Cinisi in soli 100 passi

Qui il regista Marco Tullio Giordana girò il suo famoso film su Peppino Impastato

08 settembre 2011

A circa 32 Km da Palermo, in una zona litoranea collinare, a circa 75 metri sul livello del mare, sorge Cinisi, autentica perla incastonata tra il blu del litorale marino e il paesaggio sublime della montagna, con la vetta del Monte Pecoraro e i suoi declivi coltivati a ulivi saraceni, carrubbi e frassini. A proteggerla un tempo c'erano le tre torri dell'Orsa, di Pozzillo e del Molinazzo, che insieme alla Corte benedettina, sono i monumenti più antichi della ridente cittadina. Cinisi infatti, fu fondata nell'XI secolo intorno ad un casale di architettura araba, soltanto nel XII secolo, fu edificata la zona più antica dell'attuale città, ad opera dei Frati Benedettini di San Martino delle Scale che, in quel piccolo borgo, costruirono una corte, che oggi ospita la sede del Comune.

Cinisi ha un territorio variegato, ottenuto dall’accostamento di vecchi comuni diversi. Montagna Longa, ad esempio, è a metà strada tra Cinisi e Carini, e buona parte del nucleo urbano è a contatto con le edificazioni della vicina Terrasini, tanto che è difficile capire dove finisce un paese e inizia l’altro. La spiaggia Magaggiari, che è in territorio di Cinisi e che costituisce uno dei gioielli naturali del territorio per il suo arenile di sabbia soffice e per i fondali bassi e rocciosi, in realtà sembrerebbe appartenere al territorio di Terrasini. Comunque la città ha anche altre splendide spiagge dove è possibile prendere il sole e godere di servizi moderni, fare una gita in pedalò o affittare una canoa. Ciliegina sulla torta un clima mite tutto l'anno, perfetto per immergersi nelle acque cristalline del mare o anche solo per passeggiare nel centro pittoresco del paese.

Famosa per aver dato i natali a Peppino Impastato (1948 – 1978), politico, attivista e animatore culturale, che negli anni 70 perse fu brutalmente ammazzato dalla mafia in seguito alle sue denunce, Cinisi è anche lo scenario in cui, nel 2000, il regista Marco Tullio Giordana girò 'I cento passi'. "Tra la casa di Peppino Impastato e quella di Gaetano Badalamenti ci sono cento passi - scriveva Claudio Fava nel suo libro 'I cinque delitti imperfetti - Li ho consumati per la prima volta in un pomeriggio di gennaio, con uno scirocco gelido che lavava i marciapiedi e gonfiava i vestiti. Mi ricordo un cielo opprimente e la strada bianca che tagliava il paese in tutta la sua lunghezza, dal mare fino alle prime pietre del monte Pecoraro. Cento passi, cento secondi: provai a contarli e pensai a Peppino. A quante volte era passato davanti alle persiane di Don Tano quando ancora non sapeva come sarebbe finita. Pensai a Peppino, con i pugni in tasca, tra quelle case, perduto con i suoi fantasmi. Infine pensai che è facile morire in fondo alla Sicilia". Già nel 1993 Claudio Fava e il regista Marco Risi avevano preparato, per Canale 5, un servizio su Impastato, il primo di una serie intitolata 'Cinque delitti imperfetti', quelli di Impastato, Boris Giuliano, Giuseppe Insalaco, Mauro Rostagno e Giovanni Falcone.

