I Forti dello Stretto, eccezionale patrimonio messinese

Un itinerario attraverso le fortezze messinesi, da cui ammirare uno dei panorami più belli al mondo

22 novembre 2017
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La città di Messina punta sempre di più sul turismo di qualità e per questo punta sulla valorizzare e la fruizione dei "Forti" messinesi: un sistema di oltre 20 costruzioni militari di rara bellezza e di grandissimo valore paesaggistico che sono diventati dei veri contenitori culturali, ospitando al loro interno eventi musicali, spazi espositivi, aree museali, percorsi naturalistici, a piedi e con fuoristrada, di straordinaria bellezza.
Costruiti nella seconda metà dell'800 per difendere lo Stretto da attacchi nemici, i Forti di Messina sono oggi delle magnifiche terrazze da cui ammirare uno dei panorami più belli al mondo. Messina, con il suo porto naturale, per la sua posizione geografica privilegiata ha assunto nei secoli un posto di rilievo dal punto di vista storico, militare e strategico nel Mediterraneo. Le dominazioni susseguitesi hanno dotato la città dello Stretto di una serie di fortificazioni che la rendono unica tra le città marinare d'Europa. Dall'epoca spagnola fino al periodo umbertino, le opere fortificate di Messina sono un segno del passato, che costituiscono oggi un provato esempio di valorizzazione turistica.

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Le tappe del nostro itinerario

TappaTorre degli Inglesi

A Capo Peloro, la punta estrema del paese marinaro di Torre Faro, sorge imponente una Torre, rinserrata in una cinta muraria bastionata. Si pensa che questa appartenga ad un'epoca molto antica (già Strabone, nella sua Geografia, accenna ad una Torre identificabile con la Torre "del Faro", poi Torre "degli Inglesi", messinese) e nei secoli ripresa dai popoli succedutisi nell'area in questione. In particolare, nell'area di Capo Peloro, si fa ricordare la presenza, intorno al XIX sec., degli Inglesi, ed è per tale ragione che la Torre si identificò poi come Torre "degli Inglesi". Infatti la marina inglese, dopo essersi stanziata nella zona di Torre Faro, data la sua posizione geografica strategica, presidiò l'area con una serie di opere (batterie sulla spiaggia, opere di bonifica e canalizzazione dell'area centrale fra i due laghi), fra cui la Torre. Quest'ultima sorge in un punto in linea d'area con l'antico Canale degli Inglesi, cioè quel Canale che insieme al "Canale del Faro", al "Canale delle due Torri" ed all'antico "Canale Catuso" (tutti compresi nella zona di Torre Faro) collegava i due laghi con i mari Tirreno e Ionio.
Nell'area in cui sorge la Torre degli Inglesi, ha sede il MACHO - Museo d'Arte Contemporanea Horcynus Orca.

TappaForte Spuria

Si chiama Forte Spuria e svetta sulle colline a nord-est di Messina. Gli anziani lo chiamano "Il Semaforo". Una fortificazione unica nel suo genere, nonostante appartenga alla categoria dei Forti Umbertini, difatti non si tratta di una Batteria costruita appositamente ma nacque da una postazione semaforica sui resti di un antico Forte inglese. La Stazione Radiotelegrafica di Forte Spuria, nata dalle ceneri del Forte inglese, divenne celebre perché fu la prima stazione visitata in Sicilia da Guglielmo Marconi l'8 dicembre 1906.
Forte Spuria, ad oggi, non è visitabile ma è possibile ammirarlo dalle recinzioni che lo costeggiano. Nonostante la zona collinare limitrofa sia un luogo dal panorama mozzafiato, è possibile ammirare il Tirreno e lo Stretto di Messina senza ostacoli alla visione.

TappaForte Serra la Croce

A 15 km dalla città di Messina, immerso nel verde, in un’area incantevole per le sue bellezze naturali e paesaggistiche, sorge Forte Serra la Croce, una fortificazione di origine umbertina che conserva e custodisce ancora il fascino della storia e delle tradizioni che hanno caratterizzato l'area dello stretto negli ultimi decenni dell'800.
Dai luoghi suggestivi dell’antica fortificazione, un’ampia finestra spalancata sui leggendari mari di Scilla e Cariddi, è possibile ammirare anche le Isole Eolie e la stupenda costa calabra. Estremamente attrattivo è il poggio collinare, dove è situata l'antica fortificazione che si affaccia sul meraviglioso scenario dello stretto di Messina. Un luogo molto bello e suggestivo, ma soprattutto incontaminato e salubre. La struttura è molto ben conservata, una delle più integre fra le poche ancora esistenti.

