Francesco Patanè (1902 - 1980). Opere "L'antologica"

Una "singolare" antologica dell'artista di Acireale alla Galleria Credito Siciliano

Quando
da sabato 29 giugno a domenica 01 settembre 2019
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La singolare antologica (dal 29 giugno - 1 settembre 2019, alla Galleria Credito Siciliano) di un artista così prolifico, qual è stato Francesco Patanè, narra la sua attività attraverso una miriade di lavori, dopo un'accurata selezione che mette in mostra più di 300 opere tra tele, carte, disegni, cartoni da spolvero e i relativi affreschi a tema sacro (quest'ultimi fruibili nelle chiese inserite nell'itinerario) oltre a caricature dal sapore parigino. Tutto ciò a testimonianza della sua versatilità e capacità di saper affrontare diversi generi artistici e piegarli alle proprie esigenze.

Autoritratti di Francesco Patanè degli anni 20, 30 e 40

La vasta produzione di Patanè mette in risalto quella che è stata la situazione artistica siciliana della prima metà del XX secolo, suggerendo l'occasione per una lettura e storicizzazione delle vicende di un pittore che tra gli anni venti e trenta ha subito delle influenze legate al clima nazionale ma che fino alla seconda metà del XX secolo ha evidenziato un atteggiamento rivolto alla figurazione a scopo narrativo.

La sua prima formazione è sicuramente attenta agli insegnamenti accademici così come alle suggestioni formali provenienti dal clima "novecentesco" e da un accento vagamente "purista", filtrate a volte da un certo lirismo o da tensioni espressioniste che non disattendono però un personale modo espressivo.

Autocaricatura con il Prof. Gregorietti, 1924, inchiostro e acquerello su carta

In Sicilia si individua intorno agli anni Venti un antagonismo innovativo e di frattura con la locale tradizione ottocentesca - che nel naturalismo di Lojacono vede il suo maggiore esponente -  grazie al linguaggio futurista di Rizzo e al superamento poi in chiave "purista", guardando ai modelli di Carrà e in particolare di Casorati che permetteranno di approdare a risultati formali che vertono verso una rigidità d'ascendenza "metafisica".

Natura morta con testa di putto e candelabro, olio su tavola

Anche Francesco Patanè fa suoi gli echi di questi movimenti e, sull'intenzione di una solida costruttività delle proporzioni figurative e di una certa plasticità di matrice "novecentista", trova soluzioni compositive che ricalcano, in buona misura, quella che era la situazione siciliana fine anni Venti/primi anni Trenta, in cui veniva a determinarsi un clima di varie convergenze espressive che andavano da un consistente plasticismo a costruzioni evocative dell’immagine fino ad inquietudini espressioniste.

Acireale, paesaggio urbano, olio su tela

Patanè, comunque, nella sua fervente produzione non si discosterà mai pienamente da un "classicismo" e da una obbligazione descrittiva naturalistica. Sia nei dipinti di figura che di paesaggi egli ripercorre unìesperienza di lirica compostezza rappresentativa declinata, negli anni, in una sfera sentimentale e domestica dove emerge una dimensione di pura e semplice intimità. Il suo impegno oscilla tra figurazioni dai toni lirici in ritratti, a volte, fuori del tempo, e descrizioni paesaggistiche e di scene di vita.
 
INFO             
Galleria Credito Siciliano - Piazza Duomo, 12 - Acireale

Orari e ingressi
Da mercoledì a domenica 16.00 / 20.00 - chiuso lunedì, martedì e 15 agosto
INGRESSO LIBERO

- www.creval.it

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