Ricordi Futuri 3.0. Diaspore in terra di Sicilia

La memoria è altro dalla semplice funzionalità delle cellule cerebrali, è emozione, cultura, costante apprendimento.

Quando
da giovedì 25 gennaio a sabato 24 marzo 2018
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La memoria è altro dalla semplice funzionalità delle cellule cerebrali, è emozione, cultura, costante apprendimento. La memoria ripercorre il filo dei pensieri: è futuro. Da sempre la cultura ebraica è legata al concetto del ricordo, diventato poi cardine rievocativo della Shoah nella Giornata della Memoria del 27 gennaio. Ed è proprio pensando a questa occasione che la Città Metropolitana e la Fondazione Sant’Elia ospitano a Palermo 'RICORDI FUTURI 3.0. Diaspore in terra di Sicilia', dal 25 gennaio al 24 marzo (Palazzo Sant’Elia, Sala delle Capriate). A cura di Ermanno Tedeschi, curatore internazionale con, alle spalle, tanti anni dedicati alla valorizzazione delle eccellenze culturali ebraiche ed israeliane, e Flavia Alaimo, storica dell’arte già impegnata in eventi espostivi sul tema dell’esodo.

Date e Orari: dal 25 gennaio al 24 marzo. Da martedì a venerdì dalle ore 9,30 alle 18,30
Sabato e domenica 10.00/13.00 e dalle 16.00/19.00. Chiuso il lunedì.

Un’esposizione originale e multimediale con installazioni, oggetti simbolici ed opere d’arte contemporanea, video e proiezioni, armonizzati in un percorso narrativo che conduce ad un’esperienza avvolgente - a tratti graffiante, a tratti subliminale - e di grande effetto emotivo nella memoria della Shoah, che in Sicilia si arricchisce di documenti e materiali storici inediti, come le lettere di espulsione dei professori universitari durante il ventennio fascista. “RICORDI FUTURI 3.0” guarda al passato, ma lo coniuga col presente, rintracciando il dolore di ieri tra i migranti di oggi. Opere come “Legami” di Paolo Amico centrano la fusione tra ieri e oggi: un barcone del 1947 Exodus, riprodotto a penna sfera.

Metà è in bianco e nero, che accoglie gli ebrei sfuggiti allo sterminio, migranti verso la Terrasanta; l’altra metà è a colori, carica di uomini i cui giubbotti di salvataggio arancioni rimandano ai fatti di cronaca. “La scelta ricade su palazzi d’epoca con strutture museali, luoghi che con la loro fisicità sono deputati al ricordo e alla trasmissione della nostra storia – spiega Ermanno Tedeschi Palermo dopo Asti e Torino; e dopo il ricordo della Shoah al Parlamento Europeo di Bruxelles. Perché la Sicilia è più che mai la nuova frontiera delle migrazioni forzate dal sud del mondo e un esempio di accoglienza illuminante. La memoria non è nulla se non incide sul nostro presente, così rapido da esser già futuro. Anche la scelta di opere e artisti, guarda al prossimo, temporale e identitario. E in questo, è pienamente contemporanea”.
Il sindaco della Città Metropolitana di Palermo, Leoluca Orlando, sottolinea come RICORDI FUTURI 3.0 sia “uno dei primi eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018 che ospita anche Manifesta12, non poteva che essere legato agli intrecci fra passato e presente, fra passato e futuro, dando nuova luce alla millenaria storia multiculturale della città. Si rende omaggio non soltanto alla cultura ebraica e ai suoi legami con la nostra comunità, ma si ricorda, in giorni in cui vediamo da più parti negare o tentare di riabilitare un triste passato, che la violenza dell’Uomo sull’Uomo, la violenza dello Stato ammantata di distorta legalità, non sono fatti lontani nel tempo. Il passato deve restare, appunto, solo triste passato”.

