Centuripe, una stella marina adagiata sulla cima di una montagna

L'antica cittadella nota in tutto il mondo per le sue ceramiche

04 novembre 2016
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ph. travelbook.de

Una stella marina adagiata sulla cima di una montagna dalla quale si possono ammirare, in tutto il loro splendore, l'Etna e la Piana del fiume Simeto. Così appare dall'alto Centuripe, un grazioso comune montano a circa 60 km da Enna. L'impianto cittadino dalla singolare forma, sfrutta la sommità pianeggiante delle creste montuose tralasciando le ripide valli con strette stradine che si dipanano sino alla piazza principale, sulla quale sorge la settecentesca Chiesa Madre.

La città ha origini molto antiche e sembra essere stata fondata dai Siculi, popolazione di origine Osco-Umbra, che emigrò in Sicilia probabilmente in epoca precedente al X secolo a.C. La presenza dei Siculi in questi luoghi è stata confermata dal ritrovamento di un Askoi del VI sec a.C., un vaso molto diffuso in Grecia e in Italia, anche in età classica, che può assumere forme di figure animali, pesci, uccelli, e ha talvolta un beccuccio laterale e decorazioni geometriche. L'iscrizione contenuta nell'Askoi, oggi conservato al Museo Karlsrhue in Germania, sottolinea inoltre, diverse affinità tra i Siculi e i popoli protolatini. A conferma di ciò, nel 1962, fu ritrovato casualmente a Centuripe un'antica iscrizione su pietra che raccontava di un trattato di pace tra la città siceliota di Centuripe e Lanuvio, in Lazio e di una missione diplomatica svolta da tre ambasciatori centuripini (Filarkos, Lampon, Zoarkos) che intorno al II sec a. C si recarono a Lanuvio e a Roma per rinnovare la parentela fra i loro concittadini e i Lanuvini. Il ricordo del gemellaggio tra Lanuvio e la cittadina siciliana, celebrato attorno al II secolo a.C., è stato rinnovato solennemente in tempi recentissimi nel 1974.
L'origine del nome della città può essere fatto risalire invece, alla colonizzazione greca di Kentoripa del IV sec. a.C. anche se l'aspetto roccioso dei luoghi  ha fatto azzardare a qualcuno l'ipotesi che derivi dal latino Centum Rupes (cento rupi). La cittadella, difatti, fu conquistata dai romani che la trasformarono in un fiorente centro economico e culturale. Sotto le dinastie aragonese e angioina il borgo venne distrutto e tutti gli abitanti furono deportati. Solo nel 1548 il Paese conobbe una marcata ripresa quando venne ricostruito dal conte di Adernò Francesco Moncada e a tale nobile famiglia rimase sino all'abolizione dei diritti feudali.

Il paesino, oggi tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione, è stato, nel lontano passato, un punto strategico sulla via di comunicazione tra la piana di Catania e le montagne dell'interno. Ciò spiega perchè, in particolare in epoca romana, Centuripe godette di una notevole prosperità economica tanto che Cicerone la definì nel 70 a.C. una delle città più fiorenti della Sicilia. I resti monumentali della zona archeologica risalgono proprio al periodo romano. Da visitare assolutamente il Tempio degli Augustali (I-II sec. D.C.), edificio a pianta rettangolare che si affacciava su una via colonnata e due tombe monumentali a torre. Una di queste è conosciuta come 'Dogana', di cui è visibile solo il piano superiore, l'altra come il 'Castello di Corradino'. Superato il Castello si arriva al Foro di cui è possibile ammirare i resti, proseguendo si incontra una casa ellenistica, ennesima testimonianza del passaggio del popolo greco in Sicilia. Essa presenta al suo interno alcuni resti di pitture parietali e un mosaico a soggetti geometrici. Nella zona nord-occidentale del paese invece, attraversando una strada pavimentata in pietra si giunge ai resti di un Ninfeo, sospeso sul vallone di un torrente, dove un tempo dovevano realizzarsi degli splendidi giochi d'acqua. Della struttura è visibile una parete in mattoni con cinque nicchie, resti di una vasca per la raccolta delle acque e parti dell'acquedotto.

Diversi reperti che vanno dall'VIII sec. a.C. al Medioevo verranno in un prossimo futuro esposti nel moderno edificio del Museo Archeologico. Da ricordare in particolare le statue provenienti dal Tempio degli Augustali, tutte riferibili a imperatori e loro familiari; la testa dell'imperatore Adriano molto probabilmente appartenuta, considerando le proporzioni, a una statua di almeno 4 m; due splendide urne funerarie della famiglia degli Scribonii (senz'altro importate da Roma); terrecotte di produzione locale (III-I sec. a.C.) ed un notevole gruppo di maschere teatrali. Centuripe comunque, è universalmente nota nella letteratura archeologica per due prodotti dell'artigianato artistico di epoca ellenistica e precisamente per la produzione di statuette di terracotta e di vasi policromi. Molti reperti a causa di scavi e commercio clandestini oggi si trovano sparsi nei musei di tutto il mondo. I vasi, databili tra il III e il II secolo a.C.,  presentano una decorazione a rilievo e una pittura figurata a colori con soggetti che si rifanno al culto dionisiaco. La pittura è realizzata a tempera, dopo la cottura del vaso. I soggetti sono per lo più donne spesso in gruppi di tre, due laterali che assistono quella di mezzo porgendole oggetti da toilette, ornandola, incoronandola; è facile intuire che si tratta della preparazione della sposa  per la posizione centrale della figura che è contraddistinta dal velo o dalla corona nuziale, protetta dall'ombrello, seduta sulla Kline (divano, letto), in atto di sacrificare la cintura sull'altare di Afrodite.


ph. www.distrettodeadimorgantina.it

A volte, negli oggetti funerari, la figura centrale diventa Dioniso. Tra il III e il II secolo a.C., nelle officine di Centuripe, sono state prodotte numerose statuette di terracotta che ritraggono soggetti più vari: dalla realtà quotidiana, divinità, personificazioni ecc. Le fornaci sembrano raggrupparsi in veri e propri quartieri industriali ai margini dell'abitato. Molti dati interessanti stanno venendo fuori da recenti scavi che hanno portato alla luce terrecotte e resti di strumenti per la lavorazione dell'argilla; una grondaia a maschera leonina che è stata recuperata assieme a parte della matrice da cui era stata tratta. Numerosi reperti si trovano al Museo Archelogico che espone buona parte del materiale rinvenuto degli scavi della zona. Notevole una preziosa statua dell'imperatore Antonino Pio, un torso con la testa di Medusa, una raccolta di deliziose figurine fittili, una raccolta dei tipici vasi centuripini.

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