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La Letteratura italiana è viva e fertile!



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Buone notizie per la narrativa italiana: la qualità delle opere in concorso al Premio Mondello 2013 tende verso l’alto, con picchi di notevole valore. Non vi è dubbio, la scrittura in lingua italiana riesce ancora a raccontare storie, a creare ed evocare pensieri, suggestioni ed emozioni, attraverso la creatività e il linguaggio letterario proprio e differente dei singoli autori. Quel che manca, però, in questo mondo dell’editoria sempre più morso dalla crisi, è la capacità di fare sistema fra tutti gli operatori del settore.
Questo è il parere unanime del Comitato di Selezione del Premio composto quest’anno da Daniele Giglioli, Raffaele Manica, Matteo Marchesini, tre giovani critici letterari fra i più autorevoli in Italia cui è spettato il compito di selezionare i vincitori delle varie sezioni del Premio. A essi si affianca la scrittrice Melania Mazzucco chiamata, in qualità di Giudice Monocratico, a individuare il vincitore del Premio Autore Straniero.
Giunto alla 39esima edizione e promosso dalla Fondazione Sicilia, in collaborazione con la Fondazione Andrea Biondo e in partnership con il Salone Internazionale del libro di Torino, il Mondello rappresenta una pietra miliare nel panorama dei premi letterari del nostro Paese.



Questi i riconoscimenti per il 2013
Si aggiudicano il Premio Opera Italiana (€ 3.500 cad.):
- Andrea Canobbio con Tre anni luce (Feltrinelli)
- Valerio Magrelli con Geologia di un padre (Einaudi)
- Walter Siti con Resistere non serve a niente (Rizzoli)
La terna di autori concorre ora ad aggiudicarsi il SuperMondello (€ 2.500). Il vincitore assoluto sarà decretato (attraverso una votazione on-line) da una Giuria popolare nazionale di lettori. La terna di autori concorre anche ad aggiudicarsi il Premio Mondello Giovani che verrà decretato da una Giuria di 120 studenti. Entrambi i riconoscimenti verranno consegnati a Palermo il 15 novembre durante la cerimonia di premiazione.
Assegnato dal giudice monocratico Melania Mazzucco, si aggiudica il Premio Autore Straniero (€ 6.000): Péter Esterházy
Il Premio è stato consegnato all’autore durante Il Salone Internazionale del libro, in occasione dell'incontro aperto al pubblico: "Melania Mazzucco conversa con il suo Maestro".
Vince il Premio Mondello Critica (€ 3.500): Maurizio Bettini con Vertere. Un’antropologia della traduzione nella cultura antica (Einaudi)
Il Premio Speciale alla Carriera va a: Aldo Busi, già vincitore del Mondello nel 1984 per la Sezione Opera Prima con Seminario sulla gioventù (Adelphi) e in concorso quest’anno con El especialista de Barcelona (Dalai)
Il Premio Speciale per la Narrativa di Viaggio va a: Marina Valensise con Il sole sorge a Sud (Marsilio)



"La qualità della terna prescelta per l'edizione 2013 del Premio Mondello mi sembra confermare l'efficacia della nuova formula, che affida le sue scelte a una giovane critica agguerrita e rigorosa. Il Premio non si esaurisce nella sola cerimonia di premiazione prevista per novembre, ma in questi mesi diventa un fermento attivo, di confronto e approfondimento, per i lettori forti che compongono la giuria popolare e per gli studenti delle scuole siciliane." afferma Ernesto Ferrero, direttore del Salone internazionale del Libro.
"Decisamente elevato anche il livello delle opere candidate alla Sezione Critica. Straordinaria, a mio avviso, l’opera vincitrice "Vertere. Un’antropologia della traduzione nella cultura antica". Un libro dotto, che affronta temi colti e eruditi e che quindi potrebbe essere di difficile lettura. Ma non lo è grazie a una dolcezza narrativa di grande efficacia in termini di comunicazione letteraria. Anche il solo incipit del titolo, Vertere, così dottamente latino riesce a farsi subito comprendere rimandando quasi intuitivamente al volgere, e quindi al tradurre, tema focale dell’opera." - ribadisce Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia - "A partire dalla scorsa edizione il Mondello si è rinnovato nella sua filosofia e, di rimbalzo, nei suoi meccanismi. Oggi sono fiero di poter affermare che questo è un Premio assolutamente in linea con i tempi che stiamo vivendo: pochi orpelli, forse anche pochi denari, ma sicuramente molto spirito di condivisione con il pubblico e con i lettori."



