Il mondo sommerso di Lampedusa

Gli splendidi fondali dell'isola custodiscono dei paradisi subacquei tutti da esplorare

03 agosto 2016
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Tra la costa tunisina e quella siciliana, emerge dalle cristalline acque del Mediterraneo, Lampedusa, paradiso selvaggio, immerso in un mare incontaminato e meraviglioso. L'isola, per la sua posizione, costituisce un ponte tra il continente europeo e quello africano e, insieme alle vicine Linosa e Lampione, forma l'arcipelago delle Pelagie, dal greco "Pelaghie", cioè 'isole d'alto mare'. Si tratta di luoghi incantati, molto frequentati dai turisti per godersi il mare pulito, gli stupendi fondali, il sole caldo e le spiagge dalla sabbia bianca e finissima. Lampedusa è la più grande delle tre isole, ha una forma allungata, con una superficie di 20,2 km² e circa 5.800 abitanti che vivono più che altro nella parte sud dell'isola. Al centro del Mediterraneo, geologicamente appartiene al continente africano tanto che è più vicina alla costa africana (a 113 km) che a quella italiana (da Porto Empedocle (AG) 205 km).

Formata da rocce calcaree, presenta sulla costa delle suggestive insenature che custodiscono gelosamente incantevoli spiagge di sabbia chiara e sottile. In questi luoghi è stata istituita una Riserva Naturale che comprende la costa, la macchia mediterranea,  l'Isola dei Conigli con la limitrofa e splendida spiaggia omonima, dove le tartarughe Caretta Caretta ogni anno depongono le uova. La spiaggia dell'Isola dei Conigli, è uno dei luoghi più belli di tutto il Mediterraneo, un fantastico paradiso incontaminato, dai colori così incantevoli da sembrare irreali. Proprio di fronte alla spiaggia c'è l'isola raggiungibile anche camminando in acqua o noleggiando una canoa.
I fondali di Lampedusa sono molto frequentati dagli appassionati d'immersioni. Chi volesse esplorare il suo mondo sommerso può rivolgersi ad uno dei diving center dell'isola. Il nostro itinerario intanto, vi propone alcuni dei più interessanti e suggestivi punti da esplorare.

Le tappe del nostro itinerario

TappaPunta Iavuta

(Max Profondità: 18 m; Livello: Facile) - Ormeggiamo lungo la costa Sud -Est dell'isola, scendendo per la cima dell'ancora. Raggiungiamo il fondale e percorriamo un canyon roccioso ricco di cavità ed anfratti. A circa -18 metri, dinanzi a noi, si apre un pianoro sabbioso caratterizzato dalla presenza di vari massi, dai quali fanno capolino timidamente polpi e scorfani. Mentre li osserviamo, ci imbattiamo in un’ancora di epoca bizantina, incagliata tra i massi. Proseguiamo adesso, verso la parete che costeggia l’isola, mantenendoci tra i -18m ed i -10m, dove anfratti e grotte costituiscono il rifugio ideale per cernie e corvine. Lungo la parete incontriamo anche murene, pesci pappagallo, saraghi e nuvole di castagnole che ci accompagneranno fin sotto la barca.

TappaPunta Parrino

Punta Parrino (Max Profondità: -40m; Livello: Impegnativa) - Sul versante est dell’isola, a dieci minuti di navigazione dal porto, proprio sotto il costone che ospita la pista dell’aeroporto, ci apprestiamo ad effettuare l’immersione. Vista la lunghezza e la profondità, viene divisa in due tuffi: Punta Parrino Nord e Sud. Partendo da Punta Parrino Nord, immergiamoci lungo la parete, affiancando un crepaccio interamente ricoperto da margherite di mare e abitato da nudibranchi e piccoli polpi. Scendiamo sino a -30 metri, alla base della parete rocciosa, rifugio di scorfani e musdee. Proseguendo sorvoliamo una fitta prateria di Posidonia che nasconde due splendidi reperti di ancore bizantine. Scendendo ci fermiamo ad ammirare lo spettacolo del fondale sabbioso immerso nel blu più assoluto delle acque. Questo è il regno delle cernie di grossa taglia, dei banchi di saraghi e di qualche esemplare di trigone. Torniamo alla barca, attraversando uno splendido canyon colmo di grossi massi accatastati, rifugio di  corvine e saraghi. La barca, che ci ha seguito durante tutta l’immersione, sarà già ormeggiata lungo la parete Sud di Punta Parrino, su un fondale di circa -10m.

