Appartamento in Vendita a Caltagirone (Catania)

Trattativa riservata
  • 550 m2 | 16 Vani
  • 2 Servizi
San Bonaventura
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dettagli dell'immobile
Tipo/Categoria: Appartamento
Provincia Catania
Comune Caltagirone
Indirizzo San Bonaventura
Zona Centro
Contesto Città
Contratto Vendita
Mq 550
N° vani 16
N° bagni 2
N° balconi 7
Piano 1
Condizione Buono
Esposizioni 3
Accessori
  • Posto auto
  • Ripostiglio
  • Ammobiliato
  • Moquette
  • Pavimento in marmo
  • Infissi in legno
  • Persiane
  • Pavimento in ceramica
Impianti
  • Riscaldamento centralizzato
  • Allaccio metano

 

Palazzo Maggiore di Santa Barbara

È uno dei più antichi palazzi di Caltagirone. La data di inizio della costruzione, disposta da Barbaro Maggiore Sirugo marchese di Santa Barbara su un impianto preesistente, risale infatti al 1725. I lavori di costruzione termineranno nel 1732.

Palazzo Maggiore si trova in via San Bonaventura, proprio nel cuore del centro storico. La strada è ricca di bei palazzi sette-ottocenteschi, di eleganti botteghe di ceramica, di laboratori artigianali d’antica tradizione. È percorsa spesso da turisti che raggiungono la chiesa di San Bonaventura per ammirare tra le altre cose, l’affresco di Paolo Vasta (1697-1755), il Crocifisso di fra’ Umile da Petralia (1588-1639), la pala d’altare (1661) di Epifanio Rosso, le tele dei Vaccaro.

Nel 1860 un discendente di Antonio Maggiore marchese di Santa Barbara, vende il palazzo a Michelangelo Libertini di San Marco, il quale nel 1897 ne fa dono al figlio Gesualdo ed alla figlia Francesca. 

Il Palazzo è citato in vari repertori e pubblicazioni di storia e di architettura. Utilizzato sempre come abitazione. Nel Settecento comprendeva anche un teatro ed era sede di ritrovo degli Arcadi. Nell’Ottocento fu sede di uffici del Tribunale e nel Duemila i saloni hanno ospitato per alcuni anni uffici del Museo della Ceramica.

I Locali che conservano ancora tracce della costruzione preesistente, alcune strutture decorative e infissi settecenteschi e ottocenteschi.

L’intero appartamento è fornito di armadi a muro, stanze, servizi igienici anche per diversamente abili, sistema d’allarme e impianti a norma.

Alcuni dei saloni ottocenteschi hanno preso il nome dal colore delle tappezzerie in seta che rivestono le pareti: giallo, azzurro, rosso.

Le volte di tutti i soffitti sono impreziosite da pregevoli pitture risalenti alla seconda metà del XIX secolo, che raffigurano paesaggi, animali, soggetti mitologici e allegorici.

Le pareti sono rivestite di seta colorata della stessa epoca e di manifattura francese. Alle sale propriamente dette con superfici che variano dai cinquanta agli ottanta metri quadri del Salone Rosso si aggiungono due stanze ampie e luminose che si affacciano sul cortile.

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