È anche grazie alla partnership con il Salone Internazionale del Libro che il Mondello ha saputo rinnovarsi, trasformandosi in un’iniziativa culturale a tutto tondo nella quale i lettori possano realmente avere un ruolo da protagonisti e rafforzando il rapporto con le nuove generazioni, con i giovani che sono chiamati a decretare il vincitore di una delle Sezioni del Premio.
Nella sua versione rinnovata, il Premio prevede più appuntamenti lungo tutto il corso dell’anno. Recente quello a Torino durante il Salone del Libro: la consegna del Premio Autore Straniero a Péter Esterházy  in occasione dell’incontro aperto al pubblico 'Melania Mazzucco conversa con il suo Maestro'.
L’appuntamento finale è quello del 15 novembre a Palermo con la cerimonia conclusiva che tra l’altro rappresenterà, come ogni anno, il momento principale del Festival MondelloGiovani.



Andrea Canobbio, Valerio Magrelli e Walter Siti, i tre autori vincitori del premio Opera Italiana, si contenderanno il SuperMondello, il cui vincitore sarà scelto da una Giuria di 240 lettori che, dall’inizio di giugno alla fine di settembre, potrà votare on-line (attraverso un sito web appositamente dedicato) il proprio libro preferito fra i tre proposti dal Comitato. I lettori votanti sono stati indicati da 24 librerie fra quelle segnalate settimanalmente dalla rubrica ‘Parola di Libraio’ dell’inserto culturale Domenica de Il Sole 24 Ore. Il SuperMondello sarà conferito nel corso della cerimonia di premiazione ufficiale in programma a Palermo il prossimo 15 novembre.
I tre vincitori del Premio Opera italiana si contenderanno anche il Premio Mondello Giovani. La Giuria che decreterà il vincitore di questo Premio è costituita da 120 studenti siciliani delle scuole secondarie di 2° grado. Dopo aver letto i tre libri in concorso, ciascun studente potrà esprimere il proprio voto, accompagnato da una motivazione scritta, inviando una e-mail alla Segreteria del Premio entro il 31 ottobre 2013. Anche il Premio Mondello Giovani sarà assegnato nel corso della cerimonia di novembre in programma a Palermo.
Il Premio alla Migliore Motivazione. Da premianti a premiati: un riconoscimento ufficiale è riservato anche ai componenti della Giuria degli Studenti. Infatti, in occasione della cerimonia finale di novembre, su indicazione del Comitato di Selezione, verranno premiati i tre studenti autori delle motivazioni ritenute migliori.

GLI AUTORI, LE OPERE PREMIATE E LE MOTIVAZIONI UFFICIALI PER L'ASSEGNAZIONE DEI PREMI



Andrea Canobbio, Tre anni luce (Feltrinelli)
Andrea Canobbio è nato a Torino nel 1962. Ha fatto il suo esordio nel 1986 nell’antologia Giovani blues. Under 25 curata da Pier Vittorio Tondelli, con il racconto Diario del centro. I suoi libri sono: Vasi cinesi (Einaudi 1989), Traslochi (Einaudi 1992), Padri di padri (Einaudi 1997), Indivisibili (Rizzoli 2000), Il naturale disordine delle cose (Einaudi 2004), Presentimento (Nottetempo 2007) e Mostrarsi (Nottetempo 2011).
L’opera premiata - Certi amori sembrano distanti anni luce. Eppure a volte sono i più importanti, gli unici che contino davvero per noi: quelli che fanno nascere l’universo in cui viviamo. Cecilia e Claudio, medici nello stesso ospedale, imparano a parlarsi e a desiderarsi in un tempo cadenzato dalla ritualità dei pranzi, dall’infittirsi di conversazioni e confidenze, da un’attrazione reciproca che, per quanto intensa, non riesce a manifestarsi, come una costellazione non ancora tracciata. Ma a vederla da fuori la loro storia è visibilissima: visibili le cautele che li allontanano – sono un uomo e una donna che vengono da convivenze esaurite e tuttavia non spente, lei accesa da una tormentata maturità di madre, lui protetto da una polvere di timide certezze –, visibile l’amore che li unisce. È proprio allora che al loro tavolo siede un giorno la sorella di Cecilia, l’estroversa e generosa Silvia. In un gioco sempre più accelerato di rivelazioni e rincorse, Claudio, Cecilia e Silvia finiscono con l’abitare un triangolo singolare. E da lì in poi è come se l’amore cercasse un’altra strada, e questa strada s’aprisse il varco fra le scorie del passato, verso l’imprevedibile disegno di un nuovo universo affettivo.



