I castelli della provincia di Enna

Nel cuore della Sicilia anche il maniero italiano più vicino alle stelle

14 giugno 2016
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Nel cuore della Sicilia, Enna è situata su un promontorio a circa 931 metri sul livello del mare che ne fa il capoluogo di provincia più alto d'Italia. L'itinerario che vi proponiamo è di grande interesse artistico e culturale perchè si tratta di un viaggio attraverso i più  antichi e meglio conservati castelli della provincia di Enna.

Le tappe del nostro itinerario

TappaCastello di Lombardia

 Si parte dal famoso Castello di Lombardia posto nel punto più alto della città che costituisce il baluardo difensivo più grande ed importante della Sicilia. Pare che in epoca normanna vi fosse un insediamento lombardo e ciò ne spiega il nome ma il nucleo originario sorse come fortezza già in periodo sicano. I Sicani infatti, incalzati dall'avanzare dei Siculi, oltre 2000 anni fa, fondarono nella parte più alta della montagna (970 m. s.l.m.), Henna, una fortezza attorno alla quale successivamente nacque una città. In periodo greco la città era già una vera e propria roccaforte militare tanto che i Romani dovettero passare dalla rete fognaria per riuscire ad espugnarla.

Sotto il maniero c'era la cosiddetta Rocca di Cerere sulla quale sorgeva il famosissimo tempio, descritto da Cicerone, che i Sicani avevano dedicato alla dea delle messi, il cui culto nato qui si sarebbe poi diffuso in tutto l'impero romano. Nel X sec. a.C. gli Arabi ricostruirono il castello, mentre in età sveva l'architetto Riccardo da Lentini lo ristrutturò innalzando 20 bellissime torri per rafforzare gli imponenti muraglioni stretti attorno agli atri residenziali, ove soggiornò anche Federico II di Svevia durante i periodi estivi. In questo periodo il castello fu considerato uno dei più inespugnabili d'Italia e, qui per due volte, fu riunito il Parlamento del Regno svevo. Il declino iniziò con l'avvento dei Borboni che lo trasformarono in un carcere di massima sicurezza dal quale era impossibile evadere. Dal punto di vista architettonico il maniero presenta elementi costruttivi bizantini, normanni e svevi e conserva ancora sei delle 20 torri di un tempo. All’interno vi sono vari cortili: il Piazzale delle Armi, oggi sede di un grande teatro all'aperto che prende il nome di Teatro delle Stelle, il Piazzale delle Vettovaglie e il Piazzale di San Martino, dove si trova la Torre Pisana, unica torre rimasta integra. Dall'alto della torre si gode di uno dei più estesi panorami dell'intera Sicilia, con l'Etna sullo sfondo. Ai piedi del castello una statua ricorda il coraggioso schiavo siriano Euno che nel 135 a.C. guidò una rivolta di schiavi che i romani riuscirono a domare soltanto dopo tre anni.

TappaCastello di Sperlinga

Proseguendo verso nord, dopo Leonforte, seguendo sulla sinistra la Statale 117, si incontra il caratteristico Castello di Sperlinga, a strapiombo su una bellissima vallata. Sperlinga sorge lungo il fianco di uno sperone roccioso utilizzato sin dai tempi dei Sicani come insediamento rupestre, difatti il borgo custodisce una cinquantina di grotte scavate nella roccia oggi adattatte ad abitazioni o depositi. Tutto l'impianto architettonico è di tipica fattura medievale, ma l'origine del Castello deve essere più antica, almeno nella parte rupestre scavata direttamente nella roccia. Edificato intorno il 1082, il maniero è costituito dalle spesse mura in pietra viva, dai gradini intagliati nella roccia, da stanze ricavate dalla massa rocciosa ed è protetto dalle barriere naturali del sito in cui si trova. La sua storia infatti, è strettamente legata a quella di un importante evento storico che avvenne proprio a Sperlinga. Sull'ingresso principale è incisa, su un arco a sesto acuto, una iscrizione in latino: Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit (Ciò che piacque ai siciliani, venne negato dalla sola Sperlinga). La frase si riferisce ad un evento avvenuto nel lontano 1282 quando a Palermo cominciò la rivolta contro gli angioini che divampò subito in tutta la Sicilia. Una guarnigione di francesi  si rifugiò dentro il castello e li rimase per circa un anno assediata dai soldati aragonesi ma aiutata da alcuni signori locali.

