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Noto, città in fiore...



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Anche quest'anno, come accade ormai da trentatre primavere, Noto, gioiello del barocco siciliano (annoverato dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità), si vestirà di fiori e di mille colori per salutare la bella stagione con la 'Primavera Barocca', senza ombra di dubbio, una delle manifestazioni più belle di Sicilia.
La grande kermesse, che ci terrà compagnia fino a domenica 19 maggio, rinnoverà, anche quest'anno, il tradizionale appuntamento con l'Infiorata, un evento spettacolare che, il 17 e 18 maggio, vedrà trasformare Via Nicolaci, in un gigantesco tappeto fiorito, le cui figure prenderanno forma in un susseguirsi di petali di fiori, dai colori e dalle forme più svariate.
Solitamente la manifestazione si apre con l'Ingresso della Primavera, su un carro, da Porta Reale, accompagnata da ninfe, musici e danzatrici in costume, che arrivano fino a Piazza XVI Maggio. A seguire, in Piazza Municipio, la prima esibizione del Corteo Barocco, composto da figuranti che indossano abiti di nobili, dame, cavalieri, popolani e valletti e sfilano con gli stendardi riproducenti gli stemmi e i colori araldici delle famiglie nobiliari locali.



Come abbiamo già detto, l'Infiorata avrà luogo in Via Nicolaci, una strada in pendio che congiunge le due principali arterie della città, il Corso Vittorio Emanuele e l'aristocratica Via Cavour, e che verrà infiorata per tutta la sua lunghezza (122 metri) e per una larghezza di circa 6 metri, in maniera tale da lasciare solo lo spazio per i corridoi laterali, mentre il  tappeto floreale complessivamente coprirà un'area di 700 mq. I petali andranno a comporre enormi e variopinti mosaici il cui leitmotiv, cambia di anno in anno, con riferimenti alla religione, alla mitologia, all'arte o alla cultura popolare mentre iniziative musicali e d'intrattenimento si svolgeranno nelle chiese e per le vie della città. I maestri infioratori locali quest'anno strizzeranno l'occhio al Sol Levante poichè il tema cui dovranno ispirarsi è un 'Omaggio al Giappone. La stessa locandina della manifestazione raffigura una primavera nipponica nell'atto di distribuire fiori di mandorlo, sulla via Nicolaci, dal balcone della Biblioteca comunale. L'Infiorata fu realizzata per la prima volta nel 1980 in seguito all'incontro di artisti di Genzano, in provincia di Roma, e di Noto. Tutto pare abbia avuto origine a Genzano dall'uso di accompagnare la processione della Madonna con il lancio di petali e fiori, ma nel 1980 quest'arte fu trapiantata a Noto.



La preparazione dei bozzetti sulla strada inizierà il venerdì 19 maggio, quando gli artisti prescelti saranno impegnati nella realizzazione dei disegni che il giorno successivo, il sabato, saranno riempiti di petali colorati dai cosiddetti infioratori e dai loro collaboratori. Dopo una notte di duro lavoro, alle prime luci dell'alba, il maestoso mosaico sarà composto, così la domenica mattina sarà possibile ammirare il suggestivo tappeto floreale variopinto e profumato in tutto il suo splendore. Durante il corso della giornata migliaia di visitatori si snoderanno lungo i corridoi laterali, lasciati liberi, entusiasti e sbalorditi, di fronte allo spettacolo che si presenterà dinanzi ai loro occhi. E' consigliabile osservare Via Nicolaci dal basso verso l'alto, per l'effetto creato dai mosaici floreali unito a quello scenografico e teatrale di edifici come Palazzo Nicolaci di Villadorata, con le sue artistiche cariatidi o il fondale prospettico-concavo della Chiesa di Montevergini. Un effetto ancora più suggestivo assumerà il luogo nel tardo pomeriggio o di sera, quando tutti i palazzi verranno illuminati  appositamente per creare un effetto più spettacolare. All'infiorata poi, farà da cornice un fitto programma di manifestazioni collaterali che vedranno coinvolte scuole, associazioni, comitati di quartiere e commercianti, tra cui anche spettacoli musicali che dureranno sino a tarda notte. Tutta la manifestazione costituirà quindi, una grossa opportunità di richiamo turistico per la città, considerata da molti la capitale del barocco siciliano e un capolavoro di urbanistica e architettura tanto da essere definita dallo storico dell'arte Cesare Brandi un 'Giardino di Pietra'. L'evento sarà dunque, un omaggio floreale al valore artistico della Noto settecentesca ma anche un invito a riscoprire i tesori nascosti della città. [clicca qui per il programma completo]

Mini tour per la città - Arroccata su un altopiano che domina la valle dell'Asinaro sorge Noto, città segnata da un evento tragico, il terremoto del 1693 che la rase interamente al suolo, ma che fu anche il presupposto della sua ricostruzione. Fatta ricostruire a circa 10 Km di distanza dal sito originale, in un luogo meno impervio, la città moderna ha un impianto semplice, con strade parallele ed ampie in linea con il nuovo gusto barocco. I palazzi furono ricostruiti con la pietra calcarea locale da artisti siciliani e intorno al centro storico, si svilupparono i quartieri popolari caratterizzati da stretti e tortuosi vicoletti che contraddistinguono i borghi medievali. La città fu progettata come se fosse una scenografia, truccando la prospettiva, giocando con le linee e le curvature delle facciate, con le decorazioni delle mensole, i riccioli e le volute, i putti, i balconi dei parapetti in ferro battuto. L'asse principale è Corso Vittorio Emanuele, scandito da tre piazze ognuna delle quali ospita una Chiesa.



Il corso è aperto dalla monumentale Porta Reale, ai cui lati si trova una torre. In Piazza dell'Immacolata sorge la Chiesa di San Francesco dell'Immacolata, preceduta da un'imponente scalinata. A sinistra della Chiesa, in via S. Francesco d'Assisi, si eleva il bel Monastero dei SS. Salvatore con l'elegante torre dalla facciata curvilinea, antico belvedere. La più maestosa delle tre piazze, è Piazza del Municipio, delimitata a sinistra da Palazzo Ducezio e a destra dalla sinuosa scalinata della Cattedrale, la cui ampia facciata è scandita da due campanili e da Palazzo Landolina di Sant'Alfano. Sul lato orientale della piazza sorge la Basilica del SS.Salvatore.



Proseguendo lungo Corso Vittorio Emanuele a destra, incontriamo Via Nicolaci, chiusa a monte dalla Chiesa di Montevergini, lungo la quale spicca Palazzo Nicolaci di Villadorata con le sue mensole fantasiose. Tornando indietro in Corso Vittorio Emanuele, sulla sinistra si incontra l'imponente complesso della Chiesa e Collegio dei Gesuiti attribuito a Gagliardi. Nella Piazza XVI Maggio si trova invece, l'elegante Chiesa di San Domenico il cui interno è ricoperto da stucchi e da marmi policromi. Di fronte sorge l'ottocentesco Teatro Vittorio Emanuele III. Da Corso Vittorio Emanuele, sulla sinistra attraverso Via Ruggero VII è possibile raggiungere la Chiesa del Carmine, caratterizzata da una bella facciata concava tipicamente barocca. Parallelamente a Corso Vittorio Emanuele si sviluppa Via Cavour sulla quale sorgono diversi interessanti edifici come Palazzo Astuto e Palazzo Trigona Cannicarao.

[La foto della chiesa di San Domenico è di Fazen (flickr.com)]

14/05/2013

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