Il Parco Letterario Luigi Pirandello

Nel Cerchio del Caos... sulle tracce di uno dei più grandi scrittori di sempre

04 giugno 2016
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Continua il nostro viaggio nei parchi letterari siciliani, luoghi che celebrano il lavoro di celebri scrittori e poeti siciliani e tutto ciò che l'ha influenzato, come l'arte, il paesaggio, la storia, le tradizioni e persino gli oggetti e i luoghi a loro cari. La Sicilia ha dato i natali a scrittori del calibro di Giovanni VergaLeonardo SciasciaStefano D'ArrigoElio VittoriniNino SavareseGiuseppe Tomasi di Lampedusa e i premi Nobel Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. I parchi letterari permettono dunque, di tracciare itinerari storico-culturali segnati dalla vita e dalle opere degli autori che, dal territorio, hanno tratto l'ispirazione per le loro narrazioni e ci aiutano a conoscere meglio gli avvenimenti storici e le tematiche che hanno ispirato tali geni di indiscutibile fama.
L'itinerario di questa settimana ci porterà ad Agrigento, sulle orme dell'autore di opere celebri come 'Il fu Mattia Pascal', 'Sei personaggi in cerca d'autore', 'Uno, nessuno e centomila': lo scrittore, drammaturgo e Premio Nobel per la Letteratura (nel 1934) Luigi Pirandello.

Il Parco Letterario 'Luigi Pirandello' - Si snoda tra AgrigentoPorto Empedocle e nei comuni vicini in omaggio ad uno dei più grandi rappresentanti della Letteratura del '900. I luoghi del Parco testimoniano lo stretto legame esistente tra Pirandello e l'ambiente che lo circondava: i suoi personaggi, infatti, rappresentano tipologie e comportamenti di persone appartenenti al mondo popolare, contadino e borghese siciliano. Quell'universo umano che costituiva il contesto sociale da cui proveniva l'autore, trova ancora oggi riscontro in alcuni quartieri delle città e nelle contrade agrigentine, oltre che nei comportamenti della gente e nella tradizione della cultura siciliana.
Partendo dalle novelle e dalle opere teatrali si può vivere una dimensione magica sullo sfondo delle vestigia della Magna Grecia, tra i cortili, nella miniera di zolfo di famiglia, lungo le strade e le scalinate, tra le vecchie case, il porto e lo splendido mare africano. Il cuore pulsante del Parco rimane tuttavia la casa natale di Pirandello che insieme, all'azzurro aspro e denso del mare e alle miniere di zolfo costituiscono le principali fonti d'ispirazione della sua opera. L’obiettivo ultimo del Parco è quello di realizzare una grande 'città teatro' sul territorio, in modo che le atmosfere dei vicoli e dei paesaggi, i prodotti delle botteghe artigiane, i sapori della cucina siciliana vengano riproposti 'dal vivo', per rendere  più coinvolgente possibile 'il viaggio' dei visitatori. Agrigento, Porto Empedocle e i comuni limitrofi diventeranno così fulcro di un’intensa attività culturale e di studi.

All'interno del Parco Letterario sono stati delineati i seguenti sette viaggi sentimentali...

TappaValle dei Templi

Il Parco, ampio circa 1300 ettari, conserva uno dei maggiori complessi archeologici del Mediterraneo che comprende i resti dell'antica cittadella greca di Akragas e il territorio ad essa circostante sino al mare. Akragas, una delle più importanti colonie greche della Sicilia, fu fondata intorno al 582 a.C. da coloni provenienti dalla vicina Gela e da Rodi e custodisce i resti di antichi e preziosi monumenti: dal tempio di Giunone lungo la via Sacra si potranno vedere il Tempio della Concordia e quello di Ercole e, raggiungendo l'Agorà Bassa, iTempli di Giove e dei Dioscuri. La Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 dall'Unesco 'Patrimonio mondiale dell'Umanità', è immersa in un paesaggio agricolo di rara bellezza prevalentemente costituito da mandorli, ulivi saraceni e cipressi.

TappaKolimbetra Akragantina


Foto di Lillo Rizzo

Bene storico, naturalistico e paesaggistico di grandissimo rilievo. Si tratta di una piccola valle situata nel cuore della Valle dei Templi, affidata al FAI in concessione gratuita dalla Regione Sicilia per un periodo di 25 anni. Autentico gioiello archeologico e agricolo, tornato alla luce dopo decenni di abbandono, è un giardino straordinario per la magnificenza della natura che qui trova la massima espressione della sua generosità e per la ricchezza dei reperti archeologici che ancora vengono alla luce.

TappaContrada Caos

Il Caos - "Io dunque sono figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale Càvusu dagli abitanti di Girgenti… corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco Xaos…"  "...sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui". Queste le ultime volontà di Luigi Pirandello (1867-1936), che riposa oggi vicino alla sua casa natale, ai piedi di un pino centenario, e a quello che lui chiamava "mare africano".

La casa, sita nella frazione di Villaseta, in contrada Caos, tra Porto Empedocle e Agrigento, appare solitaria in mezzo alla campagna e su un altopiano punteggiato da ulivi e querce a strapiombo sul mare. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio del vicino deposito di munizioni delle truppe americane, nel 1949 venne dichiarata monumento nazionale e successivamente ripresa. Oggi è stata trasformata in un museo che costituisce il cuore pulsante del Parco e raccoglie fotografie, ritratti dello scrittore e di Marta Abba (attrice che gioca un ruolo importante nella sua vita), prime edizioni di testi teatrali e romanzi con dediche autografe, documenti manoscritti e locandine delle sue opere rappresentate nei teatri di tutto il mondo. Un filmato audiovisivo permette, inoltre, di ripercorrere le tappe salienti della vita e della carriera di Pirandello. La casa ospita anche una Biblioteca multimediale e offre una notevole varietà di documenti distinti in monografie, materiali rari e di pregio, periodici.

