Giù, nelle viscere di Palermo

Un itinerario nel ventre oscuro e misterioso del capoluogo siciliano

07 luglio 2016
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Ph. Vincenzo Russo, Terradamare (Itinerario "Palermo vista dall'alto")

Palermo è una città d'arte ricca di storia e cultura. In ogni angolo si possono scorgere i segni lasciati dalle tredici dominazioni che si sono susseguite in soli ventotto secoli. Esiste quindi la città Punica, quella Greca, Romana, Bizantina, Araba, Normanna e Sveva. L'anima di Palermo tuttavia, si individua soprattutto nei quartieri e nei mercati del suo centro storico (Ballarò, Vucciria, Capo, Kalsa) che esprimono tutta la vitalità ed energia di una città multietnica.
Accanto, o meglio, sotto questa Palermo così solare e aperta ce n’è un'altra più oscura e misteriosa, una città sotterranea. Bisogna scendere proprio nelle viscere di questa città per conoscerla a fondo. Qui un complesso di cripte, catacombe, pozzi, cisterne, silos, camminamenti, cave in galleria, camere dello scirocco, qanat e tante altre architetture, hanno fatto guadagnare al capoluogo siciliano un primato in Europa, ossia quello di possedere il più grande patrimonio ipogeo sia di origine antropica che di genesi carsica. Pertanto si ritrovano allo stesso tempo ambienti artificiali scavati nella calcarenite e suggestive grotte naturali erose e istoriate dall’acqua nel calcare.
L'itinerario di questa settimana vuole esplorare il sottosuolo di Palermo. E' un itinerario adatto a tutti tranne a coloro che soffrono di claustrofobia o hanno paura del buio...

Le tappe del nostro itinerario

 

TappaCatacomba paleocristiana di Porta DOssuna

Cominciamo subito dai complessi catacombali presenti in città. Sotto i palazzi, le strade e i monumenti di Palermo che vediamo, infatti, spesso si trovano cunicoli sotterranei scavati per la costruzione di catacombe paleocristiane, vere necropoli sotterranee realizzate in base a ben precise norme progettuali. Scavate nella friabile calcarenite giallastra sono la catacomba paleocristiana di Porta D'Ossuna e quella di San Michele che si sviluppa presso il complesso gesuitico di Casa Professa, al di sotto della Chiesa medievale di S. Maria della Grotta, oggi inglobata nella seicentesca Chiesa di S. Michele.

TappaCatacombe dei Cappuccini

Il complesso catacombale dei Cappuccini , famoso per le mummie, si trova invece, al di fuori della cinta muraria della città e la sua costruzione risale presumibilmente intorno al 1599 ad opera dei frati che si erano stabiliti in città. Da annoverare anche la necropoli punica ritrovata in seguito ad attenti scavi in Corso Calatafimi, testimonianza di quanto antica sia 'Panormos'. Per rendere più agevole e sicura la visita è stato realizzato un percorso su passerelle e barriere di plastica trasparenti.

TappaI rifugi antiaerei

Una pagina di storia più recente è documentata dai diversi rifugi antiaerei presenti in città, costruiti nel periodo precedente alla II guerra mondiale per difendersi dai raid degli alleati, tra il 1942 e il 1943. Furono utilizzate per lo scopo anche parte delle catacombe paleocristiane (quelle di Porta d'Ossuna), trasformate in autentici bunker. Quando suonava la sirena si doveva raggiungere il ricovero più vicino che spesso si trasformava in un'autentica trappola senza vie d’uscita se non quella d’ingresso. Tra questi ricordiamo quello di Piazza Pretoria, il Bastione di Porta Guccia o quello sotto il cortile del Monastero dell'Assunta. Alcuni erano veramente enormi e potevano contenere sino a 2000 persone e si raggiungevano seguendo delle frecce blu sulle mura, seguite dalla distanza del rifugio in metri.

