Il Parco Archeologico di Neapolis

Nel quartiere della ''Città Nuova'' tutte le testimonianze dell'era greca e romana

10 novembre 2016
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Il Parco Archeologico di Neapolis, o della Città Nuova, sorge a Siracusa nella zona in cui anticamente si trovava la città romana e ospita la maggior parte dei monumenti classici della Siracusa greca e romana.
Si tratta di un'area molto vasta, circa 240.000 metri quadrati, che conserva resti archeologici di grande bellezza che ogni anno attirano migliaia di turisti. Nel Teatro greco, infatti, si svolgono annualmente le Rappresentazioni Classiche organizzate dall'Istituto Nazionale del Dramma Antico, mentre il Teatro romano è terzo per dimensioni dopo il Colosseo e l'Arena di Verona. Inoltre il parco ospita un gruppo di tombe romane di epoca imperiale, il Ginnasio romano del I secolo, l'Ara di Ierone II lunga quasi 200 metri, e le Latomie, cave di pietra nelle quali i prigionieri e i condannati venivano condannati ai lavori forzati. Nella Latomia del Paradiso, circondata da una lussureggiante vegetazione, si aprono la Grotta dei Cordari e l'Orecchio di Dioniso, celebre per la particolarità di ampliare a dismisura anche il più piccolo suono e dove la leggenda vuole che il tiranno Dioniso ascoltasse i lamenti dei prigionieri. [La bella Siracusa - Latomie prigioni di pietra]

Le tappe del nostro itinerario

TappaAra di Ierone II

Il Parco Archeologico fu istituito a Siracusa tra il 1952 e il 1955, quando l'area fu recintata e furono create diverse zone alberate con i fondi della Cassa del Mezzogiorno. Prima della costituzione del Parco infatti, i monumenti si trovavano in un contesto molto frazionato di proprietà private. La sistemazione dell'area ricalca un'idea del tiranno Dioniso I, che nel 405 a. C. volle trasformare il quartiere della Neapolis, in una zona monumentale, capace di racchiudere molte delle testimonianze architettoniche della città classica. Con la costituzione del parco tornarono alla luce molti monumenti classici come una parte della scena del teatro greco, il porticato dinanzi all'Ara di Ierone II, il santuario di Apollo Temenite, alcuni tratti periferici dell'anfiteatro, le Latomie (del Paradiso, dell'Intagliatella e di S.Venera) e la necropoli dei Grotticelli.

TappaBasilica di San Nicolò dei Cordari


ph. trolvag (panoramio.com) - CC BY-SA 3.0

All'ingresso del parco si trova la Basilica di San Nicolò dei Cordari, una chiesetta dell'XI secolo d.C. dove oggi è sistemato un ufficio turistico. Costruita su una piscina romana di forma rettangolare, che successivamente venne adoperata come serbatoio d'acqua, del suo originale aspetto conserva il portaletto laterale con sopra lo stemma simbolo dei Cordari e l'abside con tre strette finestrelle. Presenta alcuni ingrottamenti, molto probabilmente sepolcri di martiri cristiani e, in uno di questi, era una volta possibile intravedere dei dipinti. Nel periodo normanno, la chiesetta fu abbandonata e costruita la basilica sovrastante. Nella piscina vi furono sepolti i cadaveri dei cittadini siracusani morti nella carestia del 1672.

TappaAnfiteatro romano e Teatro greco

Proseguendo lungo il viale principale si possono ammirare diversi sarcofagi di pietra, rinvenuti nelle necropoli di Siracusa e di Megara Iblea; subito dopo si trova l'Anfiteatro Romano costruito intorno al III secolo d.C e che rappresenta uno dei monumenti più rappresentativi dell'epoca imperiale. L'anfiteatro, di forma ellittica  ha dimensioni notevoli (140 metri x 90), è completamente scavato nella roccia, tranne nel lato sud e presenta la parte superiore del tutto mancante. Nel XVI secolo gli Spagnoli utilizzarono i grossi blocchi squadrati che lo caratterizzavano per costruire i bastioni di difesa dell'isola di Ortigia. Sotto l'arena vi è un corridoio alto m.1.60 (la crypta) che serviva per l'uscita dei gladiatori e degli animali feroci, mentre al centro dell'arena è scavato un sotterraneo dove erano posti i macchinari destinati agli spettacoli. Le gradinate più in alto erano destinate agli spettatori di riguardo, con sopra i nomi scolpiti sul marmo, il resto era destinato a un pubblico eterogeneo.

A ovest dell'Anfiteatro si trova l'Ara di Ierone II (III secolo a.C.), dedicata a Giove Liberatore (Zeus Eleutherios), in onore del quale si celebrava la festa delle Eleutheria, con il sacrificio di 450 tori per volta. Si tratta di un grandioso monumento con due ingressi, a sud e a nord quest'ultimo un tempo era fiancheggiato da due Telamoni, di cui restano soltanto i piedi di quello di destra. Della costruzione rimane solo la base perchè fu demolita nel XVI secolo dagli spagnoli. Proseguendo ci si trova davanti al Teatro greco, del V secolo a.C. che è in assoluto il più grande della Sicilia e che ogni anno ospita i Cicli delle Rappresentazioni Classiche.

TappaOrecchio di Dionisio

Nelle vicinanze del Teatro greco si trovano le Latomie, tra cui la più conosciuta è quella del Paradiso dalla quale si accede ad una famosissima grotta che è l'Orecchio di Dioniso. Ai limiti orientali del Parco Archeologico, all'incrocio tra viale Teracati e via Romagnoli vi è la Necropoli Grotticelle, che ospita numerose tombe greco-romane tra cui quella  che per tradizione viene considerata la Tomba di Archimede. Si tratta in realtà di un colombario romano, cioè una camera sepolcrale di età romana che non può essere quella di Archimede, in quanto edificata in epoca assai successiva alla sua morte, datata tra il I sec. a.C. ed il I d.C. A sud-ovest della cavea del Teatro greco, negli anni '50 fu portato alla luce una struttura di carattere sacro conosciuta con il nome di Santuario di Apollo Teminite, costituito dai resti di un altare, più volte ricostruito verso ovest a causa dell'ampliamento della cavea del teatro, e da un recinto (temenos) forse del IV sec. a.C. Quest'area, la cui parte più antica risale al VII secolo a.C, era composta da tutta una serie di spazi sacri e votivi di cui, in genere, si componeva un santuario greco e si suppone avesse sulla sommità del colle Temenite il suo epicentro.

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