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La Riserva naturale di Monte Bonifato
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L’area di Monte Bonifato meglio conosciuta come Bosco d’Alcamo è diventata Riserva Naturale Orientata dal 1984. Il bosco è una della quattro riserve naturali orientate del trapanese. L'itinerario che vi proponiamo non presenta grosse difficoltà, si tratta infatti, di un itinerario medio- facile. Per percorrerlo occorrono circa 3 ore quindi copritevi bene dato che ormai la stagione fredda è arrivata da un pezzo. Lasciando alle spalle l'abitato di Alcamo, ci si dirige verso la riserva lungo una strada tortuosa, seguendo le indicazioni dei cartelli turistici. Giunti davanti alla "Funtanazza", resto di un antico serbatoio idrico arabo, si lascia l'auto per addentrarsi nella Pineta. L’ex albergo "La Funtanazza" è attualmente sede del CELT , un centro di educazione ambientale, realizzato dalla Provincia Regionale di Trapani, in collaborazione con la LIPU, che ha realizzato un capanno birdwatching e sviluppato una campagna di sensibilizzazione nelle scuole sull’avifauna.
Monte Bonifato è un complesso montuoso, costituito da massicci calcarei, ricoperto prevalentemente da un bosco di conifere e in misura minore da latifoglie. Il bosco, che ha una superficie di 280 ettari, è il risultato di una intensa e ben fatta attività di rimboschimento iniziata negli anni '50 e continuata fino agli anni ‘80. Le specie rimboschite sono state principalmente il Pino d’Aleppo, il Cipresso e il Pino domestico. Il bosco, specialmente sul versante nord e nord-ovest si mischia con un fitto sottobosco spontaneo di latifoglie, principalmente Leccio e Roverella, testimonianza del bosco originario che ricopriva la cima del monte sino al XIX secolo. La vegetazione è stata poi distrutta da incendi e tagli estesi. La riserva comincia da quota 550 metri ed era anticamente sede di un antico centro abitato di epoca greca, detto Longuro. Questo villaggio sicano di avvistamento, la cui storia è legata a quella della più florida Segesta, assunse l'attuale nome, in epoca tardo romana, in onore del cavaliere Bonifato. Monte Bonifato risulta essere un’area importante dal punto di vista archeologico. Vi sono reperti del periodo pre-protostorico, arcaico, classico e medioevale. I materiali relativi alla preistoria sono rappresentati da pochi frammenti ceramici e da strumenti in selce e ossidiana. Lungo le pendici del monte si estende la necropoli protostorica costituita da tombe del tipo a grotticella artificiale scavate nella roccia.
Nel sottobosco, crescono il pungitopo (dalle tipiche bacche rosse usato per le decorazioni natalizie) la felce aquilina, il Rovo, l’Edera, l’Assenzio, il Prugnolo, il Biancospino, la Rosa canina e la Ginestra. Nelle zone aperte invece, troviamo l’Amphelodesma (localmente detta "disa"), l’Euforbia dendroide, la Palma nana, il Sommacco, la Ginestra, la Ferula e la Peonia. Per quanto riguarda la fauna, sono presenti mammiferi come la Volpe, il Riccio, il Coniglio selvatico, l’Istrice, il Topo quercino e la Donnola. L’avifauna è molto ricca infatti sono state censite più di 36 specie di uccelli nidificanti. Tra questi rapaci come la Poiana, il Gheppio, il Falco pellegrino, il Falco Lanario, il Barbagianni, la Civetta, l’Assiolo. Numerose altre specie come la Cinciallegra, l’Occhiocotto, il Pettirosso, l’Averla, il Merlo, la Taccola, il Corvo Imperiale, il Rampichino, l’Upupa, il Colombaccio, la Ghiandaia, il Passero solitario. Da segnalare la recente nidificazione del Picchio rosso maggiore, specie assente da decine di anni. Fino a qualche anno fa era possibile ammirare la splendida Aquila del Bonelli che volteggiava sulla pineta presente solo in Sicilia e Sardegna, oggi quasi in via di estinzione.
Lungo il sentiero, circondato da rovi e pungitopo, saliamo verso la cima del monte a 825 metri, dopo aver superato la Porta Regina, antico ingresso dell'abitato medioevale e la torre, resto del castello edificato dai Ventimiglia. Il Castello di Bonifato, posto sulla cima del monte è documentato per la prima volta nel 1337, fu successivamente riedificato dai Ventimiglia, signori di Alcamo nel 1397. Del Castello si conserva quasi integra la torre di Nord-Ovest detta Torre Saracena, che si sviluppa su tre piani per un’altezza di oltre 19 metri. Il periodo meglio documentato è quello tra il XII e la metà del XIV sec. quando su Monte Bonifato sorgeva un vasto centro fortificato. I resti di una cinta muraria di 2 metri di spessore sono ancora evidenti alla Porta della Regina, unico accesso all’antico centro sul lato settentrionale. Giunti in vetta, accanto alla cappella della Madonna dell'Alto, si domina il Golfo di Castellamare e tutto il versante nord della riserva. Scendendo lungo la strada forestale che porta al lato sud si giunge alla pineta dell'area attrezzata di contrada Mazzané, luogo ideale per una sosta e per un pic-nic all'ombra. Da lì potremo, risalendo lungo un sentiero ritornare a casa.
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11/11/2003
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