Grotta del Parrino (Max Profondità: -40m; Livello: Impegnativa) - Il nome deriva da una grotta al largo di Punta Parrino, situata a circa mezzo miglio dalla costa. Ci immergiamo iniziando la discesa nel blu, sino a circa -39 m, dove si trova l'ingresso della grotta. La prima 'camera', ampia e ricca di colori, è l'habitat ideale per aragoste e magnose. La seconda ha dimensioni più ridotte, mentre l'ultima è rallegrata dal colore arancione delle margherite di mare. Improvvisamente dalla volta dell'anfratto penetra un raggio luminoso proveniente dalla volta, dove un sifone ci fornisce la via d’uscita, alla profondità di -34 metri. Risaliamo rispettando le relative tappe di sicurezza.

TappaCapo Grecale

Capo Grecale​ - Nei fondali antistanti la punta omonima, a Nord - Est di Lampedusa e ai confini della Zona A dell’Area Marina Protetta, Capo Grecale è uno dei tuffi più suggestivi delle Isole Pelagie. Si distingue nella zona Nord e Sud.
La prima è una discesa molto impegnativa, riservata ai subacquei esperti, che limitiamo alla profondità di -30 metri. L'alta parete verticale infatti, continua raggiungendo una profondità di oltre -50 metri. Dalla parete nord scendiamo in direzione ovest mantenendola sulla nostra sinistra. Alla profondità di -30 metri ci troviamo attorniati da grossi esemplari di cernie e dotti che si aggirano indisturbati. Cominciando a risalire  noteremo il passaggio di pesce pelagico come tonnetti e ricciole.
Per la zona Sud, ormeggiamo l'imbarcazione su di un fondale di -12 m circa, ricco di massi di colore verde e bianco. Nuotando verso Sud, scendiamo fino a -18 metri, dove è adagiato il relitto di una gabbia da pescicoltura, divenuto tana per diverse specie come ​murene, polpi, scorfani, saraghi e gronghi.

TappaTaccio Vecchio

Taccio Vecchio (Max Profondità: -18m/-30m; MultiLivello: Facile/Impegnativa)  - Ormeggiamo la barca su un pianoro a circa -10 m e iniziamo a scendere nuotando verso la costa. Qui nuvole nere di castagnole ci accompagnano sino all'ingresso della grotta di Taccio Vecchio (-8m). Questa è composta da una prima camera, piuttosto stretta, il cui fondale è ricoperto da piccoli sassolini bianchi. Armati di torce entriamo nella camera principale, dove si apre un suggestivo scenario dalle tonalità blu-turchese, dovute ai riflessi della luce che penetra dalla roccia sull'acqua. Uscendo dal grande sifone ad una profondità di -18 metri, proseguiamo la nostra immersione verso la parete esterna della punta di Taccio Vecchio, dove ci aspetta un fondale sabbioso popolato da spirografi. I sub più esperti possono lasciarsi alle spalle la parete, in direzione nord, per raggiungere una secca a circa -30 m di profondità, popolata da grossi dentici e cernie. Quando l'acqua è più calda, è possibile avvistare maestosi banchi di barracuda.

TappaGrotta Santa - Punta Cappellone - Punta Tartaruga

Grotta Santa​ (Max Profondità: -25m; Livello: Facile) - Sempre sul versante Nord dell’isola, tra Punta Taccio Vecchio e Punta Cappellone, è possibile effettuare l’immersione di Grotta Santa, un tuffo che offre ai subacquei uno spettacolo dall’atmosfera veramente particolare. L’immersione inizia su un gradino profondo pochi metri, che subito si getta su un canalone di circa 15 m. Costeggiamo la parete a sinistra fino a giungere in una caletta subacquea con grossi massi che ostacolano il passaggio. Superatili ci troviamo dinanzi allo spazioso ingresso della grotta Santa. Dopo aver esplorato la prima camera, entriamo nella seconda dove, sul soffitto, si è formata una grande bolla d’aria. Qui con la testa fuori dall'acqua, possiamo togliere l'erogatore e ammirare per qualche minuto il fondale sottostante e le pareti bianche della cavità sommersa, popolati da gamberetti rosa. Usciti dalla grotta troviamo uno splendido pianoro da visitare entro i -15 m, ricco di pesce come salpe, saraghi, murene e nuvole di castagnole. Tornando verso la barca, seguendo il canalone a ritroso, i più esperti possono scendere fino ad arrivare intorno ai 25 metri dove nuotano branchi di saraghi.