La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - La giuria ha deciso di premiare Tre anni luce di Andrea Canobbio per lo straordinario equilibrio con cui si destreggia tra le eterne colonne d’Ercole della narrazione realistica: da una parte il riconoscimento del noto, la realtà quotidiana; dall’altra il senso della sorpresa, dell’imprevisto, della deviazione dalla norma che fa scaturire l’interesse, la sollecitazione, l’avventura. Una vicenda dichiaratamente medioborghese come quella dei tre protagonisti del romanzo di Canobbio (nessuno di per sé dotato di una qualsiasi marca di eccezionalità, fascino, attrazione), si trasforma a poco a poco sotto gli occhi del lettore in una ricerca spasmodica che si interroga non tanto sul che cosa accadrà, ma su come ciò che non può non accadere possa presentarsi come una situazione nuova, inedita, radicalmente contingente. Gestito con perfetta padronanza dei tempi e delle voci narrative, Tre anni luce genera una continua suspence che coniuga mirabilmente libertà e necessità, vero e gratuito, piacere e conoscenza.



Valerio Magrelli, Geologia di un padre (Einaudi)
Valerio Magrelli è nato a Roma nel 1957. Traduttore e saggista, è ordinario di Letteratura francese all'Università di Cassino. Ha pubblicato Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980), Nature e venature (Mondadori, 1987), Esercizi di tipologia (Mondadori, 1992). Le tre raccolte, arricchite da versi successivi, sono poi confluite nel volume Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi 1996). Sempre per Einaudi sono usciti Didascalie per la lettura di un giornale (1999) e Disturbi del sistema binario (2006). Fra i suoi lavori critici, Profilo del dada (Lucarini 1990, Laterza 2006), La casa del pensiero. Introduzione all'opera di Joseph Joubert (Pacini 1995, 2006), Vedersi vedersi. Modelli e circuiti visivi nell'opera di Paul Valéry (Einaudi 2002, L'Harmattan 2005) e Nero sonetto solubile. Dieci autori riscrivono una poesia di Baudelaire (Laterza 2010). Ha diretto per Einaudi la serie trilingue della collana «Scrittori tradotti da scrittori». Tra i suoi lavori in prosa: Nel condominio di carne (Einaudi 2003), La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza 2009), Addio al calcio (Einaudi 2010), Il Sessantotto realizzato da Mediaset (Einaudi 2011), Geologia di un padre (Einaudi 2013). Nel 2002 l'Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana. Collabora alle pagine culturali di «Repubblica».
L'opera premiata - Ci sono libri che si scrivono per tutta la vita, magari senza saperlo. Valerio Magrelli ha raccolto per anni appunti e note sulla figura del padre, un insieme di tracce che attendeva di trovare forma. Dopo la morte del genitore, quei biglietti cominciano a strepitare: «sapevo che ogni voce era una gola che domandava cibo. Sapevo che ogni richiamo era come un filo, il bandolo canoro di un'infinita matassa di storie». Perché far brillare ciò che è accaduto - o ciò che si vorrebbe fosse accaduto - è il solo modo che abbiamo per vincere la morte.



La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - Geologia di un padre di Valerio Magrelli raccoglie i foglietti accumulati intorno a una figura che appare ora intima ora estranea, seguendo le tracce concrete di quella che a lungo può sembrare una funzione astratta e remota da ogni fisicità, fin quando, un giorno, lo specchio rivela nel volto i tratti di una sovrapposizione che non si immaginava. Che cos’è un padre? Da dove arriva il suo rapporto con noi? E che cosa succede quando da figli si diventa padri? Con pietà ma senza ipocrisie, Magrelli ricostruisce un esemplare racconto di “rapporto con l’altro” in ciò che ha di affine con noi e in ciò che ha di distante, e ci consegna con mano esatta il resoconto duro e sereno di un’inquietudine che ci riguarda tutti.



Walter Siti, Resistere non serve a niente (Rizzoli)
Walter Siti, originario di Modena, vive a Roma. Ha insegnato nelle università di Pisa, Cosenza e L’Aquila. È il curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini. Tra i suoi libri ricordiamo La magnifica merce (2004), Troppi paradisi (2006) e Il contagio (2008), di cui Il canto del diavolo è la naturale prosecuzione.
L’opera premiata - Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato.




