Il Labirinto della Memoria, di Mario Casissa

L'antologica ripercorre l'opera dell'artista poliedrico e cosmopolita, dalle prime opere degli anni ‘60 alle ultime del 2007

Quando
da sabato 12 maggio a domenica 04 novembre 2018
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Presso il Museo San Rocco (Via Antonio Turretta, 12 - Trapani)  è in esposizione Il labirinto della memoria, l'Antologica di Mario Cassisa, a cura di Rita Ernst e Enzo Fiammetta. Promossa da Fondazione Orestiadi e Museo San Rocco, con il sostegno di BG Zurlinden (Zurigo).

Date e Orari: 
dal 12 maggio al 4 novembre 2018. Da mercoledì a sabato dalle ore 17.00/20.00. Ingresso libero. 

L'antologica ripercorre l'opera di Mario Cassisa, artista poliedrico e cosmopolita, dalle prime opere degli anni ‘60 alle ultime del 2007, realizzate a Trapani dove decide di ritirarsi dopo gli anni  del suo essere cittadino del mondo. La mostra è realizzata dalla Fondazione Orestiadi in collaborazione con il Museo d’ arte contemporanea  - Centro Culturale – Oratorio San Rocco di Trapani, con il sostegno della Cooperativa svizzera BG Zurlinden.

Il percorso espositivo propone oltre alle pitture anche i suoi biblio quadri, i libri d’artista e le sculture in bronzo. In una delle stanze del Museo di San Rocco sarà riproposto parte del suo studio. Il criterio espositivo delle opere in mostra è cronologico, come pure quello delle sculture, dei fantastici biblio quadri, e dei libri d‘artista. La mostra e il catalogo giungono alla fine di un certosino lavoro di catalogazione e inventariazione della produzione artistica di Mario Cassisa, operata da Serena Kiefer e Rita Ernst, grazie al contributo di BG Zurlinden (Zurigo).

L’opera di Mario Cassisa, che è strettamente legata al tentativo di oltrepassare i confini e dissolvere le categorie artistiche, difficilmente si colloca in schemi prestabiliti. La  mostra, come scrive in catalogo Fabio De Chirico , è un’occasione importante per guardare alla produzione dell’artista nell’insieme e offre una opportunità per ripensare a questi lavori con una visione inedita, nell’intento di restituire la figura e l’opera di un artista rimasto ai bordi, ma che non finisce di stupire e di affascinare per l’infinita varietà dei racconti che riesce ad evocare, che riesce ad emozionare senza lasciare spazio a ogni sorta di ambiguità, perché è riuscito pienamente nell’istanza di far confluire la sua vita nelle opere, poetiche testimoni al di là del tempo.

La mostra è corredata da un catalogo a cura di Rita Ernst, che raccoglie oltre che una selezione delle immagini delle opere, delle sculture gli interventi di Rita Ernst, Liborio Palmeri, Peppe Occhipinti, Guido Magnaguagno, Leo Russo, Fabio De Chirico, Claudia Keller,  Enzo Fiammetta.

Mario Cassisa nasce a Palermo il 1 agosto 1929. Nel 1952 terminati gli studi liceali, parte per l’America, dove si offre volontario per il servizio militare ed ottiene la cittadinanza statunitense. Inizia il servizio come recluta a Camp Gordon in Georgia, Stati Uniti, nel 1952. Seguono due anni di servizio militare in Corea ed in Giappone, dal 1953 al 1955. In Giappone Mario Cassisa studia arte orientale ed è qui che le sue prime opere prendono vita. La sua ricerca di metodo ed espressività comincia però nel 1956 quando incontra l’artista americano Mark Tobey.  Finito il servizio militare si trasferisce a Seattle, dove si  iscrive all’Università e si diploma in arredamento. Iniziando a lavorare come vetrinista  e arredatore in un grande negozio. Nel 1957 avvia la sua produzione artistica nel suo studio a San Francisco, città in cui rimarrà fino al 1964. Dal 1965 al 1968 vive a Roma dove apre uno studio in via della Purificazione.

I numerosi viaggi tra Italia e America sono intervallati da soggiorni in Messico, nel 1966, alle Isole Hawaii ed in Francia nel 1971. Ed è proprio in Francia che, affascinato dal fermento artistico-culturale, fonda il movimento «Sintesi XXI Secolo». Durante la sua permanenza a Parigi dal 1988 al 1990, affronterà l’ostilità di molti. Sfidando la critica decide di affittare un salone nel famoso Hotel Drouot: in un solo pomeriggio del 1988 vengono acquistate in una vendita all’asta 110 sue opere.  Ma nel contempo, inevitabilmente provato nel fisico, Mario decide di rientrare in Sicilia e  nel 1990 di trasferirsi a Trapani dove trasforma un locale nel centro storico in studio-abitazione. Nella sua «officina» riprende a lavorare con grande energia a dispetto delle sue condizioni di salute, fino agli ultimi giorni della sua vita, preparando la “sua” mostra invitato dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina.

Di lui tra i tanti che hanno scritto della sua opera ricordiamo Leonardo Sciascia che ebbe per lui parole di stima e affetto in una lettera di ringraziamento spedita dopo una visita ad una sua mostra in una galleria di Palermo nel 1974. Sue opere sono conservate al Museo delle Trame Mediterranee di  Gibellina, al Museo d’arte contemporanea – Centro Culturale Oratorio San Rocco di Trapani e in Svizzera nella collezione Bosshard e presso il Kunstmuseum Thurgau.

Info
Istituto di Alta Cultura Fondazione Orestiadi Onlus
Tel. 092467844
info@orestiadi.it

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