Grotte di Grotta Santa​ (Max Profondità: - 40; Livello: Difficile) - Si tratta di espolare due grotte comunicanti, attraverso un piccolo passaggio, e situate alla base di una dorsale rocciosa. Questo è il regno incontrastato di aragoste e cernie di media taglia.
Punta Cappellone​ (Max Profondità: -35 m; Livello: Impegnativa) - A Nord dell'isola, percorrendo il fondale a terrazze verso il largo, giungiamo ad un salto spettacolare ad una profondità di circa - 35 m. Siamo a Punta Cappellone, i cui fondali di sabbia bianca sono ricoperti da una prateria di Posidonia. Muovendoci in direzione ovest troveremo due grandi massi appoggiati alla parete dove hanno fatto le loro tane corvine di fantastici colori. Lasciamoci la parete alle spalle e visitiamo la prateria di posidonia, nella quale troveremo aragoste e cicale. Banchi di corvine, dentici e qualche grossa cernia ci accompagnano verso l'ingresso di una piccola grotta a -18 metri di profondità. Dopo averla esplorata, usciamo da un'apertura sul tetto, che ci ricondurrà al pianoro sottostante la barca alla profondità di -8 metri. Costeggiando una parete frastagliata e ricca di vita, giungeremo all'ingresso di una seconda grotta, dal fondale sabbioso in cui hanno trovato il loro habitat anemoni giganti. Risaliamo verso la barca.

Punta Tartaruga (Max Profondità: - 35; Livello: Impegnativa) - Immergiamoci, costeggiando una parete rocciosa frastagliata e variopinta sino a giungere sull'orlo di un'altra parete che precipita nel blu. Noi scendiamo sino a -35m su un fondale sabbioso, che offre uno spettacolo cromatico che va dal blu intenso al turchese, dove scorgiamo le sagome di grossi banchi di dentici e di saraghi. Proseguendo lungo la parete verso Ovest, ci aggireremo tra i numerosi massi accatastati sul fondo, dove a volte si possono ammirare le torpedini che si mimetizzano perfettamente sulla sabbia. Torniamo alla barca attraversando un canyon frequentato da banchi di ricciole, saraghi e cernie.

TappaScoglio Pignata

Scoglio Pignata ( Max Profondità: - 20m; Livello: Facile) - Si tratta di un piccolo scoglio nella zona Nord Ovest di Lampedusa. Immergiamoci in direzione Nord, esploriamo lo scoglio, dipinto di arancione da colonie di astroides e i suoi innumerevoli anfratti, ricchi di pesce. Su fondale cernie, corvine e qualche esemplare di trigone ha costruito la sua tana, mentre vediamo nuotare indisturbati predatori come dentici, ricciole e tonnetti.

TappaScoglio della Madonnina - Panettone - Scoglio Fortuna

Scoglio della Madonnina: (Max Profondità: -18m; Livello: Facile) - Si trova al largo dell'Isola dei Conigli, ha una forma piramidale ed è caratterizzato da un grande 'foro' che lo attraversa, dove è sistemata la bellissima statua della Madonnina di Porto Salvo, dono del fotografo subacqueo Roberto Merlo alla popolazione lampedusana. La statua è in bronzo ed è a grandezza naturale.


ph. floramelitensis

Panettone (Max Profondità: -20m; Livello: Facile) - A un centinaio di metri dalla Madonnina, si trova il Panettone, un grosso scoglio in mezzo al mare. Dopo aver raggiunto il pianoro di ancoraggio a circa -5m di profondità scendiamo sino a circa -18m, dove si trova l’ingresso di una grotta in cui stazionano diversi esemplari di cernia bruna e un banco di saraghi, mentre gli astroides tappezzano le pareti e numerosi anfratti fanno da tana a polpi e murene. Dopo essere usciti dalla grotta seguiamo una dorsale rocciosa che ci accompagna alla scoperta di un secondo panettone, dove troveremo una seconda grotta di dimensioni ridotte. Attorno ai due panettoni troviamo un fondale sabbioso e una prateria di posidonia che ospita piccoli trigoni, scorfani, cernie e corvine, mentre nel blu nuotano banchi di saraghi e castagnole.

Scoglio Fortuna (Ormeggio: Discesa nel blu; Max Profondità: -38m; MultiLivello: Impegnativa/Difficile) - ​Quasi di fronte al Panettone, e a poche centinaia di metri dalla Madonnina, un particolare tuffo nel blu ci permette di scoprire due grossi scogli sommersi (distanti tra loro 50 m. circa) che sembrano emergere dal blu del fondale sabbioso. Il primo, di grosse dimensioni, presenta una forma piramidale e ha il cappello a circa -25m di profondità. Il secondo più piccolo, si trova in direzione Sud. Le pareti frastagliate, tappezzate da spugne, anemoni e spirografi sono l’ambiente ideale di tutte le specie pelagiche. Una particolare pinna nobilis di color rosso e una axinella cannabina caratterizzano l’intera immersione. Il fondale è popolato grossi polpi, murene e aragoste. I due scogli rappresentano una vera e propria oasi in mezzo al deserto sabbioso che caratterizza il versante Sud dell'Isola, e offrono un ambiente ideale ai predatori pelagici come ricciole e denticidi per cacciare pesce di piccola taglia come boghe, menole e castagnole.

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