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"L'età dell'oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo". Villa Zito, Palermo

Un'esposizione che mette in mostra opere, collezionismo e contesti per l'oreficeria contemporanea

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Quando
da venerdì 19 dicembre a domenica 24 maggio 2026

Fino al 24 maggio 2026, nelle sale di Villa Zito, sede museale della Fondazione Sicilia a Palermo, sarà possibile visitare la mostra "L'ETÀ DELL'ORO. IL GIOIELLO SICILIANO TRA XVII E XIX SECOLO. OPERE, COLLEZIONISMO E CONTESTI PER L'OREFICERIA CONTEMPORANEA", curata da Sergio Intorre e Roberta Cruciata.

Foto di Mike Palazzotto
Foto di Mike Palazzotto

In esposizione, esemplari dal Seicento all'Ottocento, la maggior parte dei quali provenienti da una collezione privata siciliana, realizzati dalle maestranze degli orafi dell'Isola, tutti dallo stile inconfondibile, ma che presentano i marchi soltanto dalla seconda metà del Settecento.

Da sinistra: Orafo siciliano della prima metà del XVII secolo, pendente con aquila e Cupido, oro, smalti, gemme e perle, Trapani, Museo Regionale Agostino Pepoli | Orafo messinese spagnoleggiante, ante 1659, pendente di confrate, oro, smalti e gemme, Trapani, Museo Regionale Agostino Pepoli | Orafo siciliano, ante 1647, pendente dell'ordine di San Giacomo della spada, oro, smalti e gemme, Trapani, Museo Regionale Agostino Pepoli

Saranno presenti, inoltre, a titolo di raffronto, opere da Musei siciliani come la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e il Tesoro della Cattedrale di Palermo, il Museo Regionale "Agostino Pepoli" di Trapani, il Museo Diocesano di Monreale, l'Eparchia di Piana degli Albanesi, il Tesoro della chiesa di Santa Maria a Randazzo, il Tesoro di Santa Venera ad Acireale e altre collezioni private siciliane, come quella degli orafi Fecarotta di Palermo.

Michele Laudicina (attr.) maestranze orafe trapanesi del XIX secolo, parure, oro, smalti blu e conchiglia, Collezione privata

"La mostra - spiega Sergio Intorre, curatore insieme a Roberta Cruciata - si concentra sul collezionismo privato di oreficeria siciliana del Novecento, che ha reso gli esemplari esposti particolarmente significativi, oggetto di un rinnovato interesse culturale e artistico. Questo ci ha offerto la possibilità di considerare queste opere da una prospettiva storica focalizzata sullo sviluppo dell'arte orafa nell'Isola in Età Moderna. La presenza in mostra anche di opere realizzate da orafi contemporanei consente uno sguardo su elementi di continuità che possono essere individuati tra l'oreficeria storica e quella odierna".

Orafo siciliano degli inizi del XVII secolo, collana, oro, smalti e diamanti, Collezione privata

Il percorso espositivo, organizzato sulla base di criteri cronologici e tipologici con un allestimento curato dall'Arch. Barbara Rappa, mette in evidenza come l'oreficeria siciliana si leghi a quella spagnola tra XVI e XVII secolo per poi subire l'influsso, a partire dal Settecento, di quella francese, pur distinguendosi sempre per caratteristiche proprie ed originali. Il gioiello siciliano, infatti, si caratterizza per la ricchezza della policromia e la fantasiosa varietà delle forme, oltre che per alcune peculiarità tipiche della produzione dell'Isola, che verranno messe in evidenza lungo il percorso espositivo.

Da sinistra: Orafo siciliano della seconda metà del XVIII secolo, pendente, oro, gemme e perle, Collezione privata | Orafo siciliano della seconda metà del XVIII secolo, pendente, oro, gemme e perle, Collezione privata | Orafo trapanese della fine del XVI-inizi del XVII secolo, pendente, oro, corallo, smalti e perle, Collezione privata

"Non si tratta meramente di una mostra di preziosi gioielli, ma di un affascinante viaggio lungo più di quattro secoli attraverso l'anima più autentica della Sicilia. Ogni singola opera - conclude Roberta Cruciata - è espressione di fantasiosa creatività, di maestria tecnica, di amore per la propria terra e i suoi materiali, di meticolosa attenzione per i dettagli, di costante apertura culturale, di bellezza senza tempo. Gioielli in grado di fondere plurime influenze in un linguaggio unico: gioielli di Sicilia".

Orafo siciliano della metà del XVII secolo, collana, oro, smalti, smeraldi e perle, Collezione privata

Lo sviluppo di stili e tecniche è sottolineato da un dettagliato apparato didattico costituito da pannelli e supporti multimediali, che propone, oltre ad un ricco corredo di immagini e a brevi testi esplicativi, anche confronti con riproduzioni di disegni preparatori di gioielli spagnoli e francesi dell'epoca, riferimenti alle principali tecniche di lavorazione dei materiali preziosi nel tempo e contenuti orientati alla storia delle principali collezioni di oreficeria siciliana.

Foto di Mike Palazzotto
Foto di Mike Palazzotto

La mostra è arricchita da un'installazione multimediale che permette ai visitatori di immergersi tra le immagini dei gioielli esposti. Fa parte del percorso espositivo anche uno spazio dedicato ad una selezione di orafi siciliani contemporanei, che esporranno a rotazione le loro creazioni a diretto confronto con quelle del passato, con il supporto di contenuti video.

Orafo trapanese seguace di Fra Matteo Bavera, inizio del XVII secolo, bracciali, oro, smalti, corallo e gemme, Trapani, Museo Regionale Agostino Pepoli

La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Sicilia, con il Patrocinio della Regione Siciliana - Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, in collaborazione con Sicily Art and Culture s.r.l. a Socio Unico, Banca del Fucino (Main Sponsor), Civita Sicilia e Teatro Massimo.

INFO
Orari di visita: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00 ultimo ingresso alle 17:00 
Lunedì chiuso
Chiuso il 25 dicembre 2025 e 1° gennaio 2026.
Apertura straordinaria lunedì 5 gennaio 2026 dalle 10.00 alle 18.00 (ultimo ingresso alle 17.00)

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