TappaStanze dello Scirocco ad Altarello di Baida

Altre cavità ipogee artificiali sono le cosiddette Stanze dello Scirocco, impiegate dalla nobiltà settecentesca palermitana per trovare un po' di refrigerio nelle calde giornate di scirocco estivo o per conservare alimenti facilmente deperibili. Spettacolare e visitabile e la Stanza dello Scirocco di Villa Savagnone, in via Micciulla ad Altarello di Baida. Accediamo alla camera attraverso un agrumeto e una scalinata realizzata in calcare di Billiemi, intagliata nella roccia. Sulla parete opposta alla scala c'è una cascata che si getta nella sottostante pozza, la cui acqua proviene da una sorgente posta all'interno del Quanat medievale dell'Uscibene. Tale cascata, oltre a contribuire all'effetto scenografico dell'ambiente, consentiva di diminuire ulteriormente la temperatura della camera.

TappaQanat di Fondo Micciulla

Autentici capolavori di ingegneria sotterranea sono invece, i qanat, costruiti nel medioevo per rispondere all'esigenza di sfruttare le falde acquifere in modo da soddisfare il fabbisogno idrico urbano. Sono costituiti da una serie di cunicoli verticali simili a pozzi, collegati da un canale sotterraneo in lieve pendenza. Nel periodo musulmano (a cominciare dal XI secolo) rifornivano d'acqua non solo le fontane e gli Hammam di Palermo, ma anche le abitazioni private. Furono proprio questi a traformare una città arida in un autentico giardino lussureggiante. Bastava intercettare la sorgente o la falda acquifera, sfruttare la gravità determinando una lieve pendenza per assicurare un flusso lento ma continuo, essendo la destinazione più bassa rispetto all'origine. In questo modo l'acqua arrivava in superficie coprendo lunghissime distanze. Di origine araba sono pure le foggare, gallerie sotterranee che permettono di creare un flusso idrico, una sorta di scivolo in pietra sepolto sotto uno strato di terra e capace di catturare e convogliare sia l'acqua delle piogge che l'umidità della notte. I qanat visitabili a Palermo sono oggi solo tre: il Gesuitico basso (o della Vignicella), il Gesuitico alto e quello dell’Uscibene con la sua magnifica camera dello Scirocco di cui parlavamo sopra.

TappaBagno della Regina allAcquasanta

Il sottosuolo del nostro capoluogo ospita anche diverse grotte che gli appassionati di speleologia possono esplorare come ad esempio 'la grotta del bagno della Regina' all'Acquasanta, costruita dall'abate Gioeni per fare il bagno in un posto assolutamente originale, con pilastri naturali che la sostengono e che creano contrasti pittoreschi e con aperture che permettono di intravedere panorami mozzafiato. Sempre all'Acquasanta c'è la chiesa sotterranea della Madonna dell'Acquasanta, costruita probabilmente nel XVII secolo, anch'essa in una piccola cavità naturale in prossimità del mare nella quale sgorgava una sorgente d'acqua. La chiesetta attualmente è nel più completo abbandono, ma Mongitore, storico palermitano del XVII secolo, ne ha lasciato una descrizione particolareggiata. C'erano quattro altari dei quali rimangono pochi resti di quello maggiore e di quello posto alla destra di chi entra dedicati a Santa Rosalia e alla Madonna dell’Acquasanta. Non rimane traccia dell’antico affresco della Madonna rinvenuto nel 1022 che tanto stupore destò per la resistenza alla salsedine.

TappaVia Beati Paoli


ph. Patrizia Graziano (siciliasicilia.blogspot.it)

Di misteri Palermo ne nasconde parecchi, ma c'è ne uno che dura da cinque secoli, il segreto di una leggendaria setta che ha attraversato vicoli e sotterranei del centro storico, i Beati Paoli, organizzazione che combatteva lo strapotere e i soprusi dei nobili. Secondo il marchese di Villabianca, che ne parlò in uno dei suoi diari, i Beati Paoli ebbero la loro sede principale sulla via omonima dietro la chiesa di Santa Maria di Gesù, dove s'apriva una grotta ora murata e interrata che comunicava con un condotto che corre fino alle catacombe delle Cappuccinelle (in via Papireto) e da qui sino alle catacombe di Porta d'Ossuna. In questo modo i leggendari incappucciati potevano muoversi facilmente per la città in gran segreto.

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