Crea gratis la tua vetrina su Guidasicilia

Acquisti in città

Offerte, affari del giorno, imprese e professionisti, tutti della tua città

vai a Shopping
vai a Magazine
 Cookie

Orestiadi 2022 - La Memoria ha un Futuro

Uno sguardo al passato per non dimenticare, un impegno verso il futuro per rinnovarsi

orestiadi-2022-la-memoria-ha-un-futuro
Quando
da venerdì 05 agosto a sabato 06 agosto 2022

Le Orestiadi 2022 tornano per la 41sima edizione, dall’8 luglio al 6 agosto 2022 a Gibellina, con il titolo “Se la memoria ha un futuro”: uno sguardo al passato per non dimenticare, un impegno verso il futuro per rinnovarsi. Anche quest’anno dirette da Alfio Scuderi e realizzate dalla Fondazione Orestiadi con il sostegno istituzionale dell’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana e il progetto speciale al Cretto di Burri grazie all’Assessorato ai Beni Culturali e dell’identità siciliana della Regione Sicilia.

La memoria, il ricordo, il racconto, la storia unica di Gibellina e delle sue Orestiadi continuano a guidare i progetti e le scelte anche di questa nuova edizione, attraverso un mese di spettacoli che prenderanno il via con un grande omaggio a Pier Paolo Pasolini, nel centenario della sua nascita, attraverso un progetto originale, inedito per le Orestiadi, e chiuderanno al Cretto di Burri con l’orazione civile di Salvo Licata scritta per Gibellina proprio trent’anni fa in quel tragico 1992 che ha cambiato e segnato la nostra storia.



PROGRAMMA
VENERDI' 5 AGOSTO

Ore 18:45 - 20:15 - Cretto Burri
Orazione per Falcone e Borsellino nel giorno di San Rocco, di Salvo Licata, con Fabrizio Ferracane, Filippo Luna e Enrico Stassi, musiche eseguite dal vivo da Alessandro Presti, con la partecipazione straordinaria di Vasco Brondi. Con Andrea Faccioli alla chitarra e Daniela Savoldi al violoncello.

PRIMA NAZIONALE
L’orazione di Salvo Licata, messa in scena la prima volta il 16 agosto del 1992 a Gibellina, torna a casa dopo trent’anni sul Cretto di Burri: Osserva le stragi di mafia dalla tana schifosa di un topo di fogna, poi si guarda in giro, e dovunque racconta la peste della città collusa. Quella che ingrassa i colpevoli col suo silenzio e poi fruga tra i libri le parole più alte per esprimere il dolore, quella dei «beneficiari di sovvenzioni pubbliche, dei burocrati regionali e dei principi del foro, di certe redazioni tristi maestre nell’ affogare i fatti».

È la “Orazione per Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, scritta di getto dal giornalista Salvo Licata sedici giorni dopo la strage di via D’ Amelio, e messa in scena per la prima volta nel ’92 a Gibellina, il 16 agosto di quell’ anno, nel giorno di San Rocco, per le Orestiadi. Quel testo oggi torna a casa, dopo trent’anni, sul Cretto di Burri. Nella sua ‘Orazione per Falcone e Borsellino nel giorno di San Rocco, Salvo Licata racconta il dolore, l’ipocrisia e la tragedia di un anno – il terribile ’92 – che avrebbe cambiato per sempre il corso della storia. Era una poesia a futura memoria, ancora oggi viva, un testo che si arricchisce sempre di elementi, di cose che accadono e che lo rendono – atrocemente, dolcemente – contemporaneo.

SABATO 6 AGOSTO
Ore 18:45 - 20:15 - Cretto di Burri
Sani!, di e con Marco Paolini, musiche originali composte da Saba Anglana e Lorenzo Manguzzi chitarra e voce Lorenzo Monguzzi.

Sani è parola che canta, concerto, ballata popolare che in un dialogo stretto alterna storie e canzoni. Così in SANI! ogni storia e ogni canzone raccontano qualcosa, alcuni temi si intrecciano ma la trama resta leggera come deve essere in un concerto.
Il filo conduttore è autobiografico, nelle sue storie Paolini racconta momenti di crisi piccoli e grandi, personali e collettivi che hanno cambiato il corso delle cose. Le crisi raccontate come occasioni, a volte prese al volo, altre volte incomprese e sprecate.
Si parte dai temi di fondo della crisi climatica e della transizione ecologica.

Si parte e si finisce con due storie già narrate ne La Fabbrica del Mondo, il progetto di Marco Paolini e Telmo Pievani trasmesso da Rai3 a gennaio 2022. Si parte dal racconto sul peso del benessere (l’Artificiale) in rapporto al peso della biomassa (il Naturale) Sulla scena un enorme castello di carte mostra la fragilità dell’equilibrio di ogni sistema ecologico, naturale o artificiale, ma la prosa del racconto televisivo a teatro si fa ballata, permette salti e capriole. Paolini racconta le tragicomiche conseguenze del suo primo (e unico) incontro con Carmelo bene nel 1983 che ha cambiato la sua direzione teatrale e subito dopo la contemporanea crisi della guerra fredda che ebbe come protagonista Stanislav Petrov.

In rapida successione passando attraverso memorie più lontane, si arriva alla crisi, al lockdown del 2000. Il racconto iniziale e quello finale, Cattedrale, sono coerenti con il pensiero guida de La Fabbrica del Mondo: non basta avere consapevolezza, in una crisi servono coraggio e immaginazione, perché tornare a prima non si può, desiderarlo è umano ma non è utile, né pratico.
Sani è un’espressione usata per dare il saluto ai piedi delle Alpi, nella valle del Piave. Viene da Salus, riassume il senso del teatro per questo tempo, un teatro che mette insieme creando ponti. SANI! è  un abbraccio, un augurio, un invito a provarci, un tonico contro la solitudine in forma di ballata popolare. Il punto esclamativo esprime la fiducia nella risposta al saluto degli spettatori. Guadagnarsi quella fiducia, trasmetterla è la sfida di questo teatro fra parentesi.

Pagina Facebook Fondazione Orestiadi

PER IL PROGRAMMA COMPLETO CLICCA QUI

Condividi, commenta, parla ai tuoi amici.

Caricamento commenti in corso...

Ti potrebbero interessare anche

Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia
Registra la tua azienda su Guidasicilia