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Aches and Shame - Dolori e Vergogna

Scandaglia nelle sue profondità le problematiche e le interferenze sociali che attraversano il nostro tempo

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Quando
da venerdì 01 ottobre a lunedì 01 novembre 2021

Aches and Shame è il nuovo progetto espositivio di Spazio Rivoluzione (Piazza della Rivoluzione, 9 - Palermo) curato da Adalberto Abbate. Aches and shame/ Dolori e vergogna scandaglia nelle sue profondità le problematiche e le interferenze sociali che attraversano il nostro tempo, ferito, corrotto e irriducibilmente carico di dolore. Video, foto, installazioni e perfino un audio recuperato da una vecchia segreteria telefonica descrivono un’umanità rotta, spezzata dal suo interno, che getta un urlo al di fuori della propria pelle.

Orari: fino all'1 novembre, tutti i giovedi dalle 18 alle 20 o su prenotazione su instagram spazio rivoluzione 1 ottobre dalle 19 alle 21, 2 ottobre dalle 10:30 alle 12:50, 3 ottobre dalle 10:30 alle 12:50, in occasione della manifestazione Palermo Art Week End.

A denti stretti, dolore e vergogna raccontano di un dramma vissuto, di un’esperienza intima che trova riflesso in uno stato universalmente condiviso di sofferenza, disgusto e rabbia. Nelle donne velate di Regina José Galindo, monumenti viventi contro l’oppressione e la violenza, la vulnerabilità del corpo femminile coesiste con un anelito di resistenza. Presenze silenti, potenti, materializzano l’orrore dei numerosi femminicidi perpetrati in Germania, come in tutta Europa e nel resto del mondo; crimini spesso invisibili che faticano ad avere giustizia e adeguato riscatto.

Costretti a subire l’errore dell’altro, avvertiamo un profondo senso di abbandono, talvolta di impotenza, che alimenta ossessioni e fragilità. Nelle lacrime di Urs Lüthi si palesa la scissione tra il sé e la necessità di rappresentare un altro da sé, in un bilancio esistenziale drammatico e difficilmente curabile. L’essere immersi una società giudicante, che pesa azioni e scelte, attiva infatti debolezze difficili da sanare. Il giudizio genera vergogna; la vergogna, senso di solitudine e di mancata appartenenza. Da questa instabilità nascono angoscia e incertezza, ma anche un forte desiderio di riscatto. Nell’uso icastico della parola di Paolo Canevari e di Mario Consiglio c’è forse la ricerca di una risoluzione, di un solco tracciato, di un punto stabile ma inevitabilmente cinico dal quale partire.

Quale sia la strada, non ci abbandona un senso di radicata inquietudine. Un resto umano che penzola da una manica di una profumata pelliccia (Adalberto Abbate), lo sguardo straniante e un po’ demoniaco di due ragazzi nel giorno della loro comunione (Diego Moreno) e la voce dell'anziano padre registrata nella segreteria telefonica del figlio Doriano (Federico Lupo) sono frammenti di umanità residua, vulnerabile, commovente e tenera ma per niente confortante.

INFO GREEN PASS
Dal 6 agosto, ai sensi dell’articolo 3 del d.l. 23 luglio 2021 n. 105, l'accesso alla mostra sarà consentito secondo una di queste modalità:
1. Test molecolare o antigenico rapido negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l'ingresso
2. Prima dose di vaccino
3. Ciclo vaccinale completo
4. Certificato che attesti di essere guariti dal covid-19 negli ultimi 6 mesi
Sono esenti i minori di 12 anni e coloro che abbiano una idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della salute
Sarà obbligatorio munirsi di mascherina e rispettare il distanziamento sociale
La mostra sarà realizzata nel rispetto delle vigenti disposizioni sanitarie: in assoluta sicurezza, posti numerati su pianta e biglietti nominali.

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