La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - Walter Siti sa fare tutto quel che deve fare un romanziere realista “tradizionale”; ma in più è costretto ad adattare le sue singolari abilità a un contesto in cui lo statuto della mimesi è più che mai incerto e perfino paradossale. Il suo è infatti il realismo intellettualistico e oltranzista che si addice a un universo “virtualizzato”, dove la Realtà si riflette nei simulacri dell'Irreale per imitare se stessa. E' un realismo che si fa ossessione privata e insieme affilata teoria critica, ma senza rinunciare per questo ai modi di un'accanita e penetrante indagine sociologica. Anche in Resistere non serve a niente, la scrittura bulimica e vertiginosamente lucida del romanziere tocca vertici straordinari di virtuosismo mimetico, stenografando un inarrestabile small talk condito con gerghi tratti dai più diversi ambienti sociali. Ma ora, al centro di quel suo inconfondibile universo narrativo dove le borgate sfociano senza soluzione di continuità nel fasto romano di tv e sottogoverno, c'è soprattutto il mondo della finanza: un mondo in cui le sorti della mafia, ormai simile a una “holding del terziario avanzato”, non si distinguono più da quelle dell'economia legale. Siti ce lo racconta a occhi asciutti, con severa spietatezza, senza risarcimenti ironici o moralistici. E ci offre così una diagnosi narrativa finora ineguagliata, per credibilità e minuzia, sull'Occidente divorato dalla violenza perversa dell'astrazione e dalla cattiva infinità del denaro.

IL VINCITORE DEL PREMIO AUTORE STRANIERO



Péter Esterházy
Nato nel 1950 a Budapest, dove vive tuttora, Péter Esterházy ha al proprio attivo numerosi romanzi. In Italia sono apparsi I verbi ausiliari del cuore (e/o, 1985), La costruzione del nulla, e Lo sguardo della contessa Hahn-Hahn (Garzanti, rispettivamente 1992 e 1995), ma è con Harmonia Cælestis (Feltrinelli 2003) che ha riscosso un grandissimo successo internazionale. Sempre con questo romanzo, ha vinto il Premio ungherese per la Letteratura e il Premio Sándor Márai. Tra i suoi libri più recenti ricordiamo Verbale di polizia, scritto con Imre Kertész (Casagrande, 2007), Una donna (Feltrinelli, 2008) e Non c’è arte (Feltrinelli, 2012).



La motivazione espressa dal giudice monocratico Melania G. Mazzucco
Vita, famiglia, infanzia, politica, storia, calcio, corpo, sesso, arte, morte, letteratura: nella sua opera smisurata Péter Esterházy ha scritto di tutto questo. Cronaca, memoria, autobiografia, saga, parodia, racconto, teatro, romanzo: non c’è forma, genere, stile o tema che non abbia affrontato e rivisitato con la sua lingua barocca, umoristica ed esuberante. Ma la sperimentazione colta si accompagna all’insolenza giocosa, la citazione all’ironia e al disincanto. E alla fine, ciò che davvero trasmette la lettura dei suoi libri è la gioia. Di pensare, di vivere, di scrivere - ma anche di leggere. E di questa contagiosa libertà gli siamo profondamente grati.

IL VINCITORE DEL PREMIO MONDELLO CRITICA



Maurizio Bettini, Vertere. Un’antropologia della traduzione nella cultura antica (Einaudi)
Maurizio Bettini, saggista e scrittore, insegna Filologia classica all'Università di Siena. Tra i suoi libri: Il ritratto dell'amante (1992; 2008); Nascere. Storie di donne, donnole, madri ed eroi (1998), Le orecchie di Hermés (2000), Voci. Antropologia sonora del mondo antico (2008); Affari di Famiglia. La parentela nella cultura e nella letteratura antica (2009), Contro le radici (2011). Nella collana «Mythologica», che dirige presso Einaudi, ha pubblicato: Il mito di Elena (con C. Brillante, 2002), Il mito di Narciso (con E. Pellizer, 2003), Il mito di Edipo (con G. Guidorizzi, 2004), Il mito delle Sirene (con L. Spina, 2007), Il mito di Circe (con C. Franco, 2010). Nel 2012, sempre per Einaudi, ha pubblicato Vertere (PBE). Collabora regolarmente con «la Repubblica».
L’opera premiata - Il fatto è che i popoli e le culture, quando vogliono definire l'atto di tradurre da una lingua all'altra, pensano ciò in modi anche molto diversi fra loro: e soprattutto formulano questa nozione secondo paradigmi linguistici e culturali estremamente specifici, legati appunto alla cultura che li produce. Proprio per questo, limitarsi a tradurre le parole per "tradurre" con un semplice "tradurre" - il bisticcio è inevitabile - porta non solo a falsare il senso di queste singole parole ma, peggio ancora, a mistificare il contesto culturale in cui esse sono state generate.
La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - Con Vertere. Un’antropologia della traduzione nella cultura antica, Maurizio Bettini affronta un nodo cruciale della cultura scritta che ha conseguenze su altre forme del vivere, perché si mostra come un tratto fondamentale dei caratteri delle civiltà. Le varie tradizioni del tradurre mostrano che spostarsi da una lingua all’altra per incontrare testi e autori in una forma nuova e mutata è sì fatto tecnico, ma anche modo fondamentale dell’articolarsi del concetto stesso di “vivere civile” e dunque di “civile conversazione”. In un libro dotto, ma dall’erudizione che sa farsi suggestiva narrazione, Bettini dà una visione inquieta del mondo greco e latino, e sembra tacitamente alludere ai nostri tempi, sottofondo necessario dei suoi studi.

