Da Palazzo Adriano ad Hollywood

Qui il regista Giuseppe Tornatore girò il film premio Oscar 'Nuovo Cinema Paradiso'

06 ottobre 2016
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A 83 km da Palermo, su un altopiano alle falde del Monte delle Rose, sui Sicani, sorge Palazzo Adriano, piccolo paesino medievale nel cuore della provincia di Palermo e ai confini con quella di Agrigento. Il territorio di Palazzo Adriano è un autentico paradiso terrestre, pieno di boschi e attraversato da diversi corsi d'acqua, fra cui il più importante è il fiume Sosio. Il paesino è il luogo ideale per trascorrere qualche giorno all'insegna del relax, immerso com'è nel verde e circondato da boschi dove vivono, indisturbate, varie specie animali e vegetali anche molto rare. Qui inoltre, in estate, il clima non è mai troppo caldo e l'aria è pura.
Il centro è abitato da due diversi gruppi etnici: i Latini che seguono il rito romano ed i Greco-Albanesi che seguono quello Bizantino. Entrambi conservano gelosamente i propri usi, costumi e tradizioni.

In questo luogo incantevole, nel 1988, il regista bagherese Giuseppe Tornatore girò il suo film più famoso, 'Nuovo Cinema Paradiso', con cui fra l'altro, vinse il premio Oscar. Il paesino, che nel film si chiama Giancaldo (in realtà nome di una collina bagherese), non esiste realmente.
Il film narra le vicende di Salvatore, noto regista di origine siciliana, che ritorna da Roma nel paesino natio dopo 30 anni di assenza per partecipare ai funerali del suo grande amico Alfredo. Era stato proprio lui, proiezionista della sala cinematografica parrocchiale, a trasmettergli la grande passione per il mondo della celluloide e a spronarlo a lasciare la Sicilia, per seguire una strada diversa che lo avrebbe reso celebre e realizzato. E' sempre Alfredo ad accompagnare Totò nelle tappe principali della sua infanzia e adolescenza sino a passargli il testimone come proiezionista nel rinnovato cinema 'Paradiso'. Il ritorno in sicilia porterà Salvatore ormai adulto ad affrontare ricordi e fantasmi del suo passato, forte però delle esperienze di una vita, saprà tirare le somme e guardare avanti. Il film è una celebrazione del grande cinema, è un pò il cinema che celebra se stesso attraverso l'inserimento di spezzoni di molti capolavori del dopoguerra, dai kolossal americani ai film di casa nostra. 

Le tappe del nostro itinerario

TappaCastelbuono

I luoghi del set - Gli esterni del film sono stati girati in diversi luoghi della Sicilia come Bagheria, Castelbuono, Lascari, Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano, Santa Flavia, San Nicola L'Arena, Termini Imerese e Cefalù
Al castello dei Ventimiglia di Castelbuono ad esempio è stato adibito il liceo frequentato da Elena e Salvatore e li sono state girate le scene dei primi incontri tra i due; nel porticciolo di Cefalù invece avvenivano le proiezioni del cinema estivo all'aperto, mentre altre scene sono state girate anche sulla Rocca che si erge sul paesino marinaro.

TappaPalazzo Adriano

Per quanto riguarda Palazzo Adriano poi, numerose scene sono state realizzate nell’antica piazza Umberto I, che, auto a parte, è ancora oggi identica a quella del film con la sua fontana ottagonale del 1600, che oltre a dissetare per secoli gli abitanti del luogo, conserva il ricordo degli amministratori che la costruirono. Nella piazza spiccano inoltre la Chiesa della Madonna del Lume (di rito latino), la Chiesa di Maria SS. Assunta (di rito greco-bizantino), entrambi del XVIII secolo, e il Circolo dei reduci di guerra. Tornatore costruì qui anche il suo Cinema Paradiso, che poi andò in fiamme. Sempre sulla piazza si affaccia il Palazzo comunale all'interno del quale, al piano terra, si trova un museo diviso in diverse sezioni: Museo geonaturalistico del Permiano del Sosio che espone i calchi dei reperti geologici risalenti a circa 300 milioni di anni fa, ritrovati nel territorio della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio; la Galleria foto 'Nuovo cinema Paradiso' in cui si possono ammirare le scene e i retroscena del film di Tornatore raffigurati in oltre 100 fotografie originali; il Museo della cultura Arbëreshë nelle vecchie stalle del castello borbonico collocate nella parte antica del paese.

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