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Cronaca


La deposizione di Berlusconi "non è indispensabile né decisiva"



Processo Dell'Utri: La Corte di Appello di Palermo ha rigettato la richiesta del Pg Luigi Patronaggio
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Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi non sono ''né indispensabili né decisive'' ai fini della sentenza nei confronti del senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa dopo il rinvio della Cassazione che aveva annullato la precedente condanna a 7 anni, e per questo la Corte di Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti, ha rigettato nell'udienza di questa mattina la richiesta del procuratore generale Luigi Patronaggio di convocare l'ex premier come testimone.
I giudici hanno respinto quasi in blocco le richieste dell'accusa, e hanno ammesso come teste soltanto il bancario Giovanni Scilabra, il quale ha riferito che nel 1986 Marcello Dell'Utri e l'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, andarono a trovarlo nel suo ufficio per discutere di prestiti. Scilabra sarà sentito nella prossima udienza, fissata per il tre ottobre. L'episodio riferito da Scilabra è del 1986. Dell'Utri, che oggi non era presente in aula, lo ha sempre negato e ha sporto querela contro il bancario. Il processo è attualmente pendente davanti al Tribunale civile di Roma.



La Corte, nel rigettare le richieste del Pg, ha spiegato che il processo, come disposto dalla Cassazione nel rinvio degli atti dopo l'annullamento della condanna di Dell'Utri, deve soffermarsi soltanto sul periodo compreso tra il il 1978 e il 1982.
Il procuratore Patronaggio aveva ricordato che Berlusconi era stato citato già nel primo processo ma essendo all'epoca indagato di reato connesso aveva potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, e aveva argomentato che se nuovamente convocato, come testimone, non avrebbe potuto sottrarsi alle domande. Per i giudici, però, dall'ex primo ministro non potrebbero in ogni caso venire elementi di rilievo e pertanto è inutile citarlo.
Tra le richieste respinte dalla Corte, anche quella di convocare il pentito Giovanni Brusca perché parlasse della trattativa Stato-mafia. I giudici, che hanno sottolineato come su questo punto le dichiarazioni del collaboratore siano apparse contraddittorie, hanno disposto di acquisire i verbali di Brusca limitatamente alle parti relative alle estorsioni ai danni di Berlusconi. No anche alla citazione dei boss di Brancaccio, Giuseppe e Filippo Graviano, e del pentito Stefano Lo Verso.



"L'ordinanza della Corte si è molto attenuta ai criteri della Cassazione e ha delimitato moltissimo l'oggetto della prova. Incombe il pericolo della prescrizione specie se risulterà l'interruzione della condotta ascritta a Dell'Utri" ha detto il procuratore generale Patronaggio, commentando la decisione della Corte di appello.
"L'ordinanza della Corte d'Appello è equilibrata e mirata a chiarire i problemi sollevati dalla Corte di Cassazione", dice l'avvocato Giuseppe Di Peri, difensore del senatore Dell'Utri.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Repubblica.it]

25/07/12


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