TappaCastello di Agira

Dopo Sperlinga, proseguendo lungo la Statale 121 si incontra un altro Castello degno di essere visitato: quello di Agira. Quest'ultimo sorge sul Monte Teja e sovrasta dalla sua cima il sottostante centro abitato. Secondo fonti storiche la cima del monte era già fortificata sin dal tempo del tiranno Aggiri, ma il castello vero e proprio fu edificato dagli arabi sulle rovine di una fortezza bizantina e successivamente ampliato dai Normanni. Perduta la sua importanza militare nei secoli XVI e XVII, già nel ‘700 era in rovina. Oggi del maniero sopravvivono ruderi che ne consentono una ricostruzione parziale. Esso doveva essere circondato da una cinta muraria di cui sono visibili, sul lato ovest, la cortina intervallata da tre torri di pianta e dimensioni diverse. Una piccola porta sul lato est consente l'ingresso alla prima torre, illuminata da una finestra a feritoia sul lato est e da una grande finestra sul lato ovest. Alla seconda torre si arriva invece, mediante un portale con arco ogivale, ai cui lati si aprono finestre a feritoia e all'interno presenta una volta ogivale e i resti di un camino. La terza torre è a pianta quadrata e sorge a cavallo di una scarpata naturale. Dalle torri è possibile ammirare uno stupendo panorama che si apre sull'Etna, la Valle del Salso a nord e la Valle del Dittaino a sud. Sembra che anticamente vi fosse anche una quarta torre di cui ormai non vi è traccia. Del piano superiore esistono ancora parte dei lati nord e nord-est. Dentro la cinta interna, anch'essa distrutta, tra i resti di altre costruzioni si conserva la chiesetta di San Filippo.

TappaCastello di Gresti o di Pietratagliata

A sud-est di Enna, nel territorio di Aidone, si può ammirare invece, il Castello di Gresti o di Pietratagliata, che risale al periodo medievale. Il Castello si trova a ridosso di uno sperone roccioso, sul punto più alto e al termine di una lunga cresta rocciosa. Il suo vero nome è Pietratagliata, che ben si addice alla sua struttura ampiamente intagliata nella roccia viva. Per la sua posizione strategica è altamente probabile che il sito sia stato abitato sin dall'antichità e la presenza dei Greci, dei Romani e degli Arabi è testimoniata da numerose monete delle rispettive epoche. La struttura oggi esistente risale al periodo arabo-normanno anche se nei documenti compare per la prima volta nel 1374 quando il feudo ed il fortilizio di Pietratagliata venne assegnato da Federico III di Sicilia Perronus de Iuenio (Gioeni). La struttura dell'antico maniero, più che a un vero e proprio castello, sembra appartenere ad una munitissima e inaccessibile fortezza di avvistamento su un territorio molto esteso. La sua principale funzione sembra sia stata quella di controllo del traffico lungo l'antica strada che collega AidoneRaddusa e Valguarnera. Nei pressi del castello scorre il fiume Gornalunga (l'antico Erykes) un tempo navigabile, oggi quasi prosciugato. La costruzione dell'attuale struttura risale, con molta probabilità, al periodo arabo normanno. La torre a prisma rettangolare, ancora oggi ben conservata, si erge su una grandissima grotta scavata nella roccia viva. Al primo piano vi sono parecchie stanze e da qui parte una scala interna a chiocciola che porta sino alla cima della torre.

TappaCastello Aragonese Spinelli

Poco lontano, a Piazza Armerina, si può visitare il Castello Aragonese 'Spinelli', ancora integro nelle sue strutture originarie. E' collocato nella parte alta del paese ed è a pianta quadrata, con torri angolari quadrate. Il Castello aragonese, dall'aspetto severo e massiccio, risale alla fine del sec. XIV, al tempo di re Martino I che nel 1396 lo assegnò a Giovanni Suriano, priore di Sant'Andrea. Massiccio nella sua larga e bassa struttura,  il castello conobbe lo sfarzo della corte di re Martino e della giovane regina Maria, che vi abitarono per lungo tempo.

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