Come se fosse ieri, di Marco Cazzato

L'eclettico illustratore italiano che non ama lasciarsi incastrare in nette definizioni.

Quando
da sabato 07 luglio a domenica 22 luglio 2018
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  • Dove - Museo D'Arte Contemporanea Renato Guttuso  - Villa Cattolica (Via Consolare 9 - Bagheria)
  • Quando - dal 7 al 22 luglio 2018
  • Orari - dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle 17.00 e dal 18 al 22 luglio dalle ore 9.00 alle 24.00
  • Contatti - Tel. +39 091943902 - F ax +39 091933315
  • Info - www.museoguttuso.itvillacattolica@tiscali.it
  • Curatori - Giulia Calì


Come se fosse ieri è un istante nostalgico in cui i cimeli del passato si rivestono di nuovi significati, è lo sguardo che si proietta in una vecchia fotografia e che fa sospirare: “Io questo me lo ricordo come se fosse ieri”.

La mostra è interamente dedicata al percorso artistico di Marco Cazzato, l’eclettico illustratore italiano che non ama lasciarsi incastrare in nette definizioni. Cazzato attraversa magistralmente il terreno inesplorato della mente umana trasformandolo in un mondo a volte surreale, altre metafisico. Le sue illustrazioni si configurano come associazioni impossibili nella realtà, che però si trovano sempre in uno spazio intermedio tra il credibile e l’incredibile, in un intervallo di tempo in cui la mente umana gioca con i nostri ricordi, falsandoli e restituendoli in forme sempre nuove. L’elemento reale non manca mai, ma sempre seguito dall’incredibile. Il luogo del “se” è il posto dove Cazzato ha accuratamente nascosto i suoi ricordi. Così come le sue figure riemergono dai supporti precedentemente dipinti di nero, così i ricordi riaffiorano in un istante in cui tutto sembrava dimenticato, imperscrutabili frammenti di una attitudine inquieta.

Il nucleo centrale della mostra ruota intorno ad Album (2016), il suo ultimo silent book, in cui le illustrazioni prendono vita dai ricordi di vecchie fotografie in bianco e nero trovate nei mercatini d’antiquariato e raccolte per anni in piccole scatole. Negli interstizi del suo linguaggio figurano infatti immagini quotidiane, le classiche fotografie da album di famiglia, mera testimonianza di un vissuto, eppure in tutte le sue illustrazioni si interpone sempre un elemento incomprensibile, un vuoto colmato da un disturbo che procura incertezza, un salto nel buio dentro una dimensione spaziotemporale che così come inquieta, in egual modo affascina. Cazzato rende visibili e percepibili gli intervalli del pensiero che ci rendono umani, tira fuori dalle sue tavole nere immagini che nella realtà non esistono, perché i ricordi non sono mai autentici bensì sempre falsati dalla percezione di quell’attimo già vissuto. 

La mostra è ospitata e organizzata da Animaphix International Animated Film Festival, il primo festival di cinema di animazione in Sicilia che, per la sua quarta edizione, avrà luogo dal 18 al 22 luglio 2018 presso Villa Cattolica - Museo Guttuso a Bagheria (PA). Il festival prosegue il suo percorso verso nuove visioni, nuove prospettive di un cinema d’animazione inatteso e coinvolgente, esplorando non solo le produzioni più tradizionali, ma anche le sperimentazioni tecnologiche, offrendo così un’ampia panoramica sulle varie declinazioni del settore dell’animazione mondiale. Un festival culturale, non solo cinematografico, che ancora una volta sancisce il dialogo dell'arte del '900 con le forme espressive contemporanee.

La grande novità di quest’anno, infatti, è rappresentata dalle mostre di arte contemporanea e di illustrazione all’interno del festival Insieme alle altre opere di Cazzato sarà esposto il manifesto della IV edizione di Animaphix realizzato dallo stesso illustratore che con tratti essenziali e diretti è in grado di evocare un’orchestra di suggestioni e bellezza. La danza fra donne rievoca un passato carico di fascino, in linea con il mondo visionario e nostalgico dell'autore. Un'idea di festa, di condivisione e di unione, e allo stesso tempo l'attaccamento a un ricordo che pone le sue radici in Sicilia, terra di tradizioni in cui si intrecciano storie già raccontate e altre ancora da raccontare, in un futuro ancora pieno di speranza in cui la condivisione culturale è elemento primario.

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