Il Castello della Falconara

Vicino al mare, svolse una funzione di vigilanza contro le devastanti incursioni dei pirati turchi

01 giugno 2016
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In territorio di Butera, su un promontorio roccioso a picco sul mare, affiancato da un bellissimo ed esotico palmeto, sorge il Castello della Falconara che è l'unico maniero della provincia di Caltanissetta ad affacciarsi sul mare. Leggenda vuole che un lunghissimo tunnel sotterraneo colleghi il Castello di Falconara con quello di Butera. Il castello, che sorge a pochi metri dalla spiaggia, fu edificato in diverse epoche attorno al nucleo centrale rappresentato da una vecchia torre quadrata detta appunto 'della Falconara' perchè inizialmente i proprietari la utilizzavano per l'allevamento del falcone da caccia, sport molto amato in periodo svevo-normanno. Di preciso dunque, non si sa quando fu costruita la torre ma sappiamo che il castello esisteva già nell’854, quando l’emiro Alaba divenne signore di Butera.
Ampliato e rafforzato, nel corso del tempo, il maniero mantenne comunque, la sua funzione di vigilanza contro le incursioni dei pirati che fino al XVIII secolo saccheggiavano le coste. Della primitiva struttura oggi si conserva soltanto la grande torre quadrata alta 36 metri, abbellita da bifore di stile catalano con esili pilastrini e capitelli.

L'edificio nel corso dei secoli ha cambiato diversi proprietari, dai Santapau ai Branciforte ed infine ai Bordonaro, i quali a turno rimaneggiarono la struttura e gli ambienti. A metà dell'800 il maniero fu arricchito di una nuova ala e ristrutturato come elegante residenza nobiliare. L'ala ottocentesca, sviluppata verso il mare, comprende un ampio terrazzo affacciato direttamente sul litorale antistante, ospita un vasto salone un loggiato laterale ed è collegata mediante un scalone alla torre. Tutto l'edificio inoltre, è parzialmente circondato da una cinta muraria merlata, di recente fattura, attraversando la quale si accede ad un baglio sul quale si affacciano i vari corpi che compongono il complesso. Nei saloni interni sono sistemate collezioni di ceramiche, maioliche, una ricca pinacoteca e diversi trofei di caccia. Il castello ospita inoltre, un Antiquarium di archeologia con i reperti ritrovati in tutto il territorio di Butera dopo gli scavi effettuati negli anni '50. Nel cortile interno invece, è possibile ammirare, scavate nella roccia, profonde fosse e cisterne, che dovevano servire a conservare viveri per consentire di resistere a lungo agli assedi dei nemici.


Castello di Butera

Pillole di storia - Come abbiamo già detto, di preciso non si sa quando fu costruita la vecchia torre, ma sicuramente il castello esisteva nell’854, quando l’emiro Alaba divenne signore di Butera. Fu ampliato successivamente dai Normanni (XII secolo) e appartenne a Ugone di Santapau, discendente della nobile famiglia di Adamara, che lo ricevette in dono dal re Martino d'Aragona come ricompensa per averlo appoggiato contro le fazioni a lui avverse. Dalla seconda metà del 1500, dopo il matrimonio di Ponzio Santapau con Isabella Branciforti di Mazzarino, il maniero divenne proprietà dei Branciforti. Falconara, dal XVI secolo fece parte di quella corona di torri che circondò la Sicilia al fine di rendere sicuri i territori costieri soggetti alle improvvise e devastanti incursioni dei Turchi, che infestarono il Mediterraneo dal 1500 al 1700. Probabilmente fu proprio in quel periodo che la vecchia struttura della torre è stata ampliata, rafforzata con muraglie merlate, feritoie, fossati, tali da conferirle l’aspetto severo di fortino inaccessibile, sia da terra, sia dal mare, sul quale si affaccia con uno strapiombo. Quando la pirateria ebbe fine nel secolo XIX, l’edificio fu trasformato in residenza padronale e arricchito con scaloni, colonnati, fregi, capitelli, lesene, intonaci e circondato da giardini ornamentali adorni di fontane e sedili di marmo. Nel 1800 il castello fu acquisito dal conte Giorgio Welling, ufficiale tedesco che lo ebbe come dote della moglie Caterina Branciforti, figlia dell'ultimo principe di Butera. Fu proprio lei ad arricchirlo di un'altra ala verso sud con grande terrazza sul mare e a ristrutturarlo come elegante residenza nobiliare, conservando l’antica struttura aragonese e l’originaria organizzazione spaziale. Dopo il crollo del muro ovest, avvenuto agli inizi del 1900, in seguito ai lavori di sbancamento del piano sottostante, fu ristrutturato nel 1935 e adibito a carcere fino agli anni ’60. Infine, restaurato nel 1997, oggi è accessibile al pubblico. Chiaramonte Bordonaro, dopo aver acquistato il castello da Welling, fece edificare un nuovo corpo di fabbrica, staccato e parallelo al mare con vari ambienti destinati ad attività produttive a piano terra e ad abitazioni nel piano superiore.

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