Favignana, la grande farfalla

Il mare limpido, le deliziose calette, i colori e i profumi della macchia mediterranea

07 luglio 2016

A circa 7 km dalla costa siciliana, tra Trapani e Marsala, affiorano le Isole Egadi: Favignana, Marettimo e Levanzo, gli isolotti Maraone, Formica, Galera e Galeotta e Il Fariglione.
La più grande delle isole è Favignana, dalla caratteristica forma di una farfalla con le ali spiegate sulle acque del Mediterraneo, che con i suoi 19,8 Kmq è situata proprio di fronte alle isole dello Stagnone e all'aeroporto di Trapani Birgi. L'isoletta si raggiunge in circa un'ora di navigazione via nave e in mezz'ora via aliscafo. Il panorama è molto vario anche per la presenza di cave di tufo, utilizzate un tempo per estrarre il materiale con il quale sono state edificate tantissime abitazioni in Sicilia e nel Nord Africa.
L'isola ha una costa molto varia che corre per circa 33 km e che è un continuo alternarsi di rocce alte e basse con sabbia fine, di colore bianco e rosa, dalle quali ci si può tuffare in un mare trasparente e ricco di aragostepolpi, molte varietà di "pesce bianco" come la ricciola, la sarpa, il sarago, lo scorfano, il "pesce azzurro" come il 'cicireddu' e la sarda. Un paradiso naturale insomma, che possiede tutta una serie di calette nelle quali si può godere un mare incontaminato e un panorama mozzafiato, a cominciare dalla Cala Rossa, uno dei simboli dell'isola con il suo mare di colore turchese, in contrasto con le bianchissime pareti dei fondali. Situata tra Punta Marsala e Punta Fanfalo c'è pure la Cala Azzurra con i suoi fondali bianchi; da non perdere il Bue marino, un tempo rifugio della foca monaca, luogo ideale per prendere il sole. Il Lido Burrone è invece la spiaggia più grande dell'isola, con la sabbia bianca e il fondale pulito, la Plaia, vicino al centro abitato tra la Camparia e lo Stabilimento Florio. Inoltre è possibile effettuare escursioni tra gli scogli, le calette e le grotte dell'isola approfittando del servizio messo a disposizione dai pescatori locali, oppure prendere l'aliscafo dal porto di Favignana e raggiungere le vicine Marettimo e Levanzo. L'isola inoltre ospita numerosi camping, alberghi e due villaggi turistici.

Pillole di storia - Gli antichi quando si riferivano a Favignana la chiamavano Aegusa da Aegades o Aegates, che significa "isola delle capre", perché ritenevano che fosse popolata da capre selvatiche, come racconta lo stesso Omero nell'Odissea. Il nome Favignana deriva invece, da Favoniana, che in latino diventa Faugnana o Favignana in italiano. La presenza umana in questi luoghi è antichissima è risale addirittura al Paleolitico superiore (a circa 10.000 a.C.) come testimoniano evidenti tracce nei pressi delle grotte del faraglione e nella grotta del pozzo in zona San Nicola. Qui nell'VIII secolo a C., si stabilirono i Fenici dei quali sono tuttora visibili le grotte in cui abitavano e di uso funerario. Nelle acque che circondano l'arcipelago si svolsero alcune battaglie delle Guerre Puniche attraverso le quali l'Impero Romano estese la sua influenza sulla Sicilia. In seguito alla caduta dell'Impero, l'isola divenne facile preda dei popoli barbari (440 a.C.) e più tardi dei Saraceni che costruirono le prime torri di avvistamenti sul Monte Santa Caterina, che in seguito Ruggero il Normanno trasformò in fortezze per la difesa della costa. Nel XIV secolo, sotto il dominio Aragonese, Favignana subì spesso insurrezioni, prigionie e soprusi dovuti alla cattiva amministrazione dei governanti. Intorno alla metà del XVII secolo l'isola fu governata da Giacomo Frignoni e in seguito venduta a Camillo Pallavicino che incrementò lo sviluppo dell'agricoltura e della pesca. Nel 1874 Ignazio Florio acquistò l'arcipelago delle Egadi e vi impiantò il più grande stabilimento europeo per la lavorazione del pesce e la mattanza.

Le tappe del nostro itinerario

Forte di Santa Caterina

Favignana offre tante possibilità agli amanti della natura per fare passeggiate all'aria aperta a cominciare da Monte Santa Caterina (310 metri) la cui scalata prevede un percorso di circa 45-60 minuti. Immersi in una ricca varietà di piante selvatiche e spezie tipiche della macchia mediterranea è possibile ammirare diverse specie di uccelli e conigli selvatici.
Proseguendo ci si imbatte nell'antica fortezza che domina l'intera isola e che si può visitare. Uno splendido paesaggio su Favignana, sui profili della Sicilia, da Erice a Marsala, da Levanzo a Marettimo si apre in prossimità degli accessi alle torri.
Gli appassionati di speleologia possono invece, organizzare un'escursione all'interno delle grotte di San Nicola dove sono state ritrovate importanti testimonianze della presenza dell'uomo preistorico. Da questo luogo è possibile ammirare 'il bagno delle donne', un'opera di epoca romana costituita da un'insieme di vasche alimentate da canali sottomarini che un tempo trasportavano acqua calda per permettere di fare il bagno.

Tonnara Florio

La storia di Favignana è legata a filo doppio a quella della tonnara Florio, uno straordinario esempio di architettura industriale dove veniva lavorato e conservato il pesce e soprattutto il tonno. I Florio, durante la mattanza, si trasferivano in un palazzo vicino al porto che ancora oggi porta il loro nome, costruito nel 1876 dall'architetto Giuseppe Damiani Almeyda per esaltare la potenza e la ricchezza della loro famiglia. Da vedere anche la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna dell'Immacolata Concezione, con la sua forma a croce, collocata in una posizione decentrata rispetto alla piazza per permettere la vista del mare e il tiro dei cannoni da Forte San Giacomo (che oggi è stato adibito a carcere). La Chiesa custodisce un prezioso crocifisso in legno dell'VIII secolo ed una statua in marmo dedicata a Sant'Antonio da Padova.

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