montagna su cui è costruito, determinando in questo modo una divisione in due parti: inferiore e superiore.Giù nella valle, presso il vecchio mulino, si apre la grotta di Calaforno: un susseguirsi di 35 camerette che in epoca remota sono servite da necropoli e riadattate poi ad abitazioni. Abitato fin dai tempi preistorici da popolazioni sicule risulta essere di particolare interesse archeologico. Oltre alla necropoli di Calaforno sono stati rinvenuti l'abitato di Monte Casasia e le 'Grotte dei Santi' con affreschi bizantineggianti. Tra le chiese ricordiamo quella di San Giovanni, un edificio a tre navate con cupola e facciata barocca. L'interno é decorato con stucchi e dotato di un pulpito in legno intagliato. Sulla piazza si affacciano anche la Chiesa sconsacrata di Sant'Anna e vari altri palazzi in stile neoclassico. Nella parte piú bassa del paese si trova la Chiesa Madre ricostruita in stile neogotico dopo il terremoto del XVII secolo. La facciata è a bugnato e nell'interno, suddiviso in tre navate, si trovano diverse opere d'arte tra cui un crocifisso ligneo del XV secolo e due acquasantiere del XII secolo. Degni di nota sono Palazzo Zacco e la Chiesa di Sant'Antonio, dotata di notevoli tesori artistici quali la grande pala con il Martirio di San Lorenzo, il Battesimo di Costantino e la Madonna del Carmelo.
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15/12/2009
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