IL VINCITORE DEL PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA



Aldo Busi
Aldo Busi nasce a Montichiari, in provincia di Brescia, il 25 febbraio 1948. Tra il 1981 e il 1984 appaiono alcune sue traduzioni dall’inglese e dal tedesco: Mio padre e io di Joe Ackerley, I dolori del giovane Werther di J. Wolfgang Goethe, L’occasione di uccidere di Heimito von Doderer, Sonnambulismo di Meg Wolitzer. Tra i suoi esiti più alti, la versione in italiano moderno del Decamerone di Boccaccio, apparsa in due volumi tra il 1990 e il 1991, la traduzione di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll (1988) e quella per il teatro (1994) del dramma Intrigo e amore di Friedrich Schiller.
Seminario sulla gioventù, il romanzo d’esordio, esce nel 1984. Accolto tiepidamente dalla critica, riceve il premio Mondello opera prima e diventa nel giro di breve tempo un libro-feticcio venerato da generazioni di lettori, citato e plagiato dagli scrittori più giovani. Il clamore dell’esordio è bissato l’anno successivo con la pubblicazione di Vita standard di un venditore provvisorio di collant, che Busi aveva iniziato a scrivere nel 1979.
Nel 1989 il libro di prose narrative Sodomie in corpo 11 (1988) viene citato in giudizio per oscenità insieme al suo autore. Insieme con l’assoluzione, prevista, arriva l’investitura tutt’altro che scontata a personaggio televisivo dell’anno.
Negli anni Novanta Busi si conferma irriducibile al ruolo convenzionale e convenuto di scrittore. La sua partecipazione alla vita civile e culturale italiana si caratterizza per un’energia e una fisionomia inconfondibili. Innumerevoli sono le sedi in cui Busi viene chiamato o si chiama a intervenire.
Incide un disco (Pazza, 1990) interpretando nove canzoni da lui scritte. Dirige una collana di classici della letteratura, “I classici classici”, per l’editore Frassinelli. Recita alla radio la sua traduzione di Alice nel paese delle meraviglie facendo le voci di tutti i personaggi. Introduce i cataloghi di pittori e artisti celebri o destinati a diventarlo grazie al suo patronage. Scopre e promuove i testi di scrittori di talento (Carmen Covito, Alessandro Barbero).
Tanto fervore d’attività si riflette nella bibliografia busiana, dove accanto ai romanzi trovano posto: un’opera teatrale illustrata a fumetti (la commedia Pâté d’homme, 1989), una sceneggiatura cinematografica (La vergine Alatiel, 1996), una fiaba (Madre Asdrubala, 1995), testi di canzoni (L’amore trasparente, 1997), breviari laici a istruzione ed edificazione di categorie sociali aspiranti a migliorarsi (dal Manuale del perfetto Gentilomo, 1992, al Manuale del perfetto Single, 2002), libri di viaggio (da Altri abusi, 1989, a E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno?, 2004). Attualmente Busi continua a mantenere la residenza a Montichiari.
Il suo ultimo libro, El especialista de Barcelona, è uscito il 13 Novembre 2012.