TappaForte Masotto

Il Forte Masotto è la più vecchia opera Messinese del periodo umbertino. È seconda per dimensioni soltanto ad altre fortificazioni che appartengono ad anni precedenti. Incredibile e spettacolare il panorama che offre il luogo in cui sorge e che spazia da nord ovest a sud est, dalle isole Eolie fino a capo di Pellaro in Calabria, da Punta Faro e tutto lo Stretto di Messina.
La batteria Masotto è una vera fortezza, in quanto si distingue per dimensioni da tutte le opere Umbertine. La struttura adibita principalmente a polveriera (suo nome originario) fu palcoscenico di una grave evento: una tremenda esplosione uccise più di 20 soldati colti dall'improvvisa deflagrazione. Le vittime dell'immane tragedia sono ricordate da un monumento che si trova all'interno del cimitero monumentale di Messina.
Forte Masotto sorge a nord della città sul territorio di Curcuraci (sembra che il termine curcuraci derivi dall'arabo Kurkur: aci, cioè territorio fortificato), panoramico villaggio collinare situato tra i villaggi di Faro Superiore, le Masse, Castanea.
Il Forte ha subito nel tempo lavori di ristrutturazione sia esterni che interni, infatti all'interno dei piani nel fossato si può ancora notare l'impianto di aerazione moderno, all'esterno è ancora visibile la più recente griglia metallica parafulmine.

TappaForte Cavalli

Il Forte Cavalli, chiamato anche batteria Monte Gallo, è un’opera Umbertina a sud est di Messina, con il compito di difendere l'accesso meridionale dello Stretto da incursioni provenienti dallo Ionio. In linea d'aria, sorge quasi di fronte alla città di Reggio Calabria.
L'opera è in buono stato di conservazione e, diversamente da altre strutture umbertine dell'area, non ha subito danni durante la Seconda Guerra Mondiale. A pianta classica trapezoidale, si accede da un ingresso centrale a ponte levatoio. La batteria Monte Gallo/Cavalli è una delle poche fortificazioni ad avere ben 8 piazzole per obici più due piattaforme semicircolari laterali per i cannoni.
Oggi è sede del "Museo Storico delle fortificazioni dello Stretto" che costantemente inserisce pezzi importanti alla già ampia collezione. La struttura fortificata è spesso location di eventi culturali, sociali, ricreativi e musicali. [www.fortecavalli.it]

TappaForte Crispi (Batteria Minaja)

Il Forte Crispi, o batteria Minaja, sorge in zona Portella Arena, a campo Italia. Si trova in una posizione tra le più strategiche in assoluto, e per questo è una delle più fortificate ed armate. Svolgeva il duro compito di controllare sia l'ingresso nord dello Stretto, sia il porto, spaziando anche per tutto lo stretto da nord a sud. La forma trapezoidale simmetrica e le dimensioni contenute, risultano quelle standard, tipiche della maggior parte delle batterie Umbertine.
La fortificazione, per la sua posizione altamente strategica, è stata  riadattata a postazione contraerea ed antinave. Nel 1943 ha ospitato infatti diverse batterie di artiglieria Italiane e tedesche. A causa dei tragici bombardamenti angloamericani, durante la II Guerra Mondiale, il forte ha riportato ingentissimi danni. La struttura presenta gravi danni da esplosione provocati dalle bombe lanciate dagli aerei e ad oggi è abbandonata.

TappaForte Monte dei Centri

Forte Monte dei Centri sorge su un rilievo quasi a precipizio sulle zone sottostanti. Per dimensioni, l'opera è molto più piccola e compatta delle altre. Anche l'estensione in altezza è ridotta, infatti la fortificazione si concentra su un unico piano principale al livello normale di costruzione. L'opera presenta alcuni particolari distintivi, quello più curioso riguarda il fatto che il fianco destro, lato nord, non è visibile poiché addossato alla collina. Il ponte levatoio sarebbe funzionate, ma è stato bloccato esternamente da una striscia di cemento.
Questa batteria non possedeva obici, ma due coppie di cannoni, mentre sul terrapieno di combattimento sono ancora perfettamente conservate e visibili le piazzole semicircolari che ospitavano i pezzi.
La posizione di quest'opera è molto interessante; è orientata a ponente sul mar Tirreno, a controllo del golfo di Milazzo, delle isole Eolie e delle altre zone circostanti. Lo spazio di osservazione e di controllo è dunque notevole.

TappaForte San Jachiddu

Il Forte San Jachiddu sorge nella zona centro nord di Messina ed è una delle sei batterie Umbertine poste a controllo e difesa del porto e della città. Anche da qui si gode di un panorama spettacolare. La struttura, molto simile alle altre opere Umbertine classiche per dimensioni e forma, somiglia spiccatamente al Serra la Croce e al Monte Gallo/Cavalli (che è molto più grande). La struttura è composta da tre piani collegati da due rampe, ambedue centrali, e altre scale interne ed esterne. Al piano terra vi è la parte logistica ed i magazzini. Nel terrapieno di combattimento sono ancora visibili sei forme circolari per le gli obici da 280 mm con relativi perni di fissaggio
La struttura, che fino a qualche anno fa era in condizioni pietose, è stata ristrutturata, recuperata integralmente e trasformata in un Parco ecologico. È spesso sede di eventi di vario genere risultando di fatto una delle fortificazioni messinesi più attive. [Parco ecologico S. Jachiddu]

TappaForte Ogliastri

Situato nella zona centro nord della città, Forte Ogliastri, tra le strutture umbertine è quella più bassa e vicina alla costa. Struttura con fossato, ha un ingresso con ponte levatoio sulla sinistra. La caponiera si trova nella parte sinistra ed è dotata di un piano superiore di osservazione.
Il forte internamente presentava danni dovuti ai bombardamenti e successive demolizioni. Oggi è punto di riferimento per eventi socioculturali, manifestazioni di vario genere e punto di ritrovo.

