La Palma, tra Sacro e Profano

Bagheria

Quando
da sabato 23 novembre a venerdì 29 novembre 2013

PRESSO PALAZZO CUTÒ (VIA CONSOLARE - BAGHERIA) VERRÀ PRESENTATA LA MOSTRA D'ARTE CONTEMPORANEA 'LA PALMA, TRA SACRO E PROFANO', ORGANIZZATA DALL'ASSOCIAZIONE CULTURALE RICERCARTE DI PALERMO, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI BAGHERIA. A CURA DI MARILENA CALCARA.

ORARI: 9.00/13.00 - 17.00/19.30.

La palma nei miei ricordi di bambina la domenica delle Palme ha un'importanza religiosa e per noi bambini era l'occasione per indossare un vestito nuovo, mentre per gli adulti era l'occasione buona per ringraziare Dio per i buoni raccolti ricevuti dalla terra. I contadini preparavano dei lunghi bastoni interamente rivestiti con tralci di rampicanti, foglie e rami di ulivo, foglie di palma intrecciate. Con gli abiti della festa si arrivava in chiesa per partecipare alla benedizione di questi doni per poi riportarli a casa: l'ulivo e le palme benedette si appendevano, accanto alle immagini sacre, poste sopra il letto delle proprie case e, come augurio di pace e serenità per tutta la famiglia; ma soprattutto per ricordare che la pace e l'amore devono regnare fra gli uomini. Questa valenza simbolica affidata al ramoscello d'ulivo e alla palma, un tempo, si protraeva sino all'anno successivo per poi essere bruciati sempre la domenica delle Palme.

Un rito tra sacro e profano, accompagnato da preghiere in rima serviva per esorcizzare la paura dei tuoni e dei lampi e a mandar via il cattivo tempo, credendo appunto che questa condizione climatica avesse la medesima durata del tempo che impiegava la palma a bruciare. Inoltre ancora ogg i vi è l'usanza di piantare proprio la domenica delle Palme un ramoscello d'ulivo benedetto ai fini di ottenere un copioso raccolto. Sino a cinquant'anni fa, il venerdì che precede la domenica delle Palme, prendeva vita una processione molto sentita e di grande impatto emotivo. La statua dell'Addolorata veniva portata in spalla per le vie in cerca del proprio figlio, seguita da un lungo corteo di fedeli. La processione avveniva di sera e offriva indubbiamente uno spettacolo suggestivo. In Calabria vicino il paese di Bova Superiore il rito è speciale perché le figure femminili, spesso giunoniche, ricordano il mito greco di Persephone e di sua madre Demetra dee che presiedevano l'agricoltura.

Una leggenda racconta che Ades, signore dell'oltretomba, invaghitosi della fanciulla Persephone, la rapì mentre raccoglieva fiori nel campo Niseo, portandola nel suo sotterraneo. Ciò causò la scomparsa della vegetazione ma, dopo giorni di disperazione e le suppliche di Demetra a Zeus, Persephone poté tornare per metà dell'anno con la madre sulla terra a far rifiorire e rinverdire campi e messi. Gli artisti che hanno dato vita a questa collettiva sono numerosi e ciascuno nel proprio sentire artistico, lo ha fissato in una immagine, logicamente come intesa dagli artisti che fanno di questa mostra un ottimo banco di prova nel campo delle arti figurative.
GLI ARTISTI: Luciana Anelli, Arturo Barbante, Marisa Battaglia, Cettina Callari, Francesco Collura, Antonina D'Amato, Naire Feo, Manlio Geraci, Liliana Errera, Piera Ingargiola, Valeria Lo Dico, Pino Manzella, Leo Noto, Marina Oddo, Maria Laura Riccobono, Celeste Salemi, Angela Sarzana, Nancy Sofia, Arturo Stabile, Antonella Stillone, Ketty Tamburello, Caterina Vicari, Maria Giovanna Vincenti.

INFO
Tel. 091 315061

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