La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - Col premio alla carriera ad Aldo Busi, la giuria intende offrire un ammirato riconoscimento a un percorso artistico ormai più che trentennale, dotato di una coerenza e di una riconoscibilità di cui si hanno pochi esempi. Coraggiosa innovazione tematica, sfrenata invenzione linguistica, impegno civile, orgoglioso isolamento dalla spesso paludosa società letteraria italiana, hanno fatto di Busi uno dei valori, non soltanto letterari, più indispensabili di questi anni. Una promessa mantenuta – e non era facile – dai tempi del folgorante esordio con Seminario sulla gioventù, che non ha caso ricevette nel 1984 il Premio Mondello Opera Prima, all’ultimo, perfettamente fedele e perfettamente imprevedibile El especialista de Barcelona. Chi premia Busi onora se stesso prima ancora che lui.

IL VINCITORE DEL PREMIO SPECIALE PER LA NARRATIVA DI VIAGGIO



Marina Valensise, Il sole sorge a sud (Einaudi)
Marina Valensise lavora al Foglio dal 1996, anno della sua fondazione. Ha scritto per Panorama, Il Giornale, Io Donna, il settimanale A, e Vanity Fair. E’ stata fra gli autori di Terra!, il settimanale del Tg5, e ha seguito da Parigi, come corrispondente del Tg5 e del Foglio, la campagna per le presidenziali. Ha pubblicato un libro, “Sarkozy, la lezione francese”, (Mondadori) uscito nel luglio 2007 e arrivato alla terza ristampa. Ha una formazione da storico. Dopo la laurea alla Sapienza, tesi in letteratura francese con Giovanni Macchia, ha preso un dottorato all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, diretto da François Furet. Specialista della monarchia assoluta, si è occupata di regalità di antico regime, di storia del liberalismo e in generale della cultura politica europea. Ha curato varie antologie di saggi; ha anche tradotto e curato l’edizione italiana delle ultime operei di François Furet, fra le quali “Il passato di un’illusione” 1995, “Gli occhi della storia” 2001, pubblicati da Mondadori, le “Le due rivoluzioni”, Utet 2002. Dal giugno 1992 al maggio 1994 è stata a capo della Segreteria particolare del Ministro per i Beni Culturali Alberto Ronchey. Socio dell'Aspen Institute, fa parte del comitato editoriale della rivista Aspenia. E’ oggi direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi.
L’opera premiata - La scoperta di un altro Sud. Le ragioni per le quali non possiamo pensare l'Italia senza il Sud, salvo amputarci una parte essenziale del nostro immaginario, delle nostre radici, della nostra storia Sospeso tra lo stupore e l'ironia il viaggio è il racconto, attraverso personaggi e luoghi, del lassismo politico, del fatalismo dell'irrimediabile, dell'indolenza culturale ma anche la Palermo che ha cacciato il noto critico Philippe Daverio consulente del sindaco Cammarata, la Catania dove una stilista di grido, conosciuta in tutto il mondo, si è assunta l'onere di rilanciare la città come assessore alla cultura, la Puglia di Nicola Lagioia... Da Pompei a Taranto, da Cosenza a Ragusa la questione meridionale come chiave per capire tutto quanto avviene in Italia.



La motivazione espressa dal Comitato di Selezione - Ormai da tempo, in Italia si è imposta la moda dei romanzi-reportage. Di solito si tratta di libri che non sono in realtà né romanzi né reportage: libri in cui la trama narrativa fa da alibi alla retorica sociologizzante, mentre il ricatto della “ripresa dal vero” fa viceversa da alibi alla corrività della fiction. Con Il sole sorge a sud, Marina Valensise ci offre un ottimo antidoto a questa deriva. Nel suo reportage, alcune indubbie doti di narratrice vengono intelligentemente messe al servizio di un giornalismo d'inchiesta rigoroso e al tempo stesso assai brioso. E la riuscita di questa operazione è tanto più significativa in quanto il tema scelto, ossia il viaggio nelle regioni del nostro sud, invita come pochi altri alla retorica. Senza mai cadervi, la Valensise si muove con brillante disinvoltura tra la nota glamour e lo spietato affresco socioculturale, tra l'indagine di costume e il resoconto dei retroscena politici, tra le zoomate sulla più sintomatica realtà produttiva e le citazioni dalla grande letteratura meridionalistica. Ne esce un ritratto insieme umoristico e appassionato dell'Italia che sta tra Palermo e Napoli: un ritratto che è anche una mappa puntuale e suggestiva delle semisconosciute linee di frattura che dividono al loro interno la Sicilia e la Calabria, la Basilicata, la Puglia e la Campania.

Tutte le informazioni sul Premio Letterario Internazionale Mondello sul sito www.premiomondello.it

17/05/2013

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