Breve viaggio nella preziosa Castroreale

Le chiese, il Museo Civico, la Pinacoteca: solo alcuni dei tesori da visitare

02 dicembre 2016
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Castroreale (ME) sorge su un promontorio dei Monti Peloritani a 394 metri di altitudine fra le vallate dei fiumi Patri e Longano, circondato da una serie di alture digradanti verso settentrione che lasciano aperta l'ampia visione del Tirreno. Il paesaggio, sempre vario, si compone di pendii boscosi e di brulli crinali, spesso ammantati di neve nella stagione invernale, di vallate e torrenti, di terreni coltivati, di case sparse e di agglomerati urbani. Chi visita la cittadina è subito catturato dal fascino dei suoi monumenti, dai quali si può distogliere lo sguardo solo per tuffarsi nella contemplazione dello splendido paesaggio.
Nel cuore del centro abitato è possibile ammirare il più bello dei balconi che si aprono sulla fertile Piana di Milazzo, l'ampio terrazzo di Piazza delle Aquile, che si stende lungo il fianco orientale del Duomo.

Cenni storici - Identificata dagli storici con l'antica città di Krastos e con il leggendario castello di Artemisio, le prime notizie storiche su Castroreale risalgono all'età normanna-sveva. L'insediamento originario era un semplice casale che prende il nome di casale di Crizzina. e sicuramente dovette ricoprire un proprio ruolo nelle lunghe e tormentate vicende che seguirono la rivolta dei Vespri Siciliani. Si racconta infatti, che Federico II D'Aragona, per dimostrare la propria gratitudine per la fedeltà dimostrata durante la lotta contro gli angioini concesse molte agevolazioni a quanti volevano stabilire la propria dimora all'ombra del fortilizio ricostruito. Fu proprio in quel periodo che la cittadina assunse il nome di Castro e poi in seguito di Castroreale. La città vide progressivamente crescere la propria importanza soprattutto in relazione al ruolo assunto all'interno del sistema di fortificazioni che avevano lo scopo di difendere la Piana di Milazzo. Col passare del tempo ottenne dai vari sovrani una serie di privilegi che le consentirono una discreta floridezza economica grazie anche, fino alla fine del XV secolo, alla presenza di una comunità ebraica. La concessione di alcuni feudi all'Università, l'istituzione di fiere, mercati, l'esenzione da gabelle e balzelli, contribuirono a  favorire lo sviluppo delle attività agricole, pastorali, artigianali e commerciali. Intorno alla metà del XIX secolo Castroreale diventò sede di importanti uffici. Nell'800 invece, iniziò la sua decadenza a causa del progressivo impoverimento demografico ed economico della zona montana. Inoltre si verificò una disgregazione del territorio che portò alla formazione di altri tre comuni: Barcellona (1815), Rodi Milici (1947) e terme di Vigliatore (1966).

Le tappe del nostro itinerario

TappaPiazza delle Aquile

La nostra visita del centro storico inizia proprio da Piazza delle Aquile dove sorge la Chiesa Madre, consacrata a Maria Assunta e costruita nel primo trentennio del '600.
La facciata principale, arricchita di un grandioso portale marmoreo d'impronta manieristica, è chiusa a destra dalla torre campanaria cinquecentesca e sorge proprio sulla piazza da cui si diparte Corso Umberto I. L'interno ha una pianta a croce latina con  tre navate scandite da 16 colonne monolitiche in pietra coronate da capitelli e ospita diversi capolavori. Oltre alle 4 grandi tele dipinte nel secolo XVII dai pittori locali Francesco Cardillo e Filippo Janelli, collocate sui 4 altari lungo le navate, si possono ammirare otto statue marmoree, opera di Antonello Gagini (Santa Maria di Gesù, del 1501, e S. Caterina d'Alessandria del 1534), di Andrea Calamesh (S. Giacomo Maggiore), di Rinaldo Bonanno (S. Pietro del 1586) e del napoletano Francesco A. Molinao (Madonna di Loreto), qui trasferite, dopo il terremoto del 1908.

