Il Teatro del Silenzio

Un omaggio al tempo che fu, al cinema muto e soprattutto alle sue protagoniste: le dive del silenzio

Quando
da sabato 12 gennaio a domenica 13 gennaio 2019
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  • Quando - Sabato 12 alle 21.00 e Domenica 13 Gennaio alle 18.00
  • Dove - Piccolo Teatro della Città di Catania
  • Costo - Biglietto 20 euro (ridotto studenti universitari) 
  • Testi - Vito Molinari
  • Regia - Gianni Salvo
  • Musiche dal vivo - eseguite da Pietro Cavalieri, con Anna Passanisi (Gloria Ladys e Lory Mari), Paolo Guagenti (attacchino in bicicletta)
  • Costumi - Sorelle Rinaldi
  • Luci e Fonica - Simone Raimondo
  • Produzione - Associazione Città Teatro


Un omaggio al tempo che fu, al cinema muto e soprattutto alle sue protagoniste: le dive del silenzio. Al Piccolo Teatro della Città sabato 12  alle ore 21.00 e domenica 13 gennaio alle ore 18.00, nell’ambito della stagione teatrale impaginata dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale va in scena la pièce Il teatro del silenzio (dalla Belle Époque al Cafè chantant) prodotta dall’Associazione Città Teatro. Scritto da Vito Molinari e diretto da Gianni Salvo, lo spettacolo vede protagonista l’attrice Anna Passanisi nel doppio ruolo delle due dive immaginarie Gloria Ladys e Lory Mari che, tra nostalgia ed eleganza, rievocano i fasti di un passato glorioso. In scena con lei Paolo Guagenti (nel ruolo dell’attacchino in bicicletta). Le musiche dal vivo sono eseguite da Pietro Cavalieri, i costumi delle Sorelle Rinaldi, luci e fonica Simone Raimondo.

«Nel mondo del muto – scrive Vito Molinari - ho scoperto storie straordinarie, di straordinarie donne, donne-dive, quando “diva” era il simbolo dei desideri. Ho così immaginato due “dive”, la prima è Gloria Ladys, forse l’ultima diva del muto che nel momento del suo dorato tramonto rivive la sua carriera cinematografica, i suoi inizi quasi casuali, il successo, le feste, abiti, gioielli. Un po’ Lydia Borelli, Francesca Bertini, Greta Garbo, Marlene Dietrich, diva, ma donna vera, con le sue fragilità, le sue invidie, il suo realismo...  La seconda “diva” è Lory Mari: che a 37 anni, nel 1945, si racconta, e la sua storia è anche l’occasione per rievocare il cafè-chantant, prima del cinema. Perché lei, figlia di teatranti, si esibisce, giovanissima, nel varietà, nei numeri da chantosa. Ha il teatro nel sangue, ma il cinema la attrae con il fascino di un’arte nuova, con i suoi guadagni, con la popolarità».

Di inventato, nella messinscena, ci sono solo le due donne, Gloria e Lory che, inserite in un contesto reale, tra nomi di personaggi, titoli di film e storie assolutamente veri, diventano personaggi credibili e appassionanti che si raccontano con estrema sincerità. «Il filo conduttore – spiega il regista Gianni Salvo - è quello della nostalgia qualche volta accettata e a volte rinnegata. La pièce fornisce l’occasione per far rivivere un mondo lontano e dimenticato, ma fascinoso e magico, che si riaffaccia attraverso il racconto del passato e gli esempi reali. Un racconto che si snoda in uno spazio surreale dove la connotazione fondamentale è quella del gioco sia con se stessi sia con lo spazio intorno». 

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