Il Ritratto nel Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano

Riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli, dal '400 di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo

Quando
da sabato 10 agosto a domenica 10 novembre 2019
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Presso il Museo Pepoli di Trapani (Via Conte Agostino Pepoli, 180) è in esposizione "Il ritratto del Novecento. Capolavori dai Musei Civici di Milano", un'ampia riflessione sul tema del ritratto nel corso dei secoli. Dal '400 di Antonello da Messina ai maestri del XX secolo, provenienti dalle collezioni dei Musei Civici Milanesi. Autori: Giorgio De Chirico, Giacomo Balla, Mario Sironi, Pablo Picasso, Amedeo Modigliani, Umberto Boccioni, Antonio Donghi, Corrado Cagli. Curatori: Anna Maria Montaldo, Evelina De Castro

Orari: da Martedì a Sabato dalle ore 9.00 alle 17.30. Domenica dalle ore 9.00 alle 12.30. Chiuso Lunedì. In esposizione fino al 10 Novembre. 

I protagonisti del secolo scorso, da Boccioni a Modigliani da Martini a Marini, avviano un ideale e virtuale colloquio con l’opera del Laurana, capolavoro dei musei siciliani. Un filo rosso, impalpabile, che cuce insieme i secoli e le figure che, ciascuno a suo modo, ha affrontato il modus del ritratto, diverso da sé, incline al racconto per particolari, padrone di uno sguardo che ora scompone, ora ricompone. Sia esso una sperimentazione di Modigliani o l’intenso autoritratto di Fausto Pirandello o ancora il calco in gesso di un busto del Gagini. Nasce dalla collaborazione tra istituzioni e musei della Regione Siciliana e del Comune di Milano, con il supporto di MondoMostre Skira.

Si tratta di un progetto nato da tempo, uno scambio di intenti che è cresciuto in occasione delle mostre costruite e dedicate ad Antonello da Messina, che ha visto l’Annunciata, parte della collezione dell’Abatellis, in colloquio diretto con le altre opere del grande pittore. Una mostra che ha avuto un grandissimo riscontro di pubblico prima a Palermo, poi a Palazzo Reale, a Milano. Progetto di collaborazione voluto dall’assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, scomparso nel disastro aereo in Eritrea nella scorsa primavera. A lui oggi è dedicato. 

La mostra racchiude undici capolavori dal Museo del Novecento e dalla GAM di Milano. Opere che segnano un itinerario tracciato da grandi personalità che incontrano idealmente gli antichi maestri siciliani che, cinque secoli prima, diedero la svolta in senso moderno al tema del ritratto. Dal Busto di Pietro Speciale di Domenico Gagini e dal Busto di gentildonna di Francesco Laurana, nella versione del Louvre furono tratti i due calchi in gesso esposti in mostra: il primo fu presentato all’Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-92, il secondo fu richiesto probabilmente dall’archeologo Antonino Salinas, alla Gipsoteca del Louvre di Parigi per accostarlo al gemello originale marmoreo di Eleonora d’Aragona, appena entrato al Museo Nazionale. Laurana e Gagini, interpreti inventori in Sicilia del ritratto umanistico in scultura, divengono modelli artistici tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. 

Il percorso tra i capolavori della ritrattistica del Novecento prende il via alle soglie del secolo con un confronto tra due opere prefuturiste come il Ritratto di Nunzio Nasi del 1902 di Giacomo Balla, ideale “padrone di casa” dalla collezione del Museo Pepoli di Trapani; e il malinconico Ritratto della madre del 1907 di Umberto Boccioni. Gli esordi futuristi di Mario Sironi - di cui è presente in mostra la Testa futurista del 1913 - e le sperimentazioni di Amedeo Modigliani con il Ritratto di Béatrice Hastings del 1915 – uno dei 15 che dedicò alla sua musa ed amante nei due anni della loro burrascosa storia d’amore, forse l’opera in mostra che più annoda stilemi con il Quattrocento antonelliano -, Autunno del 1935 di Giorgio de Chirico, omaggio al Rinascimento attraverso il ritratto della compagna, lsabella Far Pakszwer; o la celebre Margherita del 1936, simbolo del Realismo magico di Antonio Donghi.

Accanto a questi completano il panorama delle esperienze artistiche degli anni tra le due guerre, l’intenso e impietoso Autoritratto del 1940 di Fausto Pirandello e l’arcaicizzante Ritratto della Signora Sachs, sempre del 1940, di Corrado Cagli. Il percorso si chiude con l’Homme assise (Le Fumeur) del 1967, una delle prime opere del ciclo dei Moschettieri dove, lontano dalle ricerche cubiste, un Picasso ormai anziano e stanco, immalinconito dai ricordi irrealizzati, riesce a dare nuova vita e significato al genere del ritratto ideale. Il Museo regionale "Agostino Pepoli" ha sede nell’ex convento dei Padri Carmelitani, a Trapani, attiguo al santuario di Maria SS. Annunziata, dove si venera il trecentesco simulacro marmoreo della Madonna di Trapani, attribuita a Nino Pisano. Il Museo accoglie nella sua collezione, tele e tavole tra XIII e XIX secolo, sculture di scuola gaginiana, presepi di artigiani trapanesi in legno, tela e colla; gioielli appartenenti al tesoro della Madonna di Trapani, argenti della tradizione trapanese e alcune splendide opere in corallo; paramenti sacri, giunti al museo dopo la soppressione degli ordini religiosi nel 1867 e abiti nobiliari; maioliche e cimeli del Risorgimento.

Biglietti: Mostra compresa nel biglietto d’ingresso al Museo Pepoli 6 euro intero | 3 euro ridotto Biglietto cumulativo con il Museo del Satiro Danzante di Mazara del Vallo Aperto tutti i giorni 9,00 > 19,45 9 euro intero | 4,50 ridotto

Patrocini: Promossa da Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Dipartimento dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana Comune di Milano con il supporto di MondoMostre Skira

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