I mercati storici di Catania

'A Fera o Luni e la Piscaria: viaggio nel rumoroso e colorato mondo dei mercati catanesi

03 giugno 2016
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Colori, suoni e profumi incantano i visitatori che si recano in uno dei mercati storici di Catania: 'A Fera 'o Luni' in piazza Carlo Alberto e la 'Piscaria' in piazza Alonzo di Benedetto. La città etnea  che di fascino ne ha da vendere e che trasuda cultura e storia da ogni suo angolo, ospita infatti due grandi mercati storici che con il loro fascino atavico attirano centinaia di visitatori che qui decidono di fare la spesa o semplicemente di fare una passeggiata. Botteghe a cielo aperto che espongono le loro mercanzie e venditori che le offrono in maniera anche un pò pittoresca. Tutto qui è inatteso ed imprevedibile e tra le vuciate (pubblicizzare ad alta voce le merci) ad ogni angolo c'è chi affetta, chi pulisce, chi sistema, chi annota in un pezzo di carta gli incassi. Tutto qui sembra essersi fermato a qualche decennio fa e trasuda di genuino e semplice.

Le tappe del nostro itinerario

TappaA Piscaria

Scendendo una gradinata che si trova alle spalle della fontana dell'Amenano, in piazza Duomo, ci troviamo al mercato della Piscaria. Così i catanesi chiamano il loro caratteristico mercato del pesce, che occupa l'attuale sede sin dall'inizio del XIX secolo, quando venne creata la galleria per il mercato ittico scavando nel 1814 il terrapieno delle mura cinquecentesche. Successivamente si estese alle vicine piazza Alonzo di Benedetto e piazza Pardo, fino ad arrivare agli archi della Marina su via Dusmet.
Un luogo affascinante che offre un grandioso spettacolo agli occhi dei turisti con colori, suoni e profumi che la fanno d padrone e si mescolano tra loro provocando nel visitatore sensazioni inaspettate e che ricordano i suq islamici. Come abbiamo già detto, protagonista assoluto è il pesce che protagonista tra le viuzze del centro storico. Tra i banchi di marmo striati del rosso del sangue dei pesci, si può respirare il profumo del sale e del mare che emana dal pesce freschissimo. Odori cosi forti che si imprimono nella mente e che stordiscono fino a fare barcollare chi viene qui per la prima volta.

Lo spettacolo quindi, diventa un'attrazione per i turisti che rimangono colpiti dalla crudezza di questo scenario cruento e folkloristico nello stesso tempo, dove  i pescatori con le loro mani insanguinate offrono il pesce ai passanti e dedicano la loro intera vita al mare e ai suoi frutti. A questo si aggiunge il rumore ritmico del battere dei coltelli  sui banconi, il ghiaccio che si scioglie fino a formare rosate pozze d'acqua, l'incessante susseguirsi di persone che sfilano inarrestabili da ogni direzione. Polpi dai violacei riflessi che tentano la fuga, orate dalle grigie pennellate, gamberi appena sgusciati e poi ancora vongole, telline, ricci, pesciolini e pesce azzurro luccicante d'ogni tipo colpiscono l'iride con la loro varietà di colori.

TappaA fera o Luni

'A fera o Luni - come abbiamo già detto si trova in piazza Carlo Alberto e anticamente si svolgeva soltanto di Lunedì, da qui il nome 'A fera del Lune. Successivamente però si è pensato di tenerlo aperto dal lunedì al sabato, per permettere ai cittadini di avere sulle proprie tavole cibi genuini e freschi di giornata. Per questo motivo la fiera oggi viene chiamata 'fiera di Catania' o 'mercato storico di piazza Carlo Alberto'. Ricco di molteplici e caldi colori, allegre musiche, tintinnii di  campanellini, profumi intensi e coinvolgenti, fra i tendoni rossi, blu e bianchi, si snoda il mercato storico.

Si tratta di un luogo folkloristico e ricco di tradizione dove si può trovare di tutto a cominciare dagli alimenti (carne, pesce, formaggi, frutta e verdura) sino agli indumenti alle scarpe e agli accessori di seconda mano. Vi si accede da via S. Gaetano alla Grotta, dietro piazza Stesicoro. Subito ci si trova tra bancarelle di indumenti occidentali ma anche orientali come le tuniche arabe e  si rimane abbagliati dal luccichio dei piccoli gioielli realizzati a mano con variopinti coralli, ametiste, turchesi ad argento o metallo. Centro della fiera è piazza Carlo Alberto, dove si può acquistare pesce freschissimo adagiato su un letto di ghiaccio e innaffiato con acqua di mare. Accanto a questo gli aromi per condirlo: aglio, prezzemolo, basilico, limoni grossi, gialli, succosi, spezie ed aromi. Vengono poi i banchi di frutta di stagione, adagiata in forma di piramide, e le ceste di verdure e frutta e i banchi dei formaggi. Dal verde dei fichi d’india al giallo delle pesche, dal rosso delle ciliegie a quello delle fragole, al tocco esotico di ananas. Non possono mancare i meloni: gialli, rossi che siano.

TappaLa Basilica del Carmine

Proseguendo si arriva in via Pacini e via Grotte Bianche dove si trovano diverse macellerie che espongono all'aperto le loro carni e ceste piene di uova. Qui si possono ammirare anche ceramiche artigianali e vetri colorati offerti da venditori di tutte le nazionalità: africani, asiatici, italiani di Catania e provincia. In questi luoghi la fa da padrone anche il cosiddetto cibo di strada con squisite pizzette, patè e cipolline, cartocciate o il seltz, ottima bibita artigianale che si può gustare in diverse essenze al limone, al mandarino verde, dal chinotto al tamarindo. A fare da cornice al mercato palazzi d'epoca e due chiese: la Basilica del Carmine del 1737, con la sua facciata di pietra calcarea e lavica, e la piccola chiesetta rupestre di San Gaetano alle grotte, costruita su una grotta vulcanica, con affreschi cinquecenteschi purtroppo andati interamente perduti. Il mercato è aperto dal Lunedì al Venerdì dalle 7,00 fino alle 13,30 e il sabato dalle 7,00 fino alle 20,00.

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