TappaPorto Empedocle

Il Centro Storico di Porto Empedocle - Il Parco si estende fino al molo di Girgenti, oggi Porto Empedocle, dove il padre di Pirandello, facoltoso commerciante di zolfo, aveva i magazzini. Nel piccolo borgo marinaro lo scrittore trascorse l'infanzia, non perdendo in età matura l'occasione di ritornarci, per osservare la vita seduto al tavolo di un caffè della via principale del paese e popolare così la sua mente di ricordi.

TappaAgrigento

Coi suoi stretti vicoli, cortili e piazzette, ha una struttura urbana tipicamente araba, benché le più antiche emergenze architettoniche risalgano al periodo normanno. Sulla sua sommità, la Cattedrale fondata alla fine dell'XI sec. da San Gerlando: primo vescovo dopo la dominazione musulmana e patrono della città. Adiacente alla Cattedrale sorge la settecentesca Biblioteca Lucchesiana che custodisce numerosissimi e pregiati volumi e poco distante la Chiesa di Santa Maria dei Greci, costruita sulle rovine del Tempio di Athena, risalenti al VI sec. a.C. Nell'Abazia di Santo Spirito, fondata dalla famiglia Chiaramonte alla fine del XIII secolo, trionfa l'arte dello stucco dello scultore palermitano Giacomo Serpotta.
Qui, immersi nei profumi di un giardino di antiche memorie ci si apre a tante sensazioni nuove attraversando l'austera Aula Capitolare e il misterioso silenzio del dormitorio. Un’altro pregevolissimo esempio dell’epoca è quello del Convento Chiaramontano dei Francescani Minori, annesso alla Basilica dell’Immacolata o di San Francesco d’Assisi. Gli spazi sottostanti la Basilica sono diventati i prestigiosi spazi espositivi di FAM -Fabbriche Chiaramontane, Arte Moderna Galleria Permanente. Recentemente è stato restaurato il Collegio dei Filippini, complesso monumentale dell’inizio del ‘700 utilizzato, insieme all’attigua Chiesa di San Giuseppe, dai padri Filippini fino alla metà dell’800. Il sontuoso complesso situato nella centrale via Atenea, è ritornata alla fruizione del pubblico come spazio culturale e ospita dipinti fra il ‘400 e il ‘900 della pinacoteca comunale. Da non perdere la Chiesa di San Nicola (XIII sec.) il cui l'interno, ad unica navata, condivide con la facciata lo stile normanno-gotico con un portale a sesto acuto. Al suo interno è custodito un sarcofago in marmo che propone la leggenda di Fedra e Ippolito e il famoso crocifisso ligneo descritto nella novella di Pirandello "Il Signore della nave". Magia e poesia potranno proseguire con la visita del Museo Archeologico e del Quartiere Ellenistico Romano.

TappaMarina di Girgenti

Già nel XV secolo l’allora 'Marina di Girgenti' era uno dei più importanti caricatori di grano della Sicilia, a guardia del quale venne costruita nel ‘500 l’imponente Torre di Carlo V. Sembra quasi di sentire ancora le urla degli uomini di mare intenti a caricare lo zolfo sulle imbarcazioni che lo avrebbero trasportato. Le attività portuali di commercio e pesca crebbero parallelamente alla sua autonomia (1853) e all’ampliamento del porto, oggi fra i più importanti del Mediterraneo e punto di collegamento con le Isole Pelagie. La via Roma è l'asse principale del centro storico, animato da ristoranti e caffè all'aperto, in cui e possibile rintracciare le atmosfere, i sapori e le tradizioni della Vigata di Andrea Camilleri: l’illustre autore empedoclino del Commissario Montalbano.

TappaZolfatara Taccia - Caci - Pirandello

"Appena i zolfatari venivan sù dal fondo della buca col fiato ai denti e le ossa rotte dalla fatica, la prima cosa che cercavano con gli occhi era quel verde là della collina lontana, che chiudeva a ponente l'ampia vallata. Qua, le coste aride, livide di tufi arsicci, non avevano più da tempo un filo d'erba, sforacchiate dalle zolfare come da tanti enormi formicai e bruciate tutte dal fumo. Sul verde di quella collina, gli occhi infiammati, offesi dalla luce dopo tante ore di tenebre laggiù, si riposavano.  A chi attendeva a riempire di minerale grezzo i forni o i «calcheroni», a chi vigilava alla fusione dello zolfo, o s'affaccendava sotto i forni stessi a ricevere dentro ai giornelli che servivan da forme lo zolfo bruciato che vi colava lento come una densa morchia nerastra, la vista di tutto quel verde lontano alleviava anche la pena del respiro, l'agra oppressura del fumo che si aggrappava alla gola, fino a promuovere gli spasimi più crudeli e le rabbie dell'asfissia". (da Il Fumo - Novelle per un anno). 
Alla  zolfatara Taccia-Caci
 detta anche "Zolfatara Grande" sita nel territorio di Aragona, in contrada Montagna Mintini, è legato il futuro della famiglia Pirandello. La miniera infatti, fu fonte di notevole guadagno per i Pirandello, ma nel 1903, in seguito ad un allagamento, causò il tracollo finanziaro della famiglia. La moglie dello scrittore, Maria Antonietta, che qui aveva investito gran parte del suo patrimonio, rimase profondamente impressionata tanto che il trauma minò in modo serio la sua salute mentale.

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