Tradizioni La Pasqua - Il festino - La Luminaria - La sagra della spiga
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Tra sacro e profano - Il Natale in Sicilia


Il Natale vissuto
Il mito 
I segni 

Il Natale rappresentato
La letteratura popolare 
Le immagini e i suoni 
 I nostri Natali perduti
   di Vincenzo Consolo


 Un po' di storia

 Ricette di Natale


Dov'è il neonato re dei Giudei?
Poiché abbiamo visto la sua stella in oriente
e siamo venuti ad adorarlo.


Vangelo secondo Matteo 2,2



La Natività; dipinto di Giotto

Il Natale in Sicilia, oltre a conservare i tratti delle feste religiose (celebrazioni nelle chiese, novene notturne, allestimento dei tradizionali presepi) esprime la sua vitalità di festa del fuoco soprattutto nei centri montani, dove, nella notte del 24, Luminari e zucchi (cioè i tradizionali falò) vengono accesi quasi a riscaldare il Bambin Gesù.
In alcune zone quest'uso è accompagnato dai suoni e dai canti degli zampognari che attendono la messa notturna insieme con chi, curioso o devoto, si è operato per costruire la grande catasta di legna da ardere.
Abbondanti libagioni sono consumate durante la veglia fino all'alba, mentre gruppi di giovani provvedono ad organizzare grandi grigliate di carne con le stesse braci dei falò.
Nella provincia di Caltanissetta sono diverse le zone dove vengono allestiti presepi di varie dimensioni o viventi. Gli amanti delle figuredde si adoperano per rispolverare le antiche produzioni artigianali che rappresentano il lavoro della cultura agropastorale siciliana.

A Caltagirone, ogni anno, dai primi giorni del mese, si rinnova la mostra del presepe nelle sue varie forme.
Nella provincia di Palermo, sulle Madonie, si continuano ad accendere luminarie la sera della vigilia di Natale; questa tradizione si ripete, ad esempio, a Isnello e a Collesano.
In passato il crepitio dei falò era accompagnato dalle note delle ciaramedde (strumenti a fiato) che venivano suonate dai cosiddetti ciaramiddari: a differenza dei cantastorie, questi ultimi eseguivano la novena davanti a piccoli altari sui quali veniva allestito il presepe, alla base di una rappresentazione della Sacra Famiglia.

Si era soliti addobbare l'altarino con alloro, agrumi e fiori illuminandolo con le fiammelle di nove candele.
Secondo quanto riporta Pitrè in "Spettacoli e feste" la tradizione delle novene natalizie celebrava i nove giorni che precedevano quello della nascita di Gesù Bambino.
Le ninnaredde venivano intonate dai cantastorie girovagando per le case dei paesi, fin dal 1867: "…molti palermitani ricorderanno ancora il piacere sentito in quella specie di dormiveglia, quando svegliati da un dolce suono si rimane incerti della realtà di esso"
Il cambiamento naturale che le tradizioni hanno conosciuto nel tempo, ha fatto sì che alcuni usi si perdessero; tuttavia, ancora oggi vige l'uso di allestire il presepe.