Solo nel 1998 però Fava, insieme alla sua compagna Monica Capelli, cominciò a lavorare sulla sceneggiatura del film. La regia venne affidata a Marco Tullio Giordana, già autore di alcuni film impegnati, come 'Maledetti vi amerò' (1980) e 'Pasolini, un delitto italiano' (1995). Il regista individuò i luoghi, ascoltò le testimonianze, assunse gli attori tutti del luogo e comunque siciliani: tra questi Luigi Lo Cascio nei panni di Peppino (cui somiglia in modo impressionante), Lucia Sardo in quelli della madre, Gigi Burruano che interpreta il padre e Tony Sperandeo, come al solito nella parte del cattivo di turno, questa volta Tano Badalamenti. Il film ottenne un successo immediato: presentato al Festival di Venezia conquistò ben dodici minuti di applausi a parte il premio per la migliore sceneggiatura e il Leoncino d’Oro a Lorenzo Randazzo, per la parte di Peppino bambino. Inoltre ha rappresentato l'Italia gli Oscar e nell’aprile del 2001 , vinse cinque David di Donatello, tra i quali quello per la scuola e quello per il miglior attore protagonista a Luigi Lo Cascio. I critici quasi all'unanimità lo definirono un film di grande impegno civile che si assume il compito di ricordarci che la lotta al fenomeno mafioso non appartiene solo ad una 'parte' politica, altri critici soprattutto americani dissero invece che si trattava di un film di propaganda comunista.

La trama - La storia si svolge a Cinisi, dove il giovane Peppino Impastato vive cercando di tagliare i ponti con l'ambiente mafioso che il padre Luigi, per paura, non ha la forza di rompere. Per far questo Peppino, animato da uno straordinario senso civico, non esita, con l'involontaria complicità del fratello Giovanni, ad attaccare 'don Tano' denunciandone pubblicamente le malefatte e spesso prendendolo in giro e chiamandolo 'Tano seduto'. La morte violenta dello zio capomafia, l'incontro con il pittore comunista Stefano Venuti, il rifiuto del padre e della famiglia intesa in senso mafioso, sono gli elementi che segneranno il giovane, provocando la grande svolta nella sua vita. La frase 'noi comunisti perdiamo perché ci piace perdere' sembra quasi un preludio alla sua tragica morte, che giunge quando ormai è diventato troppo scomodo ai mafiosi e il padre, morto in un oscuro incidente, non può più proteggerlo. Viene ucciso soprattutto per l'operato dell'irriverente Radio Aut, dai microfoni della quale si è scagliato senza freni a denunciare la mafia e i suoi misfatti. Impastato muore il 9 maggio del 1978, nel giorno del delitto Moro. Oscurati dalla tragedia nazionale in atto in quei giorni, la sua storia e la sua tragica fine resteranno ignoti alla massa per più di vent'anni, sino all'uscita del film.

I luoghi del set - 'I cento passi' è stato girato nei luoghi in cui si sono svolte veramente le vicende di Peppino Impastato, come già detto, nato a cento passi dalla casa del potente capomafia Tano Badalamenti, in Corso Umberto, a Cinisi. Oggi la casa di Don Tano è stata confiscata ed è stata affidata dal Comune all'associazione che porta il nome di Peppino per allestire una biblioteca. Si tratta di una palazzina a due piani che i giudici Falcone e Borsellino avevano sequestrato nel 1985, dove per anni i più pericolosi esponenti della mafia siciliana sono passati da Bernardo Provenzano sino a Luciano Liggio e tanti altri. Sempre sul corso Umberto c'è anche la casa di Peppino Impastato, un importante punto di memoria e raccordo delle diverse esperienze antimafia e di impegno civile che è stato trasformato dal fratello Giovanni, nella 'Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato', intitolata anche alla madre, che fino alla morte (nel 2004) si è battuta per ottenere verità e giustizia. In Piazza Vittorio Emanuele Orlando, altro luogo prediletto del set, sorge la Chiesa Madre, uno degli edifici più importanti di Cinisi, consacrata a Santa Fara, patrona del paese, ed edificata nel XVII secolo. L'esterno è molto semplice con decorazioni solo accennate, mentre l'interno, ad unica navata, in marmo policromo conserva ancora oggi la maggior parte degli arredi originali. Tra questi un pregiato palio lavorato in coralli e lapislazzuli da artisti trapanesi, un pregevole organo ancora funzionante e diversi dipinti e statue ritraenti principalmente immagini legate alla vita dei Santi. Di notevole interesse sono, infine, gli estesi cunicoli che si trovano sotto la Chiesa appartenenti alla cripta, che un tempo rappresentava una vera e propria necropoli. Un altro posto da visitare è Piazza Stazione, nei cui pressi, trovò la morte Impastato.

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