
Le Madonie si ergono maestose dalle acque del Mar Tirreno arrivando a sfiorare i 2000 metri di altezza. Insieme ai monti Peloritani, ai Nebrodi e ai monti del Palermitano e del Trapanese fanno parte del cosiddetto Appennino siculo costituito, nella sua parte centrale, da un altopiano carsico che comprende le vette più alte della Sicilia, dopo il vulcano Etna. Pizzo Carbonara, in assoluto la cima più elevata con i suoi 1979 metri, domina l'isola intera specchiandosi nel cristallino mare di Cefalù.

Il Parco delle Madonie, istituito nel novembre del 1989, è vasto complessivamente 39.679 ettari estendendosi su una vasta area della provincia di Palermo. Si trova nella parte centro-settentrionale della Sicilia compresa tra la valle del fiume Pollina a est, la valle dell'Imera settentrionale a ovest, un lungo tratto della fascia costiera tirrenica inclusa tra gli abitati di Campofelice di Roccella e Pollina a nord, l'altopiano gessoso-solfifero a sud. Una delle particolarità che caratterizza il territorio delle Madonie è appunto l'armoniosa coesistenza tra aree marittime e montane. Torrenti, foreste, cime ghiacciate, valli nascoste, abissi, doline e inghiottitoi: questo e tanto altro offrono questi rilievi dalle forme a volte dolci e morbide, a volte aspre e strapiombanti, ora ricche di boschi e acque, ora aride e steppose.
Sulle Madonie sono presenti oltre la metà delle specie vegetali siciliane tra le quali parecchie endemiche. Notevole è il patrimonio naturalistico, storico e artistico di questi luoghi, evidenti sono anche i segni lasciati dall'uomo, testimonianze di una presenza millenaria che risale alla preistoria.

L'itinerario di questa settimana ci condurrà proprio nel cuore delle Madonie, partendo da Cefalù, la cittadina normanna che si specchia nell'azzurro del mar Tirreno. Il percorso si snoda tra luoghi dove la natura incontaminata la fa da padrone. 132 chilometri circa da percorrere a vostra scelta in auto o in moto. Approfittando della stagione estiva noi utilizzeremo la moto in maniera tale da avere un contatto diretto con la natura circostante. Il periodo più adatto per compiere questo tragitto è sicuramente quello che va dalla primavera agli inizi dell'autunno dato che, nei mesi invernali, spesso la neve ricopre le cime montuose e l'asfalto, rendendo difficile la viabilità.

Partiamo in moto da Cefalù, piccola località turistica sovrastata da un promontorio calcareo alto circa 270 metri che cade a picco sul mare. Procediamo alla volta di Castelbuono per una decina di chilometri lungo la SS 113, in un susseguirsi di curve a destra e sinistra, a pochi metri dal mare. Imbocchiamo la SS 286 e la percorriamo per circa 13 chilometri sino a giungere a Castelbuono, cittadina medioevale immersa in un lussureggiante bosco di querce, castagni, ciliegi e frassini.

Qui facciamo una sosta per gustare le squisite specialità locali a cominciare dai dolci a base di manna (prodotto dolciastro che si ricava attraverso l'incisione della corteccia dei frassini della zona) come i panettoni o la testa di turco (dolce a base di crema di latte, farina, uova, strutto, scorza di limone, sfoglia e cannella in polvere). Dopo colazione possiamo fare una breve visita all'imponente Castello dei Ventimiglia, fatto costruire nel 1316 sul Colle San Pietro dal Conte Francesco I Ventimiglia e alla Cappella di Sant'Anna, patrona di Castelbuono, che custodisce in un'urna d'argento il prezioso teschio della Santa e i magnifici stucchi dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta.

Riprendiamo il nostro cammino verso Isnello percorrendo per circa 12 chilometri la Sp9 e la Sp 54 bis ammirando un paesaggio tipicamente collinare e in lontananza il mare. Il paese custodisce, all'interno delle sue numerose chiese autentici gioielli legati al barocco ligneo, come pregevoli lavori ad intaglio. La chiesa intitolata a San Michele, edificata tra il 1300 ed il 1400, conserva ad esempio uno splendido soffitto in legno a cassettoni, minuziosamente dipinto nel sec. XVII. Superato Isnello, si giunge dopo pochi chilometri al bivio di Mongerrati che segna il confine vero e proprio tra mare e montagna, infatti da qui in poi ci si immerge in una vegetazione fittissima immersa in paesaggi, aria pulita e curve strepitose.

Dopo aver superato Piano Zucchi ed il fantastico laghetto poco sopra, si arriva a Piano Battaglia (il punto più alto con gli oltre 1600 metri slm), una località di villeggiatura estiva ed invernale e sede degli unici impianti di risalita e piste sciistiche di sci della Sicilia Occidentale. Ci fermiamo per pranzare in una delle tante baite o rifugi della zona per gustare le tante specialità tipiche come i formaggi, la ricotta, la carne di cinghiale e tanto altro.

Dopo pranzo ci dirigiamo alla volta di Petralia Sottana percorrendo per circa 18 chilometri la Sp 54. Petralia Sottana è uno dei centri più grandi delle Madonie, con le sue strade in pietra e i suoi vicoli caratteristici. Qui facciamo una sosta per ammirare la Chiesa madre, edificata fra il 1632 ed il 1790, e le opere dello Zoppo di Gangi e dei Gagini, nonché un pregevole trittico attribuito a Gaspare da Pesaro, allievo del più famoso Gentile da Fabriano. Da vedere inoltre, la chiesa di San Francesco e le opere dello Zoppo di Gangi e della scuola del Novelli, la chiesa della SS.Trinità (Badia) del 1531 assieme all'attiguo Convento delle Suore Domenicane di Clausura, la chiesa di Santa Maria la Fontana, edificata nel 600.

Rimettiamoci in cammino e oltrepassando Castellana Sicula giungiamo a Polizzi Generosa, delizioso paese di assetto medioevale ricco di monumenti e chiese, come la chiesa madre S.Maria Maggiore, che ospita tra le altre opere il più bel quadro fiammingo di Sicilia 'Il Trittico Fiammingo' di dubbia attribuzione (Memling, Van Eyche o Van der Weyden) e il "Trittico della visitazione", un capolavoro del pittore spagnolo Joan Matta (1519).

Inizia ora la discesa verso Scillato e Collesano per un percorso di circa 30 chilometri sulla SS 643 e la SP 9 bis. Proprio qui si entra nella fase finale del percorso, un tratto molto ricco di suggestione e di storia sportiva. Infatti Scillato, Collesano e Campofelice di Roccella sono gli ultimi paesi del 'vecchio' giro della Targa Florio, una delle corse automobilistiche su strada più antica e famosa del mondo. Proprio a Collesano si trova il Museo della Targa Florio che, unico nel suo genere, contiene un'importante e suggestiva raccolta di foto, documentari inediti, oggetti e cimeli della mitica corsa automobilistica. Percorriamo la Sp 9 per ben 12 chilometri diretti a Campofelice di Roccella, dove il nostro itinerario finisce, in riva al mare, su una spiaggia di sabbia sottile e chiara, dove possiamo fare un bagno ristoratore e asciugarci con l'ultima luce del tramonto. Dopo la cena a base di pesce in un ristorante locale, facciamo ritorno a casa.

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