La ricorrenza della Giornata della Memoria, cui rimanda questa mostra, non può non citare anche un altro anniversario: ovvero gli ottanta anni dalla promulgazione, per volere di Mussolini, delle prime leggi razziali in Italia (1938). E la stessa Sicilia, oggi terra di approdi, riscopre nelle sue radici ebraiche una cultura millenaria quasi cancellata: quasi 600 anni fa gli ebrei che vivevano pacificamente in Sicilia furono infatti espulsi con un editto dei Reali di Spagna. La terza edizione della mostra coinvolge numerosi artisti italiani e internazionali con grande attenzione al fermento culturale siciliano e palermitano. Sottolinea Flavia Alaimo, co-curatrice di RICORDI FUTURI 3.0 con Ermanno Tedeschi, che “la mostra accoglie anche giovani esordienti grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Palermo; oltre alle opere di artisti siciliani conosciuti come Paolo Amico e Manlio Geraci, che ha realizzato una nuova installazione site specific. Tra le video testimonianze, quella di Evelyne Aouate, algerina francese che ha scelto Palermo come casa, una storia esemplare ed emozionante. Un occhio al futuro e uno alla storia, grazie ai preziosi documenti in prestito dall’Università: le lettere originali di espulsione dei professori ebrei durante il ventennio fascista”.

Allestimento contemporaneo, animazioni, binari proiettati su cui scorrono le immagini di persone reali che furono allontanate; altre che narrano con la loro video-testimonianze la sopravvivenza, come Liliana Segre che ha atteso un’intera vita dalla deportazione e ha deciso di ricordare quando è diventata nonna o il documentario sulle pietre d’inciampo, progetto di Gunter Demnig, prestato dal Museo Diffuso della Resistenza di Torino realizzato con il contributo di molti studenti. Poi oggetti simbolici – come un violino rinvenuto in un lager –, le parole e le riflessioni di Gabriele Morello, il contributo di Alessandro Hoffman, per non dimenticare. Un imperativo morale che traspare dagli occhi del ritratto di Primo Levi di Francesca Leone. L’antitesi del ricordo la suggerisce l’opera di Alberto Burri “Buco nero”. L’impegno artistico diviene sfida intellettuale e creativa, per rivitalizzare nelle emozioni di oggi, il ricordo. Talvolta rude, ora struggente o lieve come le impronte di Barbara Nejrotti; il bozzetto “Ruote della memoria” dello scultore Riccardo Cordero da cui è stato realizzato il portale di un ex officina ferroviaria; i testi su tela di Anna Russo, le tele kabalistiche di Tobia Ravà; le intense istallazioni di Carlo Lauricella, le dense narrazioni su olio di Francesca Duscià; il pathos delle opere di Orna Ben Ami, i lavori di Dado Schapira, Aldo Modino, dell’israeliano Moshe Gordon; gli scatti dell’artista slovacco canadese Yuri Dojc, la scultura in graffette con la bambina sdraiata a guardar il cielo di  Pietro D’Angelo e le tracce di Adi Kichelmacher. 

Ricordi Futuri 3.0 è resa possibile grazie alla co-produzione tra l’Associazione culturale Acribia, promotrice del progetto e la Fondazione Sant’Elia, gode dei patrocini della Città Metropolitana di Palermo, dell’Università, dell’Associazione Francese Amici dell’Università di Tel Aviv, dell’Ambasciata di Israele e dell’UCEI – Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.  La mostra è realizzata con il sostegno di Reale Mutua e del Comune di Palermo nell’ambito degli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018; e grazie alla sponsorizzazione di Sicily By Car. Il catalogo è a cura di Silvio Zamorani Editore.

Organizzazione: Associazione culturale Acribia, Fondazione Sant’Elia, con il sostegno di Reale Mutua. Il contributo del Comune di Palermo, nell’ambito degli eventi di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018
Sponsor: Sicily By Car
Biglietti: € 5
Ridotto: € 4
Scuole: € 3
Catalogo a cura di Silvio Zamorani editore € 18,00 (bookshop mostra)

Info
Fondazione Sant’Elia - Tel. 39 091 6162520
http://www.fondazionesantelia.it 
​fondazionesantelia@gmail.com​

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