TappaForte Puntal Ferraro

Edificato nel 1890 sui Colli San Rizzo, a 500 metri sopra il livello del mare, Forte Puntal Ferraro è il più piccolo del sistema difensivo ideato dal Ministero della Guerra nell'area dello Stretto. Dotato di ponte levatoio e fossato, le sei artiglierie della struttura, non più presenti, puntavano verso il mar Tirreno e il porto di Milazzo. In buono stato di conservazione anche la gabbia di Faraday che serviva a proteggere la struttura dai fulmine, e una pompa manuale circolare per l'approvvigionamento idrico. All'interno è possibile visitare un piccolo museo con foto, cartoline e documenti che riguardano le fortificazioni umbertine.

TappaForte Campone

Il Forte Campone è, insieme al Puntal Ferraro, tra le fortificazioni più elevate. Con l'altro forte situato nella località omonima condivide l'orientamento sul mar Tirreno e la tipologia strutturale. Ubicato a Calvaruso, a 500 metri circa sul livello del mare, Forte Campone è strutturalmente su due livelli collegati da una rampa sul lato sinistro. All'interno dell'intera struttura fortificata si possono notare facilmente otto piazzole per cannoni che ne fanno la fortificazione umbertina con l’armamento maggiore nonostante le dimensioni siano modeste.
Si trova tutt'oggi in ottime condizioni e potrà essere presto fruibile con qualche lavoro di messa in sicurezza della parte interna ed esterna.

TappaForte Petrazza

Il Forte Petrazza si discosta notevolmente dalle altre opere Umbertine, non tanto per dimensioni, ma per la forma ed altri evidenti particolari. Sorge su un rilievo a sud della città a controllo del porto. La pianta, a differenza delle altre strutture umbertine (trapezoidale), è poligonale.L'ingresso si trova sulla destra ed è senza di ponte levatoio. Il fossato che una volta circoscriveva l‘intera opera è stato quasi totalmente spianato ed è visibile soltanto nella parte destra del fronte d'attacco. Singolare è anche l'esteso muro sinistro che presenta un numero notevole di feritoie, mentre quello destro, continua oltre il fronte di gola estendendosi e proteggendo anche il fianco destro dell'opera. Uno degli elementi principali di distinzione è l'assenza della classica caponiera standard, utile alla difesa radente del fossato. La fortificazione presenta 2 soli livelli comunicanti tramite unica rampa, posta di fronte all'ingresso. Sul terrapieno di combattimento si notano i segni delle piazzole circolari per gli obici ripianate con delle guaine di asfalto isolante.Quest'opera durante i bombardamenti di Messina del 1941 e del 1943 ha ospitato artiglierie contraerei ed è perciò stata colpita durante le incursioni aeree del 1943.
Oggi è in buono stato e viene sfruttata per eventi socioculturali, mostre, spettacoli.

TappaForte Schiaffino

Forte Schiaffino è un'opera standard al Forte San Jachiddu e al Forte Cavalli. Ma la fortificazione più simile allo Schiaffino è il Forte Serra la Croce. Hanno infatti in comune le dimensioni, il numero di artiglierie, lo stile dei rampe di collegamento.
È ubicato a Santa Lucia sopra Contesse a 650 metri sul livello del mare e a circa 1600 metri dalla costa. Ha un armamento per 4 postazioni, con fossato e un ingresso.
La struttura può essere considerata in buono stato di conservazione anche se negli ultimi anni era stata adibito a canile. Da qualche anno i cani sono stati spostati in una nuova apposita struttura dando così qualche speranza di riqualificazione a uno dei più interessanti e ben conservati Forti della Città dello Stretto.

TappaForte Dinnammare

Situato in cima al Monte Dinnammare, del Forte omonimo rimane ben poco. La struttura, infatti, fu demolita per fare spazio alla caserma Interforze e al vicino Santuario. Sono visibili pochi resti esterni, mentre all'interno dell'area militare rimangono alcuni tratti più consistenti.
La struttura serviva per il controllo di tutta l'area dello Stretto dalle incursioni provenienti da sud e da nord. Vicino al luogo dove sorgeva la fortezza, il Santuario della Madonna di Dinnammare. L'origine del suo nome deriva dal latino "bimaris", e la ragione nasce dal fatto che dalla piccola chiesetta è possibile ammirare i due mari dello Stretto, lo Ionio e il Tirreno, oltre l'intero panorama della città di Messina, la costa milazzese e le Isole Eolie.

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