Calascibetta, arroccata sulla cima del monte Xibet

Dalle necropoli preistoriche al quartiere ebraico, alla scoperta di secoli di storia racchiusi in un piccolo borgo

30 agosto 2017
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Foto di Yulka-lucia - Opera propria, CC BY-SA 4.0

Se vi piacciono le località scenografiche e remote, preparate la macchina fotografica e venite in questo borgo. Siamo nel cuore della Sicilia, tra i monti Erei. Calascibetta, che si allunga come sospeso su un crinale, ha un’origine antichissima e un nome arabo: deriva infatti da q'alat shibet ossia rocca fortificata dalla natura. La posizione geografica è stata da sempre un punto di forza della cittadina e dei suoi abitanti; infatti è pressoché equidistante dai tre mari che bagnano l’isola.
Calascibetta offre una storia unica nel suo genere, diversificata dal proprio ambito territoriale: dalle necropoli preistoriche alla conquista Normanna, senza dimenticare gli arabi, gli ebrei e  gli aragonesi.

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Le tappe del nostro itinerario

TappaGrotte di via Carcere

I primi abitanti del monte Xibet risiedevano in numerose grotte e caverne varie di cui la città è cosparsa. Alla città rupestre si è successivamente sovrapposta quella costruita nei secoli successivi, che ha nascosto alla vista la prima: sono, infatti, numerose le grotte e caverne, a volte comunicanti fra loro, scavate nella roccia, dimore di una civiltà troglodita. Le grotte di via Carcere rappresenta l’esempio tipico dell’insediamento rupestre xibetano. Queste tracce di antichi insediamenti stratificati, di indubbio valore, evidenziano un singolare tessuto urbanistico.

TappaQuartiere ebraico

A Calascibetta durante il XIV secolo, nasce il quartiere ebraico fuori dalle mura della città medievale e lontano dai cristiani. Questa città fu una delle 52 comunità ebraiche di Sicilia e gli abitanti del quartiere erano dediti ai commerci, all’usura, ed all’artigianato, la loro presenza fu una sorta d’indicatore del tenore di vita cittadino. Gli ebrei erano esperti nel commercio e lo erano ancor di più nei lavori in ferro. I loro quartieri erano denominati in Sicilia Iudìe o giudecche, in altre regioni ghetti. Ancora oggi a Calascibetta quell'antico quartiere viene chiamato in dialetto "Iudia". Gli ebrei occuparono anche il quartiere denominato "Borgo", e via Borgo era l’attuale via Roma; fino alla fine del 1800 inoltre occuparono l’area compresa tra la via Roma, appunto e la via Giudea, compresa la via Faranna.

TappaChiesa Madre


Foto di trolvag, CC BY-SA 3.0

La Chiesa Madre di Calascibetta, dedicata a Santa Maria Maggiore, venne costruita sopra i ruderi del castello Marco ad opera del re Pietro II d’Aragona, ultimata nell’anno 1340. Subito dopo, nel 1342, fu nominata dallo stesso re Regia Cappella Palatina.
La chiesa ha le caratteristiche dell’architettura religiosa urbana delle grandi cattedrali di Sicilia, la cui pianta si sviluppa a forma basilicale. Oggi, dopo diversi rimaneggiamenti, si presenta a tre navate e può essere considerata tra le maggiori espressioni dell’arte catalana in provincia di Enna.
La costruzione sorge sopra i ruderi di un castello, i cui scavi sono stati lasciati aperti e si trovano inglobati nell’area del pavimento della chiesa e delle sacrestie adiacenti.

TappaChiesa Maria SS. del monte Carmelo

A ridosso dell’antico Convento dei Padri Carmelitani nel 1771 sorge la Chiesa dei Carmelitani. L’intero complesso si trovava fuori dalle mura della città, tra il borgo medievale e il Quartiere ebraico. L'edificio restaurato nel 2007 è a navata unica, mostra in due altari i marmi pregiati della vecchia chiesa demolita e usati per la sepoltura del barone Antonio Lo Vecchio senior. La chiesa presenta delle nicchie con 2 altari per lato: nel primo altare di sinistra una pittura di Domenico Provenzana (1895), con i santi carmelitani, insieme alla statua di un santo, mentre nel secondo altare sempre a sinistra un crocifisso ligneo.

TappaChiesa di San Francesco D’Assisi

Il Convento dei Frati Cappuccini sorge all’estremità della via Giudea, un tempo chiamata "Judea" o "Colle dei greci" perché, nel XIV secolo vi abitavano 25 famiglie Ebree. Come si evince da un’iscrizione posta sui gradini, il Convento venne fondato nel 1589 dai Padri Cappuccini i cui nomi sono ignoti. Tutt’ora nel convento vi sono pochi frati che si occupano della gestione del Convento e del culto della Chiesa.
La chiesa (restaurata nel 1927 e nel 1977) presenta una sola navata con delle cappelle laterali. Nella sacrestia si trova un tabernacolo in legno del 1600 scolpito a mano, in ottime condizioni. Il convento custodisce inoltre una biblioteca di un valore inestimabile divisa in due settori: il primo contiene volumi antichi, mentre il secondo contiene libri successivi al 1927. Sono presenti circa 7000 opere letterarie risalenti al 1500 circa. Alcune trattano argomenti religiosi, altre riguardano argomenti di medicina.

TappaTorre Normanna

La Torre Normanna (anche conosciuta come Torre campanaria di S. Pietro) è un bellissimo monumento che risale al 1079 e funge da campanile alla Chiesa di San Pietro. Era una delle torri dell’antico castello fatto costruire dal Conte Ruggero D’Altavilla in occasione del lungo assedio della città di Enna, fortezza della quale non restano che pochi resti, molti dei quali sono stati inglobati da costruzioni postume, come la già citata chiesetta di San Pietro.
La Torre ha una pianta rettangolare e vi si accede mediante un portale a sesto acuto che conduce fino alla cella campanaria. La cella, dalla quale si aprono delle finestre con arco ogivale, ospita sette campane, la più antica delle quali risale all’aprile del 1561.

TappaLa necropoli di Realmese


Foto di Davide Mauro - Opera propria, CC-BY-SA 4.0

A circa 3 km da Calascibetta si trova la necropoli preistorica di Realmese, caratterizzata da 288 tombe a grotticella del tipo Pantalicano (cioè dello stesso stile della necropoli di Pantalica). Le tombe possono essere datate in due diverse epoche: le prime di età protostorica (IX secolo a.C.) e le altre in età arcaica (VI secolo a.C.) riutilizzate dalle precedenti.
Una prima campagna di scavi venne eseguita negli anni 1949-1950 con l'archeologo Luigi Bernabò Brea che trovò diversi reperti: ceramiche, coltellini, anelli, orecchini e fibule, oggi esposti presso il Museo Regionale Paolo Orsi di Siracusa.

TappaIl villaggio bizantino Canalotto

Il villaggio si trova a circa 4 km da Calascibetta. Il sito si sviluppa lungo il vallone Canalotto ed è testimonianza della dominazione bizantina prima, e araba poi nel territorio siciliano. Il sito è composto da una serie di ambienti scavati nella roccia su cui si distinguono delle chiese bizantine con relativi colombarium, dei palmenti e il villaggio vero e proprio. Le tracce rinvenute mostrano l'organizzazione della vita quotidiana della comunità che si è mantenuta anche in epoca araba, quando venne costruito il qanat.

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