Il Bosco di Scorace, un oasi di pace

Weekend a Buseto Palizzolo tra colline, verdi vallate e deliziose costruzioni rurali

11 novembre 2016
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Nell'ampia vallata che collega il monte Erice al sito archeologico di Segesta, in un territorio ricco di sorprendenti risorse paesaggistiche, sorge Buseto Palizzolo, un 'arcipelago' costituito da sette 'isole urbane' che gli hanno fatto meritare la definizione di 'Comune rurbano', un mix tra rurale e urbano. Il territorio, di straordinaria bellezza naturalistica, con colline e vallate interamente coltivate, con costruzioni rurali e deliziosi bagli, è l'ideale per chi vuole trascorrere un weekend all'insegna del relax, immersi nel verde. Chi invece volesse trascorrere qui qualche giorno in più, potrebbe con facilità raggiungere diverse splendide località siciliane come il sito archeologico di Segesta, la splendida spiaggia di San Vito Lo Capo, la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, le Isole Egadi, Erice, Trapani, la Riserva delle Saline e Marsala.


ph. www.ladridiricette.it - CC BY-NC-SA 3.0

Le tappe del nostro itinerario

TappaBosco di Scorace


ph. Roberto Galli

Se si vuole fare un balzo indietro nel tempo, quando le pendici montuose e collinari della Sicilia erano interamente ricoperte da distese boschive, si può fare un'escursione al Bosco di Scorace, raggiungibile facilmente dalla strada provinciale Buseto Palizzolo-Segesta. Il bosco è di proprietà demaniale della Regione Siciliana e comprende quasi 750 ettari di verde, in cui hanno trovato il loro habitat naturale sugheri sotto i quali si è sviluppata una rigogliosa macchia mediterranea, pini, cipressi, qualche olmo, lecci antichi e querce massicce che si alternano ad agavi, cespugli di ginestre, mirtilli, erica, olivastro, a rovi carichi di more e a macchie di fiorellini di campo variopinti. Nel sottobosco hanno costruito la loro tana piccoli mammiferi come il coniglio, le lepre, l'istrice, mentre sugli alberi sono numerosi le specie volatili. Il bosco è quasi una tappa obbligata per chi visita Buseto Palizzolo, difatti, lasciando le automobili negli appositi parcheggi si possono organizzare divertenti pick nick all'aria aperta, utilizzando le comode panche e i tavoli rustici che si trovano nelle aree attrezzate dall'Ente Gestore, oppure gustare il piacere di un arrosto preparato nei posti di cottura esistenti, bevendo la fresca acqua sgorgante da una rustica fontanella. I bambini possono giocare negli spazi liberi appositamente lasciati o divertirsi con le altalene, gli scivoli, e giostre appositamente dislocate.

Il bosco inoltre, è dotato di comodi sentieri corredati di dettagliate tabelle indicative che guidano i visitatori, che permettono a piedi di raggiungere un laghetto collinare immerso tra le piante (a circa 646 metri). Da qui uno splendido e immenso panorama si apre su Bruca, una frazione di Buseto Palizzolo, su Segesta con il suo anfiteatro e il suo tempio, sul colle di Pianto Romano su cui incombe la Montagna Grande, sul Monte Inici, sul Monte Sparagio e sul Golfo di Castellammare.
Scendendo a quota più bassa il panorama inizia a cambiare e lo sguardo si perde su una pianura circondata da dolci colline variopinte dal verde dei vigneti, dagli ocra scuri dei campi falciati, dai gialli cromati di quelli da falciare e da tanti altri ancora. Bruca si trova ai piedi di questa vallata, quasi sulla Statale Castellammare del Golfo-Palermo, stretta attorno alla sua chiesetta e circondata da frequenti case di campagna, tutte quante abitate da famiglie che si dedicano all'agricoltura.

TappaMuseo della Civiltà Locale


ph. www.turismo.trapani.it

Per conoscere meglio le tradizioni locali di Buseto Palizzolo consigliamo una visita al Museo didattico e della civiltà locale, nato nel 1984 per iniziativa della Scuola Media 'A. Manzoni' e grazie alla sensibilità delle famiglie degli alunni che hanno spontaneamente donato oggetti e strumenti ormai inutilizzati, permettendone il recupero e la valorizzazione. Successivamente il Comune ha messo a disposizione un locale idoneo, il Baglio Maranzanol'antico casale Busith, probabile residenza della famiglia Palizzolo. Il Museo della civiltà locale è stato inaugurato nel 1989 e offre ai visitatori un gran numero di reperti selezionati per attività lavorative, dal fabbro al falegname, dal maestro bottaio al maniscalco, dal calzolaio al contadino e numerosi attrezzi dalle forme e dai nomi ormai quasi sconosciuti che hanno permesso anche la ricostruzione di diversi ambienti domestici di una volta. Il polo didattico del Museo si trova ancora oggi nei locali dell'attuale Istituto Comprensivo 'A. Manzoni', visitabile negli orari di apertura della scuola e messo a disposizione soprattutto degli studenti. Qui sono raccolti oggetti di uso quotidiano, inerenti l'attività domestica e le attività lavorative che si svolgevano nei campi e nelle botteghe artigianali, che forniscono un quadro d'insieme di quelle che sono le radici di questo paese, a sviluppo prettamente agricolo.

TappaChiesa Madre

Chi volesse conoscere meglio il Paese inoltre, potrebbe fare un salto nelle diverse chiese che sorgono nel territorio comunale, come la Chiesa 'Maria SS. Del Carmelo' (Buseto Centro), la Chiesa 'Maria SS. Di Fatima (Pianoneve), la Chiesa Maria SS. Immacolata (Bruca), la Chiesa Santa Teresa del Bambin Gesù (Badia), la Chiesa Maria SS. Addolorata (Tangi).

TappaVilletta Comunale


ph. www.turismo.trapani.it

Un gioiellino da non perdere è poi la villetta comunale, progettata del 1974 dall'architetto Sebastiano Maltese e in seguito arricchita da opere d'arte di vario genere e sculture che si integrano con eleganza con la rigogliosa vegetazione circostante. Qui infatti sono presenti alberi di vario genere come: pini, cedri, cipressi, querce, ficus, salici piangenti, oleandri, fichi d'india, thuye, cespugli di alloro e salvia, piante di falso pepe ed altre varietà. Ad alcune di queste piante sono legate delle storie che vale la pena di approfondire come quella del cedro thendara, soprannominato 'albero delle streghe' per la forma dei suoi rami; quella dei due cipressi 'innamorati' che sembrano abbracciarsi; quella dei rami del salice piangente, posto in fondo al 'viale degli innamorati', che rappresentano le lacrime di una donna e così via.

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