in Sicilia Turismo e svago Lavoro Shopping Casa Auto e moto Sposi Myhome Annunci OkMail Feed RSS

www.guidasicilia.it

 
Questa testata aderisce all'ANSO

Agrigento  Caltanissetta  Catania  Enna  Messina  Palermo  Ragusa  Siracusa   Trapani  
ricerca
 
  guidasicilia web  
Aziende|Prodotti|Servizi
Rubriche A tavola & in cantina  -  Ambiente & città  -  Arte & cultura  -  Auto & moto  -  Business & job  -  Costume & società  -  In Europa & nel mondo  -  Itinerari & weekend  -  Libri & guide  -  Musica & spettacolo  -  Politica & governo  -  Salute & benessere  -  Scienza & tecnologia  -  Soldi & risparmi

I Nebrodi raccontati



Condividi questo articolo su

Di ogni parco naturale che ho visitato conservo un'immagine, un flash mnemonico, che mi ritorna in mente ogni volta che si parla di quel luogo. Per il Parco dei Nebrodi la foto mentale è un laghetto azzurro perso tra le rocce rosse e aspre dei calcari dolomitici che si ergono vicino al paese di Longi.

Tornavo da una scarpinata in cerca di rapaci tra quelle rupi aride e dorate e camminavo sul terreno martirizzato dal pascolo, ove solo i cespi setolosi del serracchio davano una nota di verde. A un tratto, superata una piccola cresta, vidi in basso una macchia celeste. Un laghetto, mi chiesi, un laghetto in questo mare di pietre? Mi avvicinai. Non di acqua si trattava, ma di fiori. Era un campicello di lino, probabilmente l'ultimo della Sicilia, chiuso tra i monti, le cui fibre probabilmente saranno state utilizzate per qualche corredo di sposa da conservare in cassepanche odorose di lavanda.

Gli ultimi rapaci
Un'altra immagine, meno serena, fu, nel 1966, quella della colonia di grifoni di Alcara li Fusi. Ero andato per vederla, attirato dalla fama di questi grandi rapaci, gli ultimi dell'isola, che lì nidificavano. Arrivati sul posto, la delusione: i grandi vuturuna erano scomparsi, sterminati da una insulsa "lotta ai nocivi" attuata con bocconi avvelenati.
A poca distanza da Alcara si ergono le Rocche del Crasto, baluardo rupestre di grande bellezza, che ospita ancora la nidificazione di una delle ultime aquile reali della Sicilia, qui presente assieme ai neri e rochi corvi imperiali.

L'appennino siculo
Ma il Parco dei Nebrodi non è composto solo da questi paesaggi rupestri e solari, incisi da profonde gole al fondo delle quali biancheggiano le fiumare che digradano assetate verso il mare. Più in alto, verso l'Etna che giganteggia a sudest, il paesaggio diventa meno "siciliano" e si riveste di un sontuoso manto di boschi che fanno meritare a questi luoghi l'appellativo di "Appennino siculo".
Salendo dal basso si trovano dapprima, piuttosto alterati da secoli di pascolo, incendi, tagli, resti di macchia mediterranea con lentischi e mirti, terebinti e oleandri, oleastri e palme nane, dominati a volte da grandi esemplari di querce sempreverdi, sughere e lecci, su un tessuto connettivo di cisti e serracchi. Più in alto il cerro e la roverella, che ospitano nel sottobosco eriche e pungitopi, citisi e asparagi, caprifogli e rose selvatiche, assieme a un prezioso corteggio di orchidee selvatiche.

Un meraviglioso manto di fiori
Più in alto, infine (ricordo che i Nebrodi presentano vette spesso più alte di 1.500 metri, con il monte Soro che raggiunge i 1.847 metri sul livello del mare), impera la faggeta. E sono loro, i faggi dal tronco grigio come zampe di elefante, il fogliame leggero e mutevole, che con qualche acero montano la fanno da padroni. Alla loro ombra, resa più cupa da rari antichi tassi e da agrifogli dalle bacche rosso corallo, fioriscono l'anemone appennina con la corolla ad asterisco celeste, la scilla bifolia, la grande e superba peonia selvatica, la primula occhio di civetta. Tra gli alberi (che spesso risentono di una pressione antropica eccessiva) si aprono vaste radure a prato e rari ma bellissimi laghetti come il Biviere di Cesarò, iride azzurra in una pupilla d'erba circondata da boschi nebbiosi.
Non vi aspettate granché di animali selvatici: troppi secoli di persecuzione hanno fatto sparire daini e caprioli, cervi (e pensare che nebros in greco vuol dire cerbiatto) e lupi, avvoltoi e gufi reali. E i superstiti (qualche grande gatto selvatico, la martora, la poiana, il picchio rosso maggiore, il corvo imperiale) sono troppo spaventati per farsi vedere. Ma resta ancora possibile l'incontro con qualche volpe, qualche istrice, qualche rara coturnice di Sicilia. E, naturalmente, con la famosa aquila delle Rocche del Crasto, che si dice discenda da quella che, secoli fa, portava da mangiare all'eremita S. Nicolò, come ricorda un primitivo affresco sulla cappella a lui dedicata.

Fulco Pratesi

INFO
Sede Ente Parco dei Nebrodi
 via Ruggero Orlando 126, Caronia (Me)
tel. 0921.33321, fax 0921.333230. 
Ufficio periferico:
Cesarò (Me) strada nazionale 65,
tel. 0935.696008


Per ulteriori informazioni clicca qui
email: parconebrodi@legacy.it

21/06/2002

Contatta la redazione Stampa questa pagina
Condividi questo articolo su

Le ultime di Itinerari & weekend
La bella Siracusa
"Avete spesso sentito dire che Siracusa è la più grande città greca e la più bella."
La Riserva Naturale Orientata di Vendicari
I pantani di Vendicari: luogo ideale di sosta per l'avifauna durante la migrazione
La Cittadella Sicula di Pantalica
Nelle tombe scavate nella roccia il 'popolo delle api' seppelliva i suoi morti
Il Parco Letterario 'Luigi Pirandello'
Nel Cerchio del Caos... sulle tracce di uno dei più grandi scrittori di sempre
Parco Letterario 'Nino Savarese'
Dal Castello di Lombardia ad Enna sino ai mosaici di Piazza Armerina
Parco Culturale Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Sulle orme del Gattopardo partendo da Palermo per arrivare a Palma di Montechiaro
In bici per la Val di Noto
Appena in tempo per ammirare l'Infiorata di via Nicolaci
Noto, città in fiore...
33a Infiorata: un omaggio floreale per scoprire la preziosa, bellissima, barocca Noto
 
powered by S4U
prenota il tuo soggiorno in Sicilia Guida Sicilia associato ANSO segnalato da Virgilio
Invia ad un amico
Inizio pagina
Home

© 2002- - S4U sas - P.IVA 04999810825 - Tutti i diritti riservati. All rights reserved
Chi siamo | Lavora con noi | Aspetti legali | Soluzioni Web | Publisicily | Pubblicità

info: info@guidasicilia.it  marketing: marketing@guidasicilia.it  redazione: redazione@guidasicilia.it  pubblicità: pubblicita@guidasicilia.it

Segui Guidasicilia su Twitter Segui Guidasicilia su Twitter