
Nell'arcipelago delle Eolie, a circa 24 miglia marine a ovest di Lipari, emerge dalle acque azzurre del Mediterraneo l'isoletta di Filicudi, un autentico paradiso naturale che l'Unesco ha posto sotto la sua protezione in quanto Patrimonio dell'Umanità.
Con il suo aspetto aspro e selvaggio, con il suo mare limpidissimo, le sue suggestive grotte, gli anfratti e i fondali di incomparabile bellezza, Filicudi è il luogo ideale per chi vuole trascorrere una vacanza al mare in tutta traquillità e lontano dai circuiti del turismo di massa.

L'isola ha una superficie di circa 9,7 km² e amministrativamente fa parte del comune di Lipari. Gli antichi la chiamavano 'Phoenicusa', che secondo Aristotele significa 'ricca di felci' per la diffusa presenza di una caratteristica palma nana sui promontori della Montagnola e della Fossa Felci.
Filicudi è dominata dal Monte Fossa Felci, un vulcano spento alto 774 metri, sulla cima del quale è possibile godere di uno splendido panorama che si apre sull'arcipelago delle Eolie. L'isola inoltre, ospita ben altri 7 vulcani tutti spenti da moltissimo tempo e, per questo molto corrosi dall'erosione.

La secca di Capo Graziano - Gli appassionati di immersioni subacquee qui possono esplorare la più bella area archeologica sottomarina delle isole Eolie. I fondali di Filicudi custodiscono infatti, un autentico tesoro archeologico con nove navi di epoca greco-romana inabissate nella secca di Capo Graziano, a circa 75 metri di profondità, con i loro preziosi carichi integri o quasi. Da millenni infatti, l'insidiosa secca, scoglio affiorante situato quasi all’imboccatura del porto antico, ha tradito le navi che cercavano rifugio dal maltempo, provocando diversi naufragi tanto da essere etichettata come una 'mangiatrice di navi'.

Vari percorsi sono stati progettati dalla Soprintendenza del Mare all'interno della secca e materialmente disposti fino a 45 metri di profondità sul fondale dai sub del Diving 'I Delfini'. L'itinerario però non è accessibile a tutti, i sub interessati devono aver preso il brevetto di secondo livello ed essere accompagnati da guide autorizzate. Per permettere la fruizione del sito anche a chi non è in possesso del brevetto, la Soprintendenza ha intenzione di portare delle telecamere subaquee nel sito archeologico in modo da consentire la visione via internet anche da casa. Il diving 'I Delfini' da inoltre, la possibilità di noleggiare barche, gommoni o canoe con cui è possibile fare il periplo dell'isola e ammirare le tante spiagge laviche, le baie e insenature, le grotte e i faraglioni lavici, raggiungibili esclusivamente via mare.

In fondo al mar... - Per la precisione nella secca di Capo Graziano ci sono undici relitti (di cui nove greco-romani). Alcuni si trovano ad alta profondità e sono databili dal V sec. a.C. al 1943 d.C. All'interno dell'area archeologica, si ha la possibilità di ammirare il relitto 'A', una nave di età ellenistica datata fra il III e il II secolo a.C., la sagoma del relitto 'G' ricoperto di sabbia che risale al V secolo a.C. e il relitto del 'Città di Milano', una posacavi della Marina affondata, per l'esplosione di una caldaia avvenuta nell'impatto con la secca, nel 1919. Sui fondali sono anche visibili le ali di aliscafi che hanno impattato sulla secca, oltre a numerose anfore, vasellame e corredi antichi. Per facilitarne la fruizione l'intera area del museo sommerso è stata appositamente delimitata e sono state inserite delle boe di ingresso e di uscita.

Il nostro itinerario si sviluppa per circa 300 metri lineari ed è segnato da una cima guida fissata inizialmente sulla parete della secca e, successivamente, sul fondo fino ad una profondità di 29 metri. L’immersione inizia (cartellino 0) dalla boa di attracco seguendo una direttrice sud/nord. Il percorso inizia a scendere incontrando a circa 30 metri un'ancora di pietra con foro (cartellino 1) e resti di una zavorra di nave con frammenti ceramici. Con la parete della secca a sinistra, giriamo a destra (cartellino 2), arrivando ad una piattaforma di osservazione posta a circa 30 metri di profondità (cartellino 3).

Qui si può ammirare il relitto A 'Roghi', risalente agli inizi del II sec. a.C. che contiene circa una sessantina di anfore ancora sul posto. Adesso risaliamo verso i 28 metri ammiriamo una grotta sommersa (cartellino 4) interessante per la sua ricchezza naturalistica, mentre verso i 25 metri si può osservare, incastrata, un’altra ancora del V sec. a.C. (cartellino 5). Adesso deviamo verso sud attraversando un canalone ricco di grotticelle (cartellino 6) per arrivare a 8 metri dove un reperto di epoca moderna del XX sec. d.C., un’ala di aliscafo (cartellino 7), ricorda la pericolosità della secca attraverso i tempi. Da qui si raggiunge il punto di partenza (cartellino 0) e ammiriamo un banco di pesce pelagico nuotare tra i flutti.

Escursioni a terra - I diving dell'isola organizzeranno in sinergia con la Soprintendenza del mare un servizio di guide a terra, completando così il tour con la visita del villaggio neolitico di Capo Graziano e della sezione locale del museo Luigi Bernabò Brea, ricco di anfore e reperti sottomarini rinvenuti in loco e dei sentieri sulle montagne ricche di terrazzamenti romani.

Durante la visita al museo i sub riceveranno una guida tascabile in PVC da consultare durante l'immersione.
Il villaggio, risalente all'età del bronzo, è raggiungibile da Capo Pecorini attraverso un sentiero che si sviluppa sul Piano del Porto ed è stato distrutto nel corso del XIII sec. a.C. Un altro centro abitato preistorico, probabilmente successivo al precedente, si estende sull'altura della Montagnola ed è costituito da una ventina di capanne di forma ovale, situate su una terrazza, nelle quali sono state ritrovate numerose ceramiche.

INFO
Per organizzare la visita, noleggiare barche o gommoni, attrezzature sub, canoe, motorini telefonare al Diving 'I Delfini' - Tel. 090 9889077 e 340 1484645
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