Inoltre il duomo custodisce un elegante acquasantiera attribuita al Gagini, un coro intagliato del secolo XVIII ed un tesoro con argenterie dei maestri messinesi del 1600.
Un'altra particolarità della Chiesa è la presenza di una linea meridiana che, partendo dalla seconda colonna della navata destra, attraversa trasversalmente  il pavimento fino a interessare la mezzeria della navata centrale, indicando la direzione Sud-Nord del meridiano terrestre del luogo.
Continuando il nostro cammino su Corso Umberto giungiamo alla Chiesa della Candelora la cui cupoletta ed il portale, purtroppo rovinato, ne confermano l'origine quattrocentesca.

TappaTorre di Federico II dAragona

A Castroreale si trova inoltre, la torre di Federico II d'Aragona, unica traccia superstite del castello costruito nel 1324. Chi volesse visitarla dovrebbe risalire per via Francesco II d'Aragona. La vista che da lassù si gode permette di spaziare con lo sguardo a 360 gradi.
La Torre di Federico è tutto ciò che resta del maniero caratterizzato, all'esterno, da una graziosa e compatta porticina ogivale e, all'interno, dalla volta adagiata su robusti costoloni.

TappaPiazza Peculio

Ripercorrendo la stessa strada in discesa e svoltando per via Farini, si raggiunge la caratteristica Piazza Peculio che prende il nome all'antico Peculio Frumentario (deposito di grano, per i periodi di carestia). Nella piazza ha sede il Municipio, fiancheggiato dalla Chiesa del SS. Salvatore, risalente alla fine del XV sec., dove si conserva un ottocentesco altare marmoreo. Quest'ultima eretta verso la fine del '400, nel cuore della Giudecca (quartiere ebraico che si sviluppo a Castroreale nel medioevo) è ornata di stucchi barocchi e custodisce un magnifico altare marmoreo del messinese Antonino Amato (1803).

TappaMuseo Civico

Il visitatore, lungo il tracciato della via G. Siracusa (anticamente detta della Moschita), che taglia da sud a nord l'intero abitato, può godersi i panorami collinari ad oriente di Castroreale.
L'itinerario artistico non può però prescindere da una visita attenta alle opere di pittura e di scultura dei secoli XIV-XVIII raccolte nella piccola Pinacoteca di S. Maria degli Angeli, tra le quali meritano di essere segnalati un polittico uscito dalla bottega napoletana di Giovan Filippo Criscuolo intorno al 1550, un trittico di scuola fiamminga del '500, una statua marmorea della Vergine Accomandata di Antonello Freri (1510) e un altare con  San Giovanni Battista di Andrea Calamesh (1568). Andando avanti per circa 150 metri si incontra l'ex oratorio dei P.P. Filippini, fondato nel 1632, nei cui locali oggi si trova il Museo Civico dove sono esposte interessanti opere di scultura, pittura tra le quali una croce dipinta del '300, un Crocifisso ligneo del '400, il monumento funebre di Geronimo Rosso, opera raffinata di Antonello Gagini (1506-1508) e una Madonna in trono di Antonello de Saliba (1505).

TappaChiesa di Santa Marina

Ma il complesso monumentale più interessante, nella parte bassa della via G. Siracusa, è costituito dall'isolato formato dalle Chiese di S. Marina e di S. Agata. Quest'ultima ingloba in un contesto architettonico del '500 elementi  normanni e aragonesi e al suo interno conserva una decorazione barocca. All'interno della Chiesa di S.Agata, si trova la celebre statua del Cristo Lungo portato in processione il 23 e il 25 agosto e nel corso della settimana santa. Qui si conserva inoltre, l'Annunciazione di Antonello Gagini (1519), una statua di S. Agata,  una di S. Lucrezia attribuite al Montorsoli e una Madonna del fiorentino Michelangelo Naccherino (1610).

La Chiesa di Santa Marina, rimaneggiata nel 1857, custodisce invece, oltre alla devozionale immagine seicentesca del Cristo Lungo, una S. Lucia (1546) e una S. Agata del Montorsoli (1554). A sud del centro abitato, all'ingresso del cimitero, si trova la quattrocentesca Chiesa di S. Maria di Gesù, la cui fondazione risale alla predicazione del Beato Matteo D'Agrigento, che è dotata